A Cherbourg Ian Lipinsky ed il suo Credit Mutuel hanno raggiunto un altro Class 40, quello di William Mathelin Moreaux e Pietro Luciani.
Per Ian un disalberamento pesante dal quale sono usciti per fortuna completamente indenni, per Pietro uno scafo che dava segni di cedimento e che non ha lasciato alternative se non quella di riparare al più presto in un porto per capire l’entità del danno.
“Avevamo terzarolato la randa - spiega Lipinsky - con la vtrinchetta davanti, come tutti gli altri. In acqua era piuttosto mosso. Ero appena sceso all'interno quando ci sono stati due urti in un secondo. Probabilmente il collasso del sistema di crocette e poi dell'albero. Non sappiamo bene cosa sia successo, ma è frustrante, esasperante e un bel casino".
“Ieri sera, in piena regata, subito dopo cap la Hague – ha spiegato Pietro Luciani - ci siamo accorti che una struttura interna della barca era letteralmente esplosa. Purtroppo subito dopo abbiamo notato un grosso danno anche al fondo dello scafo, che minacciava di aprirsi e lasciar dunque entrare l'acqua. Subito abbiamo pensato a un ofni (oggetto galleggiante non identificato) di cui neppure ci siamo accorti dato lo stato del mare e gli shock che la barca prendeva. Sospetto confermato appena arrivati a Cherbourg: abbiamo colpito qualcosa di semisommerso. Stiamo stimando i danni e valutando tutte le opzioni”.
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