Vea, Mondiale Melges 24 - E dopo tanta attesa, anche il vento giunse in quel di Tallinn. Non pensate alle sventolate della Costa Smeralda, ma a un vento da sud che soffia inizialmente sugli 8 nodi ma che nel corso della giornta cresce – non senza qualche salto (parecchi)– fino ad intensità di 16 nodi con raffiche anche di 21.
Quanto basta per animare un po’ gli spiriti e a far planare i Melges 24 che si sono dati appuntamento per il Marine Pool Melges 24 World Championship.
Si parte alle 11 e, incredibile ma vero, buona la prima procedura per far partire la flotta.
Il primo bordo sembra un bordo fantasia che vende sulla prima boa di bolina barche assolutamente inattese.
Bressani è settimo, Bolzan tredicesimo davanti ad Altea e a Blu Moon, che batterà pure bandiera svizzera, ma viene difficile considerarlo “straniero”.
Alla seconda bolina i soliti noti rosicchiano qualche posizione. Vince Baghdad timonata da Kristian Nergaard e con alla tattica quel sig. Herry Melges che dà il nome al monotipo più diffuso del momento (un momento che dura da 10 anni).
Bressani su Uka Uka Racing è comunque il primo degli italiani ed è sesto davanti a Blu Moon (ottavo) e ad Hurricane Murphy&Nye decimo.
Poi, proprio bene cosa accada, non si capisce. Sta di fatto che per due ora, nonostante il bel vento sul 15/16 nodi il comitato issa l’intelligenza. Sistema la linea, allunga il percorso (1,75 miles)… passano due ore.
Dopo un bello scroscio di pioggia e quando la pazienza sembra essere al limite ecco i segnali.
Ed ecco subito un bel richiamo generale. C’è la zulu e ci sono vittime, una ventina. Tra gli italiani Saetta, All In e Audi.
La procedura successiva è con bandiera nera e finalmente si riparte.
C’è poco da vedere: Bressani si mette davanti alla flotta e lì rimane fino alla fine. C’è forse Jean Marc Monnard a metà dell’ultima poppa che sembra potergli insidiare il primato, ma alla fine il timoniere triestino conquista la quarta prova di questo mondiale, davanti a un altro triestino doc: Alberto Bolzan al timone di Hurricane. Da segnalare ancora una volta un ottimo Carlo Fracassoli su Gullisara che gira secondo sulla prima bolina e chiude al quinto, dietro ad Altea di Andrea Racchelli.
La flotta resta a disposizione del comitato che annuncia l’intenzione, perlatro attesa di procedere con la terza prova.
Partono benissimo Blu Moon, Hurricane e Saetta. Un po’ meno Uka Uka Racing che rimane incastrata e fatica un po’ a liberarsi. Si porta in mezzo al campo di regata e mai decisione sarà più azzeccata perché un salto di vento a metà della prima bolina rimanda il team di Lorenzo Santini nelle prime posizioni. Davanti a tutti c’è Saetta. Lo incalzano Bressani, Bolzan e Racchelli: in quest’ordine sulle boe e sul traguardo.
Dopo cinque prove è sicuramente Lorenzo Bressani l’uomo da raggiungere là in cima alla classifica provvisoria. “Sono davvero esterefatto” è il commento unanime sia di Flavio Favini, timoniere di Blu Moon sia di Daniele Cassinari, tattico di Hurricane: “non sbaglia nulla… sapevamo che era forte ma questi livelli sono davvero… impressionanti”.
Al secondo posto c’è Alberto Bolzan su Hurricane. Terzo gradino del podio per Baghdad del duo Nergaard/Melges.
Gli altri italiani: 5 Gullisara, Carlo Fracassoli (44); 8 Audi, Riccardo Simoneschi (73); 9 Arteria, Michael Hestbeak (79); 11 Saetta, Niccolò Bianchi (99); 15 Altea, Andrea Racchelli (112); 20 La Besa, Marco Schirato (139); 30 All In, Luca Valerio (180); 36 Rewind Energy Resources, Jacopo Lacerra (201); 45 Fish Dog, Mario Ziliani (218); 57 Giogi, Matteo Balestrero (254)
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