Vela, mondiali Melges 24 - Dopo le prime ore di questa lunga, strana giornata di fine mondiale, anche i più scaramantici, i fedelissimi della cabala hanno ceduto le armi: Lorenzo “Rufo” Bressani è campione del mondo Melges 24, per la seconda volta.
Tallin si sveglia sotto una fastidiosa pioggerellina, presagio di una giornata in cui, è certo, il vento non sarà protagonista.
Dopo un paio d’ore di attesa, il comitato comunica che tenterà comunque di dare una partenza, ma una sola. Non serve un matematico per capire che a questo punto è legittimo festeggiare, per capire che davvero niente può più succedere e che il titolo mondiale è proprio suo: Uka Uka Racing a due anni di distanza dal titolo conquistato a Porto Cervo bissa l’impresa e lo fa al termine di un mondiale dominato dal primo istante.
“Sono sensazioni indescrivibili – commenta un visibilmente commosso e soddisfatto Lorenzo Santini – Questo era l’obiettivo che ci eravamo prefissi, ma quando lo raggiungi, beh, è emozione pura”.
“Questi tre anni sono stati davvero indimenticabili” aggiunge riferendosi a quando, dall’incontro con Federico Michetti all’Europeo di Hyeres, appunto tre anni fa, prese il via un progetto che ha portato il team di Santini alla stagione 2010 in cui uno dopo l’altro ha messo a segno dopo l’Europeo 2009, l’Italiano (già vinto nel 2009 ndr) e ora anche il secondo mondiale.
“Per il 2010 terminiamo qui – conclude - Poi vedremo… Key West e ovviamente il mondiale in Texas. Noi vorremmo fare anche l’italiano, dipende dalle date”
Lorenzo Bressani, due volte campione del mondo della classe in un mondiale che ha dominato dal primo giorno: “Beh dominato coi punti si, ma è stata durissima. Siamo qui da quindici giorni e non abbiamo mai regatato con le stesse condizioni di vento. Siamo anche stati fortunati perché bastava essere dalla parte sbagliata coi salti di vento per scivolare nelle retrovie. La svolta c’è stata ieri. Siamo stati primi dal primo giorno ma gli avversari erano davvero vicini sempre. Ieri invece finalmente per noi, peccato per loro, hanno incappato in prove non belle. Difficile recuperare con queste condizioni di vento”.
Se per Bressani il palmares mondiale della classe sale a due, per Federico Michetti è già a quota tre. Arriva a terra, sorride, ma molta della sua abituale baldanza ha ceduto il posto all’emozione vera: non serve parlare, non serve commentare. Bravo davvero!
Se gli Uka Uka Racing tornano a terra per dare il via ai meritati festeggiamenti, il comitato “litiga” col vento e riesce alla fine a dare la partenza. Ci sono cinque punti tra Nergaard e Bolzan, 19 tra Nergaard e Favini… è legittimo sperare. E infatti sulla prima boa Bolzan è secondo, Favini quinto, ma quello che sorprende è Nergaard 52°…
A terra c’è chi sorride a 32 denti sognando un podio “italiano” (scusateci non ci riusciamo proprio a considerare Blu Moon straniero) ma in questo mondiale, tinto da un cielo grigio, i sogni hanno vita breve e accade che, come ultima beffa, il vento va totalmente scomparendo. Il comitato prima annuncia la riduzione del percorso e poi annulla la prova consegnando l’argento nelle mani del norvegese Kristian Nergaard.
Nulla di invariato dunque rispetto alla classifica precedente che assegna il bronzo ad Hurricane Murphy&Nye di Testolin-Catalogna.
“Prima di venire qui – è il commento di Paolo Testolin, co-armatore di Hurricane e presidente della Classe Melges 24 – il mio più grande desiderio era che a vincere il mondiale fosse un equipaggio italiano. E’ stato così, addirittura due italiani sul podio e sette nei primi dieci se consideriamo anche Blu Moon. Tutti gli azzurri presenti qui a Tallinn si sono comportati benissimo. C’è un italiano anche sul podio Corinthian al terzo posto davanti a un certo Tonu Toniste che al collo ha ben due medaglie olimpiche”.
“E’ andata bene, siamo contenti – è infatti il commento finale di Marco Schirato al timone di La Bèsa di Daniele Sereni, che chiude terzo della classifica corinthian - Avevamo iniziato ad assaporare una posizione tra i primi venti. Ieri però non è andata bene per niente. Siamo comunque soddisfatti. Alla vigilia ci aspettavamo di finire tra i venti e i trenta: il 24 overall rispecchia le aspettative”.
“Per quanto riguarda il campo di regata – continua - un gardesano avrebbe detto che sembrava di essere a Desenzano con l’Ander. Per quanto riguarda il comitato invece, un po’ lentino”.
Sul fatto di essere terzo alle spalle dell’olimpionico Toniste scherza: “L’altro ieri era dietro, ma avevamo già pronosticato che le cose si sarebbero messe a posto”.
Tutto bene quindi? “Ottima l’organizzazione a terra – riprende Testolin – la logistica e il posto, ci aspettavamo un campo di regata un po’ diverso, ma quello su cui vorrei fare una riflessione è il comitato di regata che, siamo in molti a dirlo, non è certo stato all’altezza della flotta”.
E si inizia a parlare di mondiale italiano: “Nel 2012 il mondiale torna in Italia. Da tempo l’IMCA ci ha approvato la proposta di Alghero e stiamo già lavorando perché tutto sia all’altezza della situazione”.
Stasera la cerimonia di premiazione chiuderà la parentesi estone. La flotta rientra alle rispettive basi e si prepara al prossimo appuntamento. Per chi ci sarà ci si vedrà ad Alassio l’11 e il 12 settembre per la Coppa Italia.
Gli altri italiani: 11 Arteria, Michael Hestbaek (147); 21 All In, Luca Valerio (207); 24 La Besa, Marco Schirato (237); 54 Fish Dog, Mario Ziliani (276); 27 Rewind Energy Resources, Iacopo Lacerra (277); 59 Giogi, Matteo Balestrero (446)
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