martedí, 16 ottobre 2018


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

porti    vele d'epoca    melges 32    circoli velici    invernali    soldini    regate    vela olimpica    barcolana    melges 20    melges20    nautica   

PORTI

3,5 miliardi di investimenti esteri nello shipping e nei porti italiani

Sono quasi sessanta le società del settore portuale, marittimo e logistico italiano (e fra queste alcune tra le più prestigiose e radicate sul territorio) che negli ultimi dieci anni sono state parzialmente o totalmente acquisite, oppure partecipate in modo significativo da gruppi internazionali, sia del settore finanziario, sia operativi nello stesso comparto marittimo e trasportistico per un investimento complessivo in Italia che è stato stimato possa sfiorare i 3,5 miliardi di euro. Il settore dei trasporti marittimi dei porti e della logistica del trasporto si colloca quindi al primo posto in Italia fra i comparti oggetto non di invasione e cannibalizzazione bensì di un apporto positivo di investitori internazionali.
Il dato scaturisce da un’analisi che il Presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci, ha svolto nell’ambito dei suoi incarichi presso l’Università di Genova (corso di economia dei trasporti) e che è stata presentata in anteprima questa mattina all’assemblea annuale della Federazione Agenti Marittimi a Porto Cervo.
Fra merger e acquisition, ingresso di fondi di investimento internazionali, offerte pubbliche di acquisto, alcuni fra i maggiori brand dello shipping, della portualità, delle attività spedizionieristiche e della logistica italiana, sono riusciti ad attrarre investitori internazionali che, nella maggior parte dei casi, hanno radicato in Italia le loro attività producendo valore aggiunto nel nostro paese.
“È in particolare – ha sottolineato Gian Enzo Duci - il risultato di questi interventi a dissipare il sospetto che si tratti solo di una massiccia operazione di colonizzazione: nei tre anni successivi all’intervento di investitori esteri, l’Ebitda dei gruppi oggetto dell’intervento, e di cui si sono potuti reperire i dati, ha registrato un incremento medio del 70%, per poi attestarsi negli anni a seguire su tassi di crescita annui del 5%”.
Certo il processo di globalizzazione non è stato e non è indolore. Nell’analisi presentata da Federagenti è stato evidenziato come, in particolare nel settore shipping e quindi delle attività armatoriali, il vento della crisi abbia soffiato impetuoso, rendendo indispensabile per più di 30 gruppi il ricorso a misure straordinarie di rinegoziazione del debito, e come, in taluni casi, il tracollo finanziario sia sfociato nel fallimento.
Anche nel mondo delle agenzie marittime l’effetto concentrazione che ha rivoluzionato il settore container, polarizzandolo su un numero limitato, non più di 9, di protagonisti raggruppati in tre alleanze e in grado di spartirsi più dell’80% dell’interscambio mondiale trasportato in container, ha causato un vero e proprio cambio di identità delle grandi agenzie marittime, che sono diventate o di proprietà diretta o joint venture fra i gruppi armatoriali e gli operatori italiani in precedenza autonomi. Un processo, questo, che potrebbe subire un’ulteriore accelerazione se – come molti esperti prevedono – il gruppo dei grandi player container subirà ulteriori fusioni e integrazioni.
Dall’analisi però emerge chiaramente come gli investimenti stranieri nel nostro Paese abbiano creato valore quando l’intervento ha riguardato non solo asset fisici, ma anche il capitale umano presente all’interno di aziende che, per quanto riguarda i comparti porto e servizi, non presentano il rischio di delocalizzazione.
Tale processo, comunque, non è nuovo per il nostro Paese, dove già nel decennio scorso alcuni tra i principali player nazionali del settore hanno visto l’ingresso nel capitale di grandi operatori internazionali: dall’acquisizione del Lloyd Triestino, poi rinominata Italia Marittima, da parte di Evergreen, dal passaggio del controllo del maggiore terminal container italiano, quello di Genova-Voltri dal gruppo Fiat a Psa di Singapore, fino alla cessione alla americana Carnival, del più prestigioso gruppo armatoriale e a seguire crocieristico, Costa Crociere.
In questi anni la partecipazione attiva di grandi gruppi armatoriali nelle agenzie marittime e nelle case di spedizione italiane, oltre che nei terminal portuali italiani, aveva iniziato a far sentire il suo peso attraverso la formula delle joint venture.
Che il comparto marittimo, portuale e logistico direttamente esposto sul fronte dell’internazionalizzazione e della globalizzazione abbia vissuto e stia vivendo un fenomeno di “attrazione” di investimenti internazionali non è di per sé sorprendente ed è da leggersi come una dimostrazione del valore del comparto. Paradossalmente tale evoluzione potrebbe essere una delle modalità per realizzare appieno le potenzialità di sviluppo di aziende che, a capitale italiano o solo italiano, non avrebbero i mezzi per investire quanto necessario al fine di posizionarsi su mercati dove le dimensioni stanno diventando sempre più essenziali per competere.
Ma anche gli italiani non sono da meno nei mercati esteri. L’Italia è il numero uno sui mercati internazionali per l’acquisizione di compagnie nel settore traghetti, con due gruppi (Grimaldi Napoli e Onorato) protagonisti di importanti operazioni internazionali.
L’assemblea in corso di svolgimento a Porto Cervo sta vedendo anche un confronto serrato fra mondo della finanza e mondo dello shipping attraverso le testimonianze di alcuni fra i più importanti players del settore direttamente coinvolti nei processi di sinergia in atto.



