lunedí, 27 aprile 2026

INTERVISTE

Italia Yachts, intervista a Daniele De Tullio

italia yachts intervista daniele de tullio
Roberto Imbastaro

C’è un luogo dove l’ingegno italiano incontra la bellezza del mare, dove ogni dettaglio è pensato per esprimere armonia, dove le linee di una barca non sono solo forme ma visioni. Quel luogo si chiama Italia Yachts. Un nome che già di per sé è una dichiarazione d’intenti: portare nel mondo il meglio del saper fare italiano, in una sintesi perfetta di design, tecnologia, artigianato e passione per la navigazione.

Nato nel 2011 all’ombra della Serenissima, Italia Yachts ha saputo distinguersi sin dal primo varo per lo stile raffinato delle sue imbarcazioni, per le loro performance in regata e per una filosofia progettuale capace di fondere sportività ed eleganza senza tempo. Una firma inconfondibile, riconoscibile in ogni scafo, in ogni vela spiegata, in ogni bolina vinta. Ma è nel 2017 che il cantiere compie una svolta decisiva: l’ingresso di Daniele De Tullio imprime un nuovo impulso alla crescita, tracciando una rotta precisa verso l’eccellenza industriale e internazionale.

Daniele De Tullio è l’anima moderna di Italia Yachts. Poco più che quarantenne, velista di razza, pluripremiato sui campi di regata più prestigiosi del mondo, ha saputo tradurre una passione autentica in una visione imprenditoriale lucida e coraggiosa. “Tutto nasce da un amore profondo per la vela – racconta –. Mi emoziono ancora oggi nel vedere un bambino salire per la prima volta su un Optimist. È in quel momento che può scoccare la scintilla, quella che poi alimenta una vita intera tra vele, venti e orizzonti”.

Da sportivo a imprenditore, il passo non è stato un salto, ma un’evoluzione naturale. “È la curiosità a guidarti, la voglia di capire cosa c’è dietro a una barca, come si progetta, come si costruisce. E quando ti accorgi che puoi fare la differenza, allora nasce la sfida: costruire barche che siano non solo belle, ma anche sicure, performanti, pensate per durare nel tempo e per far sognare chi le conduce”.

Sotto la guida di De Tullio, Italia Yachts ha intrapreso un processo di espansione ambizioso ma coerente, fedele ai propri valori. Primo fra tutti: l’italianità. Non solo come origine geografica, ma come espressione di un pensiero estetico, progettuale e produttivo che ha fatto del nostro Paese un faro nel mondo della nautica. “Abbiamo la fortuna di portare il nome dell’Italia nel nostro brand, e vogliamo che ogni componente, ogni fibra, ogni finitura parli la lingua del nostro saper fare. Abbiamo mantenuto le maestranze originali, che rappresentano un patrimonio unico di conoscenze artigianali, e le abbiamo trasferite nel nuovo sito produttivo di Fano, dotato di aree dedicate alla laminazione degli scafi e all’allestimento degli interni. Solo così possiamo controllare ogni fase, dalla vetroresina al varo finale”.

Il risultato è un prodotto che si distingue per qualità assoluta, indipendentemente dalla misura o dalla destinazione d’uso. Dalla celebre IY 9.98, regina dei campi di regata che ha preceduto i successi di IY 11.98 e IY 12.98,  fino alla nuova linea a motore con l’IY 43 Veloce, ogni barca è pensata come una creazione unica, dove la tecnologia più evoluta convive con una cura sartoriale del dettaglio. “Guai se non ci fosse ancora una forte componente artigianale: è proprio quella a rendere le nostre barche irripetibili, autenticamente Made in Italy”.

E i numeri parlano chiaro: dopo aver conquistato i mercati più maturi, come Stati Uniti e Nord Europa, oggi i modelli Italia Yachts navigano anche in acque lontane come Cina, Hong Kong, Giappone, Australia e persino le Filippine. Un successo che si costruisce giorno dopo giorno, grazie a una strategia che non lascia nulla al caso. “Abbiamo una check-list di 55 gruppi di controlli da eseguire su ogni imbarcazione prima che lasci il cantiere. E poi i test in mare: verifichiamo ogni appendice, ogni propulsore, ogni risposta dinamica prima della consegna. La nostra ossessione è la perfezione”.

Ma la qualità, per Italia Yachts, non è solo una questione tecnica. È anche un modo di pensare la barca come un’estensione della propria filosofia di vita. “Io stesso, durante l’anno, partecipo a regate con equipaggi di alto livello, ma l’estate salgo a bordo con mia moglie e i miei due figli. Navighiamo tra le isole più belle d’Italia e della Grecia, vivendo il mare come uno spazio di libertà e sicurezza. Per questo le nostre barche devono essere facili da condurre anche in famiglia, ma sempre capaci di emozionare chi ha il vento nel cuore”.

In questa visione, anche il passaggio al mondo del motore non rappresenta una contraddizione, ma un’evoluzione coerente. “Molti armatori nascono velisti, ma poi, per ragioni di tempo o di gestione dell’equipaggio, scelgono il motore. Volevamo offrire loro la stessa eleganza, la stessa convivialità, lo stesso feeling che hanno trovato nella nostra vela. L’IY 43 Veloce è la nostra risposta: una barca sportiva, raffinata, dotata di terrazze apribili a poppa che trasformano lo specchio d’acqua in un salotto a cielo aperto”.

