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VOLVO OCEAN RACE

VOR: il countdown è iniziato, 48 ore al via

vor il countdown 232 iniziato 48 ore al via
redazione

Gli ultimi due giorni sono, per gli atleti di solito dedicati alla famiglia, agli amici, alla preparazione e a trovare la giusta calma e concentrazione in vista di un evento che assorbirà tutta la loro energia e carica emotiva.

Per alcuni, come è il caso dello skipper di Abu Dhabi Ocean Racing Ian Walker, la partenza della Leg 1 verso Cape Town riporta alla mente i brutti ricordi legati al disalberamento durante la prima notte della scorsa edizione, quando tutta la flotta fu investita da venti particolarmente “cattivi”. Questa volta le previsioni meteo sembrano indicare condizioni più tranquille, con venti medio-leggeri per i sette Volvo Ocean 65.

Tuttavia, come ha spiegato un'altro dei più esperti velisti presenti quest'anno alla regata, il navigatore di Team Brunel Andrew Cape, le ore immediatamente precedenti alla partenza possono essere stressanti. “Voglio che la regata cominci, voglio iniziare, ma non si può ancora partire. Non abbiamo ancora nemmeno caricato il cibo a bordo. Bisogna aspettare fino a sabato.”

Tutti i velisti hanno a disposizione una borsa per portare a bordo i loro effetti personali. “Una volta avevamo una lista che indicava quante calze, quante scarpe erano ammesse. Oggi ricevi il tuo kit. Alcuni portano con sé le foto plastificate dei loro cari e le appendono. Alcuni si portano robe strane, alcuni un lettore musicale per rilassarsi. Ma non ho mai visto un libro a bordo.”

Di certo fra coloro che proveranno le emozioni più intense ci sono i due velisti cinesi di Dongfeng Race Team, Jiru Yang (Wolf) e Jin Hao Chen (Horace), la cui esperienza di navigazione oceanica è ancora molto ridotta. Ma il loro compagno Martin Strömberg, lo svedese che ha conquistato la vittoria nella passata edizione a bordo di Groupama, è loro di grande aiuto per tenere a bada l'energia in eccesso. Wolf, nel corso di una conferenza stampa qualche giorno fa, era tanto emozionato e orgoglioso di rappresentare oltre un miliardo e trecento milioni di abitanti del suo paese da arrivare al limite delle lacrime. “I ragazzi sono così felici, è una cosa che dà energia anche a me, è bello vederli così felici e vogliosi di partire.” ha detto Martin Strömberg che ha spiegato anche come lui si prepara alla prima tappa della nuova avventura. “Ho la mia famiglia qui, quindi probabilmente uscirò con loro per una cena tranquilla, andrò a letto presto, mi riposerò i vista della partenza, mi preparerò. Ormai è un mese che sono qui, è stato bello, ma adesso si fa sul serio, e credo che per molti sarà un risveglio un po' scioccante, una volta in mare aperto.”

 

La Leg 1 in dettaglio, raccontata dal meteorologo della Volvo Ocean Race, Gonzalo Infante.

Anche le ultime due edizioni della regata sono partite da Alicante, ma le condizioni sono state molto diverse, come spesso accade in Mediterraneo. Il clima autunnale nella zona del Levante, ossia da Valencia a Murcia, è molto variabile poiché se l'aria può essere fresca, il mare è ancora caldo e dunque la probabilità di formazione di basse pressioni ed eventualmente di tempeste, è notevole. Con queste condizioni il mare è molto corto e formato e sottopone uomini e barche a un forte stress.

Il mare di Alboran, da Palos a Gibilterra, è un tunnel naturale per il vento che si incanala fra le catene montuose di Spagna e Marocco ed è interessato da forti correnti dovute allo scambio d'acqua fra Atlantico e Mediterraneo. Da Alicante a Palos, quindi le scelte tattiche sono molto importanti visto che si tratta di una navigazione sotto costa. Generalmente in autunno il vento predominante è da est ma in caso di venti occidentali l'uscita da Gibilterra è di bolina.

Anche l'attraversamento dello stretto è un momento difficile, le condizioni in questo punto di transizione possono essere di vento molto leggero o molto forte, in questo caso, le cose sono complicate dal moto ondoso e dal traffico marittimo. Ma se l'aria è leggera, può addirittura accadere di andare in retromarcia...

Una volta usciti da Gibilterra i team devono prendere scelte basate sul lungo periodo: puntare verso ovest o verso sud per raggiungere il waypoint di Fernando de Noronha. Si tratta di una prima opzione molto importante e che deve tenere conto della presenza o meno degli alisei. Una rotta ovest può essere migliore, perhcè una volta negli alisei si può strambare e godere di angoli più veloci alle andature portanti per passare le Canarie e Capo Verde.

Dopo gli alisei, la flotta deve affrontare le calme equatoriali, i cosiddetti Doldrums che rappresentano la quintessenza della versatilità della meteorologi. Se si sceglie di attraversali più a est, più ampi saranno gli angoli al vento. E, una volta superate le calme, gli equipaggi si ritrovano un un flusso di aliseo.

Dopo il passaggio di Fernando de Noronha, che va lasciato a sinistra, si entra nell'Atlantico meridionale dove, ancora una volta, i team dovranno prendere una decisione a lungo termine: decidere come raggiungere Città del Capo. Si può infatti fare rotta diretta verso il Sudafrica attraversando l'alta pressione di Sant'Elena oppure cercare di evitarla. “Accerchiare” l'alta normalmente è l'opzione più veloce, ma qualcuno potrebbe tentare di prendere una scorciatoia attraversandola. Le ultime 500 miglia verso Città del Capo sono di solito abbastanza ventose, data la vicinanza della capitale sudafricana all'Oceano meridionale. Si tratta, quindi di una tappa storica per il giro del mondo a vela, ma che può sempre riservare delle sorprese.


09/10/2014 19:01:00 © riproduzione riservata






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