Vela, Melges 24 - Ci sono giorni che non girano, poi altri che cominciano male ma poi si rimettono più o meno in carreggiata. La seconda che ho detto. Oggi All in, il Melges 24 dell’Amante Sailing Team timonato dall’azzurro di 49er Pietro Sibello inizia nel peggiore dei modi. E se ieri sera già occupava un posto in classifica molto distante dal target abituale, l’OCS al pronti via proprio non ci voleva. Certo, la serata era passata a teorizzare partenze aggressive con l’opportunità di accollarsi il rischio, del resto il nome All in la dice lunga. Ed eccoli accontentati: richiamo generale, bandiera nera e un po’ di allenamento nell’attesa di ritornare in pista. Poi le cose iniziano a girare. Le successive due prove non sono da manuale ma del resto tutta la flotta alterna acuti a stonate da fischi. E’ il vento che continua a girare e crea salti di difficile interpretazione? E’ l’onda? E’ uno strano connubio astrale che incombe sul golfo di Scarlino? Quello che è certo è che l’unico con rendimento costante è Flavio Favini su Blu Moon che si mette in testa alla flotta con due primi ed un quarto posto di giornata. Per tutti gli altri ci sono emozioni e lacrime. Corinthian nei primi cinque che poi si perdono nei meandri di un’avventura da incubo, equipaggi che sulla carta danno la birra al mondo che si devono destreggiare alle boe tra gli incastri. Insomma, la seconda tappa della Volvo Cup regala sorprese. Sibello, che solo per questo appuntamento è affiancato dall’altro olimpico Gabrio Zandonà, riesce a chiudere al quindicesimo e al sedicesimo posto, regatando sempre nel gruppo e salvando un po’ la situazione.
La over all provvisoria racconta sempre la stessa storia: Blu Moon e Uka Uka, gli inarrivabili rivali di sempre a darsi battaglia e a rendere la vita dura a tutti gli altri. Poi c’è Lenny di Tonu Toniste, l’estone che con prove altalenanti ma grazie allo scarto scivola solo di due posizione mantenendo il podio.
“Non siamo riusciti a risolvere ancora tutti i problemi – dice Sibello – però nelle ultime due prove ci siamo mantenuti nel gruppo con qualche recupero”.
Domani altri tre start per mandare in archivio una tappa baciata dal sole.
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Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci
Una nuova divisione dedicata alle imbarcazioni il cui primo varo della serie è antecedente al 1990. La novità entra ufficialmente nel programma della CentoMiglia del Garda 2026
In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre
Nelle ultime 24 ore Pace ha percorso circa 428 miglia, con una media prossima ai 18 nodi: un'autentica prestazione da record
Due gli equipaggi italiani in Gold Fleet. Il risultato più bello di giornata porta la firma di Elena Berta e Giulio Calabrò, che hanno chiuso la qualificazione vincendo l’ultima regata
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Argento a Istanbul per l’atleta dello Yacht Club Costa Smeralda, protagonista di una grande rimonta. Il titolo va alla francese Vaïna Picot dopo una finale combattuta con vento fino a 30 nodi di raffica
Il Volvo 70 di Johnny Vincent completa in 6 giorni, 14 ore, 47 minuti e 31 secondi la 50ª edizione della grande classica offshore