Anche quest’anno lo Yacht Club e il Marina di Punta Ala saranno senza dubbio tra gli attori principali della Vela d’Altura. Nel mese di giugno infatti due eventi, tra i più rilevanti del panorama velico, convergono nella fantastica location toscana: la 151 Miglia-Trofeo Cetilar e il Gavitello d’Argento-YC Challenge Trophy Bruno Calandriello.
La prima, giunta alla sua decima edizione, ha polverizzato il record di partecipazione e porterà nel Marina circa 250 imbarcazioni che dopo aver preso il via giovedì 30 maggio, percorreranno la rotta Livorno/Marina di Pisa/Giraglia/Formiche di Grosseto per poi concludere proprio a Punta Ala, dove la sera del primo giugno circa 3.000 velisti parteciperanno alla cena/festa di chiusura presso l’area antistante lo Yacht Club.
La settimana dopo dal 7 al 9 giugno, spazio alla sesta edizione del Gavitello d’Argento a squadre, che vedrà molti dei protagonisti della 151 sfidarsi tra le boe e in una breve costiera. Questa formula a squadre di Circolo sta trovando molto consenso, e sicuramente l’alto tasso tecnico che esprimono le imbarcazioni partecipanti rende l’evento molto esclusivo.
Ph: Fabio Taccola
Il cantiere francese protagonista di tantissime importanti regate che hanno consentito ai proprietari splendide prestazioni in tempo comprensato. Anche per Min River, un JPH 10.30, una vittoria epica alla Rolex Sydney Hobart 2025
"Veloce", timonata da Matt Hyes, conclude al 33° posto in tempo reale, 10ma overall e 4a nella Classe 1, confermando la qualità e le alte prestazioni delle barche del cantiere italiano
Assegnati i premi dopo una sola giornata di prove. Nel golfo di Napoli che ospiterà l’America’s Cup 2027 circa 100 velisti da 8 nazioni
Sodebo Ultim 3 di Thomas Coville e The Famous Project CIC di Alexia Barrier e Dee Caffari, stanno scrivendo pagine indelebili nella corsa al Jules Verne Trophy con entrambi i maxi-trimarani lanciati a tutta velocità nei Mari del Sud
L'equipaggio del maxi-tri The Famous Project CIC si dirige verso Capo Horn in un mare fortemente agitato. Alexia Barrier: "Capo Horn non si conquista attaccando di petto, ma con costanza”