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Vendée Arctique, Clapcich verso il traguardo: «Ogni miglio è una lezione»

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Roberto Imbastaro

La Vendée Arctique-Les Sables d'Olonne entra nelle sue battute finali e Francesca Clapcich continua la sua prova di maturità nella classe IMOCA. Dopo quasi otto giorni di navigazione in solitario, la skipper di 11th Hour Racing naviga a poco più di 250 miglia dall'arrivo, mantenendo la quinta posizione e affrontando un finale che potrebbe ancora riservare sorprese.

Lunedì mattina l'imbarcazione si trovava circa 105 miglia a ovest-nord-ovest di Brest, impegnata nella discesa verso Les Sables d'Olonne. Davanti, il distacco dalla quarta classificata Violette Dorange è di poco superiore alle 35 miglia, mentre Ambrogio Beccaria, terzo, resta a una quarantina di miglia di distanza.

La notte con lo spinnaker: un'altra esperienza da aggiungere al bagaglio

Tra gli episodi più significativi delle ultime ore c'è stato il primo utilizzo dello spinnaker A2 durante la notte, una vela che la skipper italiana ha ammesso di conoscere ancora poco e che ha richiesto una gestione impegnativa.

«Ho passato la notte con lo spinnaker. Quando il vento aumentava diventava troppo impegnativo. Probabilmente avrei dovuto utilizzare il Quad, ma volevo cercare di posizionarmi più a nord, dove sembrava esserci più vento vicino al TSS al largo di Ushant.»

Per Clapcich, però, anche questa difficoltà rappresenta un passaggio fondamentale del proprio percorso di crescita nella classe IMOCA.

«Poter utilizzare tutto il set di vele che ho scelto di portare a bordo è davvero importante. Lo spinnaker è una vela che conosco poco ed è stato interessante provarla, soprattutto quando sei sola a gestire una superficie così grande.»

Una regata che vale soprattutto come esperienza

Al di là della classifica, la velista italiana considera questa regata un laboratorio di apprendimento. Le numerose scelte tattiche affrontate lungo il percorso costituiranno materiale prezioso per il debriefing al termine della prova.

«Ci sono state tante decisioni da prendere e alcune non le ho gestite nel migliore dei modi. Quando avrò il tempo di mettere tutto nero su bianco potrò analizzare la regata con calma. Ogni volta che esco in mare rappresenta per me un'enorme occasione di crescita.»

Parole che confermano come l'obiettivo di questa stagione sia costruire esperienza nella navigazione oceanica in solitario, disciplina nella quale Clapcich è ancora agli inizi ma sta mostrando una progressione costante.

Finale incerto e una classifica ancora da definire

Dal punto di vista sportivo, la situazione resta aperta. Le previsioni indicano condizioni di vento prevalentemente portante nell'ultimo tratto verso Les Sables d'Olonne, ma la presenza di una piccola depressione al largo potrebbe rendere la situazione meteorologica particolarmente complessa.

La stessa Clapcich non nasconde che le possibilità di recupero siano limitate, pur senza rinunciare a provarci.

«Non sono sicura di avere molte opzioni. Sarà una sfida fino alla fine e nessuno può sapere cosa succederà. A volte mi sembra di navigare al massimo delle mie possibilità e di stare facendo cose che non avevo mai sperimentato prima. Ma voglio soprattutto arrivare al traguardo: sarebbe già un risultato straordinario in una regata così impegnativa.»

Un elemento che potrebbe incidere sulla classifica finale è anche la penalità di dodici ore inflitta alla francese Elodie Bonafous per l'ingresso in una Traffic Separation Scheme durante la risalita verso il Canale del Nord. La skipper francese occupa attualmente la seconda posizione e il suo vantaggio su Clapcich è di circa 70 miglia, un margine che dovrà essere ricalcolato con la sanzione.

Con meno di 300 miglia ancora da percorrere, la skipper italiana continua comunque a credere nelle possibilità offerte dall'ultima parte della regata.

«Sto cercando di fare tutto il possibile per affrontare questo finale, che dal punto di vista meteorologico è tutt'altro che semplice. Vediamo cosa riuscirò a tirare fuori dal cappello del mago: probabilmente non molto, ma è bello mantenere viva la speranza.»

Per Francesca Clapcich, comunque vada, questa Vendée Arctique rappresenta già un passaggio fondamentale nel percorso di qualificazione verso il Vendée Globe 2028 e nella costruzione dell'esperienza necessaria per competere ai massimi livelli della vela oceanica in solitario.

 


15/06/2026 12:24:00 © riproduzione riservata






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