Vela, Solitaire du Figaro - Termina la prima tappa della Solitaire du Figaro 2010 che ha portato i concorrenti da Le Havre a Gijon attraverso oltre 500 miglia di una regata con poco vento e tanti tatticismi. Classifica che comunque premia tre campioni come Armel Le Cleac'h su BRIT AIR arrivato per primo all’1:14:32 del 31 luglio, il ritrovato Yann Elies , GENERALI - EUROP ASSISTANCE, secondo a 14'32" e Eric Peron , SKIPPER MACIF 2009 , terzo a 22'50". Non bene per il nostro Pietro D’alì che ha preso un distacco di 3 ore e 39 minuti. Affaticato da quattro notti prive di sonno, Pietro, skipper di inova 3 e portacolori dello YCI , sembra aver già digerito il 35mo posto in classifica e pensa già alla seconda tappa per rifarsi. In questa sua analisi della regata torna sulle scelte e le condizioni che, alla fine della prima manche, lo pongono quasi in fondo alla classifica.
“È stata una regata molto difficile, molto combattuta, una bella battaglia. Non c'era modo di riposare. Non ho praticamente dormito. Le condizioni sono state molto variabili e instabili, quindi bisognava sempre stare attenti a far camminare la barca e a rimanere su buone velocità. Purtroppo, l'elastico si è allungato all'arrivo, il ritardo si è aggravato alla fine.
All'inizio pensavo di aver fatto la scelta giusta andando fuori. Con Gildas (Gildas Morvan, Cercle Vert, Ndr). Prima di Cherbourg, a Barfleur, avevamo guadagnato tanto, pensavamo di girare tra i primi. A terra sembravano morti, dovevano bordeggiare con poco vento. Invece il vento ha fatto un ribaltone, è girato a 80° e ci siamo ritrovati sottovento e gli altri sono passati. Comunque, al Capo de La Hague, dopo Cherbourg, eravamo ancora tutti vicini. Sono passato a largo. Poi ho fatto bene nelle anglo normanni dove sono stato un po' basso. Lì ho recuperato anche perché sono passato veramente vicino agli scogli e la corrente mi ha aiutato. Passato il canale tra le isole, mi sono tenuto un po' alto e abbiamo bordeggiato di bolina fino a Ouessant. Anche lì, sono passato sui bassi fondali per non avere troppa corrente contro. Poi, è cambiato il vento e abbiamo bordeggiato di poppa sotto spi. Mi sono ritrovato sopravvento con il nuovo vento da Nord Ovest. Sono passato rapido a Ovest di Sein, anche qui su bassi fondali. Con l'onda lunga, la risacca e la corrente a favore, è un passaggio possibile solo con vento leggero, la barca ha avuto forti scossoni. Probabilmente, quelli che sono passati a terra, nello stretto, hanno avuto più corrente.
Poi, mi sono tenuto sopravvento a lungo e ho aspettato il momento per strambare e tagliare la dorsale. L'obiettivo era di fare due laschi e la poppa. Rispetto a quelli che si tenevano più sotto di me, ho anticipato troppo la strambata. L'errore è stato quello, ma c'era il rischio che il vento girasse a Est e non volevo ritrovarmi troppo sotto. Invece non è andata così. Marc Emig che avevo staccato è rimasto più a Ovest e mi ha ripreso dopo.
Tra l'altro, il tempo era molto instabile, c'erano nuvoloni senza vento. Tracce di qualche fronte che stava morendo dentro all'anticiclone. Mi sono ritrovato impantanato in uno di questi . Quando sono uscito, sono stato costretto a rimanere a sinistra aspettando che girasse e sono rimasto purtroppo con poco vento fino all'arrivo.
I punti positivi sono che la barca è in perfetto stato e che ho potuto verificare le velocità in varie condizioni. Adesso devo approfittare di questi giorni a Gijon per riposare e cercare di rimediare sin dalla prossima tappa.”
Adesso riposare, dormire finalmente, e ritrovare le energie per la seconda tappa, da Gijon a Brest, che partirà martedì.
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