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VELE D'EPOCA

Profumo di Legno: un successo firmato Circolo Velico Ravennate

profumo di legno un successo firmato circolo velico ravennate
Roberto Imbastaro

La prima edizione della manifestazione Profumo di Legno organizzata dal Circolo Velico Ravennate si è conclusa con successo. Nata con l’umiltà di essere una prima volta, poco competitiva, ha trovato contenuti sia in mare che a terra. Protagoniste le barche che hanno scritto la storia delle regate nelle acque di Marina di Ravenna e in Adriatico. A cominciare da Strale, barca ritenuta “impossibile” dagli avversari che ha invece vinto di tutto, sia dopo il varo sia dopo i successivi restauri. Per proseguire con il Moretto, una barca che il progettista German Frers aveva disegnato per Raul Gardini subito dopo il primo Moro di Venezia, per partecipare alle regate locali: lunga poco più di nove metri è stata una palestra per i ragazzi del Moro, i giovani  ravennati che Gardini voleva nei suoi equipaggi all’inizio della sua carriera velica. Ora dell’armatore Gabriele Berti, che conserva a bordo numerosi segni del grande passato, ha vinto la veleggiata nella classifica dedicata alle barche della sua dimensione. E poi il grande Cochabamba, un progetto dello studio Sciomachen dei tempi del glorioso regolamento IOR costruita dal noto cantiere adriatico Fioravanti ora dell’armatore Alfredo Montanari.

Tra i protagonisti i piccoli Passatore, compreso il numero uno, che in Adriatico sono stati un ottimo esempio di costruzione in serie di barche di legno, come sul lago di Iseo succedeva per i motoscafi Riva e nel Golfo di Gaeta con i motoscafi Sarima Italcraft. Tra i Passatore ha vinto Tobia di Stefano Palazzi, uno dei meglio restaurati e conservati che ha preceduto il Passatore numero uno, che ha una carena a spigolo ma con le stesse geometrie. 

Ammiratissimo Rijoro della famiglia Ferruzzi condotto da Carlo Mazzini, un Rianno Senior del 1947, stessa barca posseduta da John Kennedy, su cui il presidente americano aveva iniziato a navigare, che gradiva molto usare e su cui è stato spesso fotografato assieme alla famiglia. Per dimensioni non è una barca presidenziale, eppure è la testimonianza di come il lusso talvolta segua percorsi che non sono esattamente il costo ma come possano essere un modo di vivere il mare e sul mare. 

Durante la serata due appuntamenti importanti hanno raccolto un pubblico numeroso e interessato. Uno era dedicato a ricordare Raul Gardini velista a 25 anni dalla sua scomparsa e riuniva i rappresentanti dei suoi equipaggi. Alberto Perdisa e Tilli Antonelli erano a bordo del primo Moro di Venezia, di nove che sono stati varati alla fine degli anni 70, compresa la partecipazione alla terribile edizione della Fastnet Race del 1979, costata la vita a molte persone per una violenta tempesta che il Moro, che era una delle barche più grandi e veloci, riuscì in parte a evitare perché nel momento peggiore aveva già girato lo scoglio irlandese. Il tattico durante le regate di San Diego del 1992 Tommaso Chieffi e il prodiere Andrea Merani hanno parlato di Raul Gardini durante quella meravigliosa prima vittoria italiana nella Louis Vuitton Cup. “E’ stata una vittoria di Raul – ha detto Tommaso Chieffi – come avevano sottolineato alcuni cronisti del tempo, per come è riuscito a mettere in crisi i neozelandesi per le loro irregolarità nell’uso del bompresso”. Presente anche l’amico inseparabile Vanni Balestrazzi, che ha raccontato numerosi episodi della vita in barca con Raul Gardini inediti. 

Il presidente dell’autorità portuale di Ravenna  Daniele Rossi ha salutato il pubblico con parole importanti: “Vogliamo prenderci cura del Moro di Venezia ora esposto in Darsena, in qualche mese restaurarlo e renderlo fruibile al pubblico in una maniera più completa, in un luogo più visibile. E vogliamo che sia trovato un destino per la darsena di fronte ai circoli per un impiego sportivo e culturale”. 

Altro appuntamento la presentazione del libro che raccoglie la storia dello Strale, una barca speciale per risultati e aspetto: è diversa da tutte le altre con la sua linea del cavallino rovescia voluta dal progettista Giuseppe Belardi e la costruzione avvenuta non in un cantiere noto ma presso la Falegnameria Montanari . Sul palco a raccontare la storia Enzo Bruni e Antonio Bandini, autore della raccolta di documenti e dei testi del libro.    

L’appuntamento è per una seconda edizione della manifestazione dedicata alle barche di legno, di tutte le epoche, il prossimo anno.

 


01/07/2018 19:41:00 © riproduzione riservata






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