11/05/2018 15:52:00 © riproduzione riservata








I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Barcolana: nella lotta tra ex la spunta Morning Glory (Spirit of Portopiccolo)

Vince Spirit of Portopiccolo, ovvero l'ex Morning Glory costruita nel 2006, davanti a CQS Tempus Fugit, ex Nicorette un 29,76 metri del 2004 e all'ex Maxi Iena Way of Live

FLASH - Oro per Giorgia Speciale alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires

Giorgia Speciale ha dominato nella classe dei Techno 293 Plus femminile ed ha conquistato l'Oro alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires

Barcolana, se non sono 2000 non ci si diverte

Superata la soglia dei 2000 iscritti. Spirit of Portopiccolo riconsegna la Coppa, ma è pronto a riprendersela.

Barcolana 50: prima regata per il Team MSC

Con MSC Team parte da Trieste l’esperienza velica della compagnia di navigazione con la barca classe Psaros33. In partnership con Marevivo, l’organizzazione dedicata alla conservazione marina, MSC promuoverà la passione e il rispetto per il mare

Olimpiadi Giovanili: arriva un altro oro con Sofia Tomasoni

Sofia Tomasoni (CV Windsurfing Club Cagliari) è la prima Campionessa Olimpica Giovanile della classe Kiteboard Twin Tip Racing femminile

Olimpiadi Giovanili: la Speciale sempre in testa, Nicolò Renna sale al 2° posto

Nel Techno 293 Plus Giorgia Speciale scarta il terzo posto quale peggior risultato. Nicolò Renna vince una prova e sale al 2° posto in classifica

Olimpiadi Giovanili: Speciale e Renna oggi in acqua per una medaglia

Appuntamento in acqua con primo segnale di avviso alle ore 12:00 locali (17:00 italiane) con le finali delle tavole a vela previste alle 12:05 (17:05 italiane) quella maschile e alle 12:45 (17:45 italiane) quella femminile

Olimpiadi Giovanili: buone notizie dalla vela azzurra

Sofia Tomasoni sale al 2° posto nei Kiteboard femminili, Nicolò Renna sempre 2° nei T293 maschili e Giorgia Speciale consolida il 1° posto nei T293 femminili

Olimpiadi Giovanili: Argento per Nicolò Renna

L'atleta del Circolo Surf Torbole ha conquistato l'argento nella classe techno 293 plus maschile

New Sardiniasail alla Barcolana

Ci sarà anche la Sardegna alla Barcolana, la regata più grande del mondo con Lima Fotodinamico dell'associazione New Sardiniasail che attraverso la vela punta al reintegro sociale di minori e giovani adulti con problematiche penali

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci