giovedí, 27 febbraio 2020

GIANCARLO PEDOTE

Giancarlo Pedote: il chiaro e lo scuro della mia terza Jacques Vabre

giancarlo pedote il chiaro lo scuro della mia terza jacques vabre
Roberto Imbastaro

18 ottobre 2019. Forte di due precedenti partecipazioni, la prima delle quali terminata con la vittoria in Multi50 nel 2015, Giancarlo Pedote si prepara a prendere il via della famosa Transat Jacques Vabre per la terza volta. Con un notevole cambiamento: questa volta sarà lui lo skipper. Maggiori sono le responsabilità e la pressione, ma avendo gestito tutti i suoi progetti in prima persona, sin dal suo debutto sul circuito Mini 6.50 nel 2012, ha imparato a trasformare lo stress in energia positiva e le situazioni difficili in una sfida da affrontare. Ha un approccio molto determinato verso questa 14a edizione della “Route du Café”, che porterà lui e il suo co-skipper Anthony Marchand, da Le Havre in Francia, