Nonostante le numerose miglia percorse in mare negli ultimi anni, tra le quali quelle del Vendée Globe, il giro del mondo in solitario senza assistenza e senza scalo, la prima partecipazione alla leggendaria Route du Rhum - Destination Guadeloupe nel 2014 rimane ancora oggi un ricordo speciale per Giancarlo Pedote.
"All'epoca mi colpì come un fulmine. Ero rimasto completamente assorto nel mio progetto Mini 6.50 fino alla regata Les Sables - Les Açores - Les Sables del 2015 e solo sette mesi prima dell'evento mi è stato proposto di partecipare alla Rotta del Rhum a bordo del Tyker 40 Fantastica. Potevo scegliere se rifiutare per il timore di non essere sufficientemente preparato e quindi all'altezza delle mie aspettative, o se accettare sulla base del fatto che qualunque sia il contesto, ci sono sempre cose da imparare", ricorda il navigatore che scelse la seconda opzione. Una scelta di cui non si è mai pentito.
"Oggi rimane una delle regate delle quali sono più fiero", afferma il fiorentino ricordando la complessità dell’inizio della regata del 2014: " Mi sono dovuto fermare subito la prima notte per motivi tecnici. La barca non era sufficientemente preparata. È stato davvero difficile, ma nonostante tutto, ho trovato la forza mentale per ripartire e concentrarmi sulla gara. Ho trovato in me stesso risorse che non sapevo di avere. Rientrato in regata dopo lo stop, in ultima posizione, sono risalito gradualmente in classifica fino a chiudere al 10° posto grazie a tattica e strategia", spiega lo skipper di Prysmian Group.
Concentrarsi sull'essenziale
Un altro tassello di esperienza che sommato a quelli successivi permette oggi a Giancarlo Pedote di affrontare questa 12ª edizione del Rhum con un sentimento di tranquillità. "A volte mi sembra che il dover fare una regata transatlantica - in doppio o in solitario - in questo periodo dell'anno sia diventato una "routine"! In realtà ho solo acquisito fiducia e questa fiducia mi permette di sentirmi sempre più rilassato all'inizio di una regata. Ma nonostante questo, nonostante la festa che sta svolgendo a Saint-Malo, non perdo di vista il fulcro del mio interesse: quello che accadrà sull'acqua tra la Bretagna e la Guadalupa. Voglio rimanere completamente concentrato su questo, senza preoccuparmi troppo del resto. Per me, la cosa più importante è fare il mio lavoro e farlo bene", spiega Giancarlo che ha potuto (ri)convalidare un gran numero di punti tecnici durante le ultime sessioni di allenamento e durante il trasferimento verso la « città del Corsaro ».
Ottenere il massimo con i mezzi a propria disposizione
"La barca è pronta, mancano solo alcuni dettagli e potrò entrare nel vivo della regata. È ancora presto per tirare le somme sulla situazione meteo (che non si prospetta bella) : lo farò il giorno prima della regata, come sempre. Nel frattempo continuo ad allenarmi e partecipo alle riunioni e briefing in programma", osserva il velista italiano, già impaziente di mettersi all'opera. "Sarà una regata impegnativa: sappiamo che in questo periodo dell'anno la meteorologia è complessa e questo è l'aspetto più interessante. Ad oggi non ho tutte le armi a disposizione (i foil che verranno installati nel 2023, ndr) per giocarmi i primi posti nella velocità pura, ma ho il vantaggio di avere una barca affidabile che conosco bene e che mi permette di spingere senza paura. Come al solito, farò del mio meglio e cercherò di optare per le migliori scelte strategiche, di far funzionare al meglio la barca e di non trascurare alcun dettaglio", conclude Giancarlo Pedote.
P { margin-bottom: 0.21cm }L’obiettivo del progetto è accendere i riflettori sulle principali emergenze che minacciano gli ecosistemi marini, promuovendo una nuova cultura della sostenibilità capace di coinvolgere aziende, istituzioni, comunità scientifica e cittadini
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