Vela, Class 40 - E’ iniziata la seconda tappa della Round Britain and Ireland che vede impegnato il nostro Marco Nannini con il suo Class 40 “Sungard Front Arena” che aveva concluso al secondo posto dietro un altro Akilaria 40, "Phesheya", timonato da Nick Legatt. Nel momento in cui scriviamo (ore 22:11 italiane) la situazione vede al comando Phesheya seguito a poche miglia da Marco Nannini che sta recuperando dopo una partenza poco felice. Questa seconda tappa della Round Britain and Ireland si sta presentando come una di quelle da vento forte sul naso che chi naviga in Inghilterra conosce bene.
“Stiamo sbattendo il muso contro un freddo vento da Nord da quasi 24 ore – commenta da bordo Nannini – Tutto procede bene a bordo a parte qualche capriccio del pilota automatico che ogni tanto ci fa i dispetti come un bimbo monello, siamo carichi di ballast e tutto quanto è in barca è stato portato sopravvento. Barca carica e potente, ogni tanto per dispetto il pilota vira di colpo. Lo ha fatto già due o tre volte, combinando un casino non da poco. Ora facciamo i turni col telecomando in mano e pronti alla barra a recuperare la situazione”.
Per Marco Nannini e Paul Peggs una partenza difficile con poco vento nel quale non sono riusciti a trovare il ritmo.
“Ci siamo fatti staccare da Phesheya e anche Solo, che era dietro di 18 minuti, ci ha superato nella prima mezzora. Ci stavamo mangiando le mani – ha commentato Nannini - poi è arrivato pure Alex Bennett sotto spi che andava 1-2 nodi più di noi e forse grazie a questo affronto, e al vento che nel frattempo rinforzava, siamo rientrati in battaglia. Abbiamo tenuto dietro Alex fino al Fastnet; alla fine è passato, ma sul bordo di bolina dura l'abbiamo ripreso e passato ed ora lo abbiamo perso sull'orizzonte. Credo sia 2-3 miglia dietro. Alle 6 di stamattina Phesheya stava 3.5 miglia avanti e Solo 2 miglia. Abbiamo incrociato Solo in virata ad un centinaio di metri ma ora andiamo per strade diverse quindi dopo la rimonta si vedrà chi ha scelto la strada migliore. Phesheya lo intravediamo a mala pena all'orizzonte strizzando gli occhi. Direi che sta 4 miglia avanti e purtroppo non colgo cenni di errori strategici. Sono proprio bravi, meritano di stare avanti ma noi li inseguiremo fino all'ultimo. Hanno una barca identica alla nostra, anche se un po’ più leggera e con vele nuove, ma la differenza la fa certamente Nick Legatt, velista di grande esperienza”.
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