E' ormai evidente che la bolla espansiva (fittizia, in quanto sostenuta artificiosamente da speculazioni finanziarie ed agevolazioni fiscali) dell'Industria Nautica italiana è ormai alla fine di un ciclo. I dati fino ad oggi divulgati confermano un calo significativo di fatturato della produzione anche per il 2009.
Una tendenza che probabilmente sara' confermata nei prossimi mesi consentendo alle Imprese di Servizi che operano nel settore Diporto di sviluppare un fatturato superiore a quello delle Imprese di Produzione.
Una svolta epocale per l'Italia, che dovrebbe essere attentamente monitorata e considerata sia dai Ministeri competenti (Sviluppo Economico, Finanze, Trasporti), che dagli Enti locali (Regioni, Province e Comuni). I quali dovrebbero tenere in maggior considerazione l'apporto economico delle Imprese di Servizi nelle scelte di programmazione futura in termini normativi, di portualita', di promozione, di formazione e di risorse economiche da destinare al settore. Le Imprese di Servizi non costano allo Stato, non potendo ricorrere agli ammortizzatori sociali per superare momenti di difficolta'. Investono in proprio; formano, rivalutano e tutelano i propri lavoratori; sacrificano i propri guadagni per far fronte ai
mancati o ritardati pagamenti da parte delle Imprese di Produzione.
Analogamente, dovrebbero seguire questo nuovo trend anche gli Organizzatori di Saloni ed Eventi dedicati alla Nautica da Diporto, evitando che gli spazi espositivi siano monopolizzati dalle Imprese di
Produzione. Solo in Italia si ignora il fatto, noto ovunque nel mondo, che le unita' impiegate in attività di locazione e di noleggio (Charter Nautico) investono mediamente il 10% del loro valore all'anno in
manutenzione, riparazione e refitting.
Francia, Gran Bretagna, Grecia, Croazia, Spagna ed anche gli USA ringranziano l'Italia che ha continuato a sostenere solo ed esclusivamente le Imprese di Produzione.
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