Dopo tante chiacchiere in banchina finalmente si scende in acqua per questo primo assaggio di America’s Cup. Si ricomincia da tre, ovvero da qualcosa di buono che era già stato fatto in passato e che si ripropone oggi nella stessa misura, con Emirates Team New Zealand che ha messo in scena praticamente una masterclass e ha vinto tutte e tre le Practice Races in grande scioltezza.
Si è esaltato in conferenza stampa Tom Slingsby, skipper di NYYC American Magic, che ha esaltato la competitività della regata dicendo che “…non abbiamo regatato molto insieme, quindi è un'occasione per migliorare come squadra e, a parità di barche, possiamo battere chiunque". La realtà, almeno quella odierna, è che fin dalla prima partenza, Emirates Team New Zealand si è dimostrato tutto muscoli e potenza, guidando sempre il gruppo di inseguitori e tagliando la linea con un perfetto time-on-distance, potendo poi condurre la propria regata da lì in poi. Una volta in testa in tutte e tre le regate, con a volte qualche leggera fatica per superare American Magic e Luna Rossa Prada Pirelli, i kiwi guidati da Peter Burling e Nathan Outteridge hanno avuto la piena padronanza delle barca con condizioni marginali di foiling sotto i 10 nodi.
Burling ha tenuto a freno le aspettative dicendo: "Mantenere la barca sui foil oggi, quando il vento è sceso sotto i 6 nodi, è stato fondamentale e i ragazzi hanno fatto un buon lavoro nel gestire gli sbuffi e le manovre. Non vediamo l'ora di scendere in acqua per regatare; è un obiettivo che ci siamo posti come gruppo da molto tempo, quello di iniziare a regatare in questa America's Cup. Abbiamo anche un massiccio programma di sviluppo in corso, quindi l'obiettivo del sailing team è quello di assicurarsi di avere una barca abbastanza veloce da vincere l'America's Cup. Ma avere questi piccoli check-in per vedere che siamo vicini al top è fantastico e non abbiamo molte opportunità di imparare e regatare, quindi ne stiamo approfittando".
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