Un seminario per fare il punto sul turi smo attivo in Sardegna, per effettuare una mappatura regionale di operatori, infrastrutture e risorse e per stilare il primo rapporto sull’offerta “outdoor”. Il 3 e il 4 dicembre al Geovillage di Olbia (Circonvallazione Nord direzione Golfo Aranci) l’assessorato del Turismo e l’Agenzia governativa regionale “Sardegna Promozione” chiamano a raccolta tutti gli attori di una importante fetta dell’industria delle vacanze isolana che alimenta soprattutto le stagi oni di spalla. Il progetto è stato presentato oggi alla stampa dall’assessore del Turismo, Sebastiano Sannitu, e dal direttore centrale dell’Agenzia, Adamo Pili.
Al seminario sono state previste più di 20 relazioni: dalle descrizioni del fenomeno “turismo attivo”, agli interventi sulle sue varie declinazioni quali cicloturismo, trekking, equitazione, roccia, vela, sport da onda, diving, attività dedicate ai diversamente abili e tanto altro.
Tra gli ospiti si segnala la presenza di un esper to di fama internazionale come lo spagnolo Josep Ejarque, presidente di Fourtourism e consulente del Ministero del Turismo. Alla fine si stilerà un rapporto che servirà a definire una
strategia per lanciare la Sardegna come destinazi one ideale del turismo attivo.
Con questo semi nario l’Agenzia Sardegna Promozione comincia anche a gettare le basi per il 1° Workshop internazionale del turismo attivo in Sardegna "BITAS", previsto nel 2010. Iniziativa per favorire l’incontro tra offerta turistica sarda e domanda nazi onale e internazionale.
La partecipazione al seminario è libera e aperta a tutti coloro che a vario titolo sono coinvolti nel turismo attivo: operatori, rappresentanti di istituzioni territoriali, enti locali, strutture ricettive, associazioni, università.
Ma cosa si intende più pr ecisamente per “turismo attivo”? Si può definire la nuova frontiera del turismo sostenibile. Si tratta di una filosofia di viaggio che combina avventura, ecoturismo e cultura. Nel turismo attivo rientrano sicuramente tutte le tipologie di fruizione turistica a basso impatto ambientale che non sono esclusiva osservazione del territorio ma implicano un impegno del visitatore. Già detto cicloturismo e trekking ma anche windsurf, kayak, arrampicata, deltaplano, paracadutismo, parapendio, nordic walking. L’elenco è davver o lungo.
Il turismo attivo rappresenta un segmento in forte espansione del mercato global.
Rispetto alle forme di turismo più classico, questo ha il vantaggio di garantire flussi nell’arco di tutto l’anno, di coinvolgere territori a vocazione tradizionalmente non turistica e di attrarre nuove tipologie di visitatori normalmente non catturat i dall’offerta tradizionale.
Secondo le stime del WTO (World Tourism Organisation), i tassi di crescita generati nei prossimi anni dalla vacanza attiva saranno vicini al 20 per cento a fronte di un 4 per cento dei segmenti di turismo tradizionali.
La Sardegna, per le peculiarità uniche del suo territorio, ben si presta allo sviluppo di questo settore nell’ottica di una delocalizzazione dell’offerta verso le zone interne e di un arricchimento dell’universo marino balneare.
Chi già opera nel turismo attivo nell’isola riscontra ogni anno un sensibile aumento delle presenze. Le potenziali tà sono enormi ma ancora in larga parte inespresse. È emblematico il paragone con Mall orca, un’isola con caratteri stiche molto simili alle nostre ma dalle dimensioni molto ridotte che attr ae ogni anno oltre 200mila cicloturisti, quasi il 10 per cento degli arrivi totali della Sardegna.
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