E poi c’è la grande sfida della sostenibilità, un tema che Italia Yachts affronta con pragmatismo e visione. “Ho due figli giovani, e ogni giorno mi chiedo quale mondo lasceremo loro. In cantiere questo si traduce in scelte concrete: materiali e vernici certificate, componenti a basso impatto, processi tracciabili. E nel 2026 vareremo il NextGen IY 9.98: sarà la prima barca a vela interamente progettata e costruita con criteri ecosostenibili, pensata per vincere in regata ma anche per rappresentare un nuovo paradigma produttivo. Tra le prime ad essere dotata del sistema Gene.Sys, che consente la tracciabilità dell’intero ciclo di vita dell’imbarcazione, utile anche nella gestione del fine vita. Una doppia sfida: performance e responsabilità”.

Italia Yachts non si ferma mai. Progettazione, produzione, test, mercati, innovazione. Ma c’è sempre spazio per l’emozione della regata. “Le vivo ancora con passione autentica, e allo stesso tempo come un banco di prova estremo per i nostri prodotti. Sono momenti in cui mettiamo alla prova tutto: le linee d’acqua, la resistenza dei materiali, la precisione delle manovre. Ma la vera soddisfazione arriva quando vedo tre nostre barche occupare tutto il podio in una competizione internazionale. Non è solo un successo commerciale: è il segno che abbiamo creato qualcosa di davvero condiviso, dove ogni armatore, ogni equipaggio, diventa parte di una storia di eccellenza collettiva”.

Navigare, per Italia Yachts, è molto più che spostarsi sull’acqua. È un’arte, un’esperienza sensoriale, un’emozione che nasce da una scintilla e si trasforma in stile di vita. È un modo per sentire il mare come casa, la barca come rifugio, il vento come complice. È, in fondo, l’essenza stessa del lusso: quello autentico, discreto, profondamente umano.

 


27/10/2025 21:32:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

III “Vele d’Epoca dell’Alto Tirreno – Trofeo Valdettaro”, nel Golfo della Spezia dal 14 al 16 maggio

Potranno iscriversi gli Yacht in legno o in metallo antecedenti il 1950 (Yacht d’Epoca) e al 1975 (Yacht Classici), gli Spirit of Tradition, i Classic IOR (varo compreso tra il 1970 e il 1984) e le repliche di yacht in possesso di certificato CIM

Caorle: è tempo di "Duecento"

Dai Mini ai Maxi sul percorso da Caorle a Sansego per contendersi il Trofeo Antal Line Honour

Antigua Sailing Week, partenza tra venti instabili e grande spettacolo

In acqua, la parola d’ordine è adattamento. Strategie fluide, lettura continua del vento e attenzione alle correnti diventano elementi decisivi in una giornata che non premia solo la velocità, ma soprattutto la sensibilità marinaresca

Semaine Olympique Française 2026: spettacolo e colpi di scena a Hyères prima delle finali

La sorpresa più grande arriva dalla classe Nacra 17, dove i campioni olimpici italiani Ruggero Tita e Caterina Banti, dominatori della settimana, sono incappati in un problema tecnico rompendo il gennaker durante la seconda prova

Hyères, Italia subito protagonista: Tita-Banti davanti, Pianosi vola nel Kite

Il segnale più forte arriva dal Nacra 17, dove Ruggero Tita e Caterina Banti tornano alle regate internazionali come se non se ne fossero mai andati. Grande avvio anche nel Formula Kite, dove Riccardo Pianosi prende il comando della classifica

Sophia domina la Caribbean Maxi Multihull Series IMA: ora lo sguardo si sposta sul Mediterraneo

La stagione 2026 del circuito maxi multiscafi dell’IMA si è aperta nel segno di Sophia, protagonista assoluta della IMA Caribbean Maxi Multihull Series. Ora focus sul Mediterraneo, dove prenderà il via la IMA Mediterranean Maxi Multihull Challenge

Mini 6.50: i vincitori della "Roma"

In classe Mini 650 Serie vittoria per Edouard Rousseau – Jetly di Timothee Marguier, secondo posto per Sikania di Davide Foti, terzo per Marina Rubicon di Alonzo Fernandez Perez. Tra i Prototipi vittoria di Mr Brightside di Llull Jannes

La Lunga Bolina Wingfoil: nomi di spicco alla I tappa di Coppa Italia all’Argentario

Dal 24 al 26 aprile La Lunga Bolina, organizzata dal CC Aniene in collaborazione con lo YC Santo Stefano, amplia il proprio orizzonte. Accanto all’altura, alla Coastal Race e alla Coastal Cruise, debutta la I tappa di Coppa Italia GP Wingfoil

Al Circuito Nazionale J24 è buona la prima per La Superba

Il J24 della Marina Militare vince a Marina di Carrara la tappa d'apertura del Circuito 2026 della Classe J24. Dopo quattro prove combattute, sul podio anche Bruschetta Guastafeste e Armageddon

E-Regatta 2026: in scena al Salone Nautico di Venezia con la nuova Green Parade

L’edizione 2026 introduce una grande novità: la spettacolare e attesa sfilata delle imbarcazioni elettriche diventa Green Parade – Trofeo Salone Nautico di Venezia

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci