Vela, 34ma America's Cup - Durante la giornata odierna alcuni team sono tornti ad allenarsi in vista dell’inizio dell’evento di match race, in programma a partire da domani. A prendere il mare, nonostante condizioni meteo al limite, sono stati China Team e Artemis Racing, mentre gli altri hanno preferito godere di un’altra giornata di riposo.
Mentre gli svedesi hanno portato a termine la loro sessione senza problemi, China Team ha scuffiato. Nessun infortunato a bordo, ma ala seriamente danneggiata.
Will Howden, floater di China Team, ha dichiarato: "C'era molta aria, stavamo andando di bolina e abbiamo iniziato a poggiare. Un'onda particolarmente grande ci ha sollevato e quindi ci ha fatto ingavonare. Sfortunatamente, mentre stavamo scuffiando di prua, il vento ha fatto rotare l'elemento posteriore del’ala. Una volta che l'albero ha toccato l'acqua, la parte posteriore dell'ala, a quel punto scarica dal vento, ha urtato con grande violenza la superficie del mare subendo ingenti danni. A qual punto il lavoro è stato completato dalla barca, che ha terminato il ribaltamento aggiungendo danno a danno".
Appena rientrati nel Millbay Harbour, gli uomini di China Team hanno alato la barca in modo da iniziare immediatamente i lavori di riparazione che sperano di completare in tempo per domani: “Ad aiutare il team ci sono i tecnici dell’ACRM – ha fatto sapere lo skipper Charlie Ogletree – Inoltre abbiamo ricevuto supporto dai nostri vicini di casa, i ragazzi di Artemis Racing e Oracle Racing. E’ una cosa che ci ha fatto molto piacere”.
Sulla linea di partenza ci saranno senza dubbio i protagonisti delle scuffie di domenica. Team Korea, nonostante il ribaltamento, è addirittura riuscito a terminare la regata grazie al tempestivo intervento dello shore team e degli accorgimenti adottati durante l’armamento della barca: “Lo shore team ha fatto davvero un grande lavoro ed è stato rapido nel darci il suo supporto - ha sottolineato Draper - Il problema è che più la wing rimane in acqua, più si riempie e corre il rischio di danneggiarsi. Raddrizzare la barca il prima possibile è un imperativo, non solo per poter finire la regata”.
I team che hanno sofferto danni minori sono stati in grado di usufruire del pit-crew: un team specializzato, sempre pronto ad assistere gli equipaggi durante gli interventi tecnici. Ciò ha aiutato i team più piccoli a fare riparazioni tempestive.
Come detto in apertura, domani avrà inizio il Plymouth Match Racing Championship. Il formato dell’evento cambierà sensibilmente rispetto a Cascais. Durante mercoledì e giovedì si disputeranno le regate di qualificazione, seguite venerdì e sabato dai turni ad eliminazione diretta e dalle finali.
“Seguendo le indicazioni giunte dai team, abbiamo deciso di apportare alcune modifiche al fine di rendere le regate più significative per ciascuno di essi – ha spiegato il direttore dell’evento, Iain Murray – Tutti prenderanno parte alle regate di qualificazione, in programma mercoledi e giovedi, mentre venerdì e sabato si disputeranno unicamente sfide uno contro uno. Crediamo sia un fomato più coinvolgente ed emozionante tanto per i team, quanto per il pubblico”.
Il nuovo formato prevede che tutti i team prendano parte a sei regate di flotta utili a definire la griglia dei match previsti tra venerdì e sabato. La particolare formula permetterà anche all’ultimo classificato al termine della prima fase di poter comunque raggiungere la finale.
Il vincitore dell’evento di match race sarà premiato come Plymouth Match Racing Champion.
Domenica 18 settembre, tutti e nove i team si ritroveranno sulla linea di partenza della regata di flotta secca che assegnerà il successo nel Plymouth Fleet Racing Championship. Lunga una quarantina di minuti, la prova sarà senza appello e garantirà a tutti le stesse possibilità di successo.
I punti conquistati da ciascun team nell’evento di match race e al termine della regata di flotta prevista per domenica 18 settembre confluiranno nella classifica generale del circuito 2011-2012.
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