La giornata di Corpus Christi è iniziata sotto un cielo grigio piombo e con raffiche di vento intorno a 20 nodi. I 32 equipaggi, arrivati sulla costa texana da 11 paesi per contendersi il prestigiosissimo titolo di campione del mondo Melges 24, sono usciti in mare presto, perché nel pomeriggio era
atteso un consistente rinforzo d’aria (puntualmente arrivato).
Oggi è stata una giornata da incorniciare per Lorenzo Bressani e il suo team - l’armatore Lorenzo Santini, il tattico Jonathan McKee, il tailer Federico Michetti e il prodiere Fabio Gridelli -, nonostante
qualcuno abbia provato seriamente a infastidire la marcia dei campioni del mondo in carica.
Non certo un “qualcuno” qualsiasi, ma l’australiano campione olimpico in carica in 470, Nathan Wilmot, che oggi ha lottato come una tigre per dare una zampata vincente soprattutto nella seconda, combattutissima e spettacolare regata. Il “colpaccio” gli è però sfuggito in entrambe le prove.
La prima regata è stata decisa nella prima bolina, quando Bressani & Co. hanno preso la testa della flotta e non hanno concesso più alcuna chance agli inseguitori, nonostante insidiosi salti di vento di
20°.
La grande emozione è venuta nella seconda prova, che Wilmot e Favini hanno condotto testa a testa sino alla seconda bolina, con Bressani a distanza ravvicinata, pronto a dare la zampata vincente.
In vista della boa era ormai duello serrato tra Wilmot e Bressani, che davano vita ad una serie di virate a match race, risoltesi a favore di “Rufo”, che conquistava l’interno in boa in virtù di una migliore velocità e di una discreta dose di coraggio.
“Fino ad oggi è andato tutto molto bene – dice il tattico Jonathan McKee –, la barca è veloce, abbiamo fatto buone partenze e mai grossi errori. Siamo però solo a metà campionato e sono attese
condizioni meteo molto dure, quindi guai a pensare che sia finita. Abbiamo fiducia nei nostri mezzi ma non ci possiamo distrarre”.
“Abbiamo un buon vantaggio sugli avversari – conferma Bressani – e ci piace il vento forte, però ogni punto va conquistato con tenacia e umiltà. Le vittorie di oggi le dedico a Luca Paolillo, giovane promessa della vela azzurra in 420, scomparso questa notte all’età di 17 anni”.
In virtù dello scarto, Uka Uka Racing ha accumulato un buon vantaggio sugli avversari, ma la classifica è molto corta, segno che i giochi sono ancora aperti. Anche perché è vero che quest’anno ci sono meno barche iscritte, ma è altrettanto vero che l’entry list è di livello decisamente più alto, con vari campioni olimpici (in particolare) decisi a non mollare mai.
A parte Favini (che difende i colori elvetici), gli altri due italiani, Racchelli e Simoneschi, al momento hanno perso terreno dai migliori (9° e 10° rispettivamente, a 33 e 42 punti).
Classifica provvisoria:
1.Uka Uka Racing, Lorenzo Bressani, ITA ([6]-2-1-2-1-1) p.ti 7.00 – 2. Brick
House 812, Kristen Lane, USA (8-1-[10]-3-4-7) p.ti 23.00; 3. Blu Moon,
Flavio Favini, SUI (3-6-[8]-5-6-3) p.ti 23.00 – 4. Full Throttle, Brian Porter,
USA ([16]-9-2-1-8-4) p.ti 24; 5. Embarr, Conor Clarke, IRL (2-5-5-[11]-10-2)
punti 24.00.
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