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AMBIENTE

Cetacei, questi sconosciuti

cetacei questi sconosciuti
redazione

Sono stati presentati i risultati di tre anni di ricerca e monitoraggio di balene e delfini realizzati dall’associazione Accademia del Leviatano lungo il tratto di mare tra Civitavecchia e Golfo Aranci, utilizzando traghetti di linea come punti di osservazione.
L’incontro è stato introdotto da rappresentanti della Capitaneria di Porto, dal presidente della Fondazione CA.RI.CIV. e dal neoassessore al Mare, presso l’Aula consigliare del comune di Civitavecchia.

Durante la presentazione dei risultati delle ricerche, “I cetacei del Mar Tirreno Centrale”, i relatori hanno sottolineato come per le diverse specie di cetacei che vivono nei nostri mari, pur essendo tutte protette da leggi nazionali o accordi internazionali, si conosce ancora molto poco del loro habitat e delle loro migrazioni.

Dal 2007, grazie alla stretta e proficua collaborazione di una compagnia navale, di una rete di enti, è partito un progetto di monitoraggio che copre i mari che vanno dal Tirreno centrale al Mar Ligure occidentale. ISPRA coordina questa innovativa ed efficiente rete di monitoraggio.

A tre anni dall’inizio del progetto è emerso un quadro interessante della distribuzione delle specie di cetacei all’interno di un’area protetta specificatamente istituita per la protezione dei cetacei, il Santuario Pelagos, e subito a sud del suo confine orientale.

In generale, la specie più avvistata è la Stenella, piccolo delfinide gregario di zona pelagica, mentre, come ci si aspettava, il delfino costiero Tursiope è particolarmente concentrato nel lungo tratto di piattaforma continentale presente nel Tirreno settentrionale, all’altezza dell’Arcipelago Toscano e delle coste corse prospicienti Bastia.

Nello specifico del Tirreno centrale, grazie ad uno studio condotto con identica metodologia e sotto la supervisione degli stessi ricercatori negli anni ’90, ’91 e ’92, siamo oggi in grado di confrontare le variazioni di presenza e distribuzione dei cetacei in quest’area nell’arco di un ventennio. I risultati sono sorprendenti, in particolare per quel che riguarda la Balenottera: il confronto di lungo termine (anni ’90-’92 vs ’07-’09) suggeriscono infatti un aumento notevole della presenza relativa della Balenottera negli ultimi anni (>200%) e della sua distribuzione spaziale, rilevando l’esistenza di un’area ad elevata densità di cetacei (hot spot) larga diverse miglia nautiche. Questa area, in cui non sono ancora presenti forme specifiche di protezione, mette in luce la necessità di urgenti azioni specifiche di tutela e conservazione per le specie ed il loro habitat.

Nel corso dell’incontro sono state anche mostrati diversi hot spot che si incontrano lungo le rotte percorse. In queste aree è auspicabile una ridotta velocità ed una particolare attenzione durante la navigazione. Scopo del network, infatti, è anche quello di mappare i principali hot spot, lungo le rotte delle previste le autostrade del mare. L’auspicio è quello, nel breve futuro, di codice di condotta volontario per navi e traghetti che preveda, in queste aree, tutte le precauzioni possibili, come velocità contenuta ed osservatori dedicati, per poter evitare collisioni con questi grandi mammiferi marini.

La Corsica-Sardinia Ferries Ferries si è rivelato da subito il partner ideale. La compagnia, infatti, ha sempre prestato particolare attenzione all’ambiente e alla salvaguardia della fauna marina, partecipando a studi e monitoraggi sin dal 1989, quando comandanti e ufficiali di bordo tenevano traccia degli avvistamenti dei cetacei su appositi blocchetti. Per promuovere e contribuire a creare una coscienza collettiva rispetto agli obiettivi di salvaguardia di queste specie marine, Corsica Sardinia Ferries continuerà a supportare le attività di ricerca. Nell’ambito del progetto, sui traghetti si prevede di realizzare iniziative specifiche per le scuole per sensibilizzare e formare giovani studenti sul tema dell'ambiente oltre ché alla formazione di osservatori esperti di mammiferi marini (Marine Mammal Observers).


Nel corso dell’incontro è stato anche presentato il questionario sulla percezione e sensibilità ambientale, nei confronti dell’ambiente marino, da parte dei passeggeri imbarcati su navi e traghetti. Visti i risultati ottenuti, il network di ricerca si augura di poter presto estendere il monitoraggio anche nel mar Tirreno meridionale.



08/06/2010 06:40:00 © riproduzione riservata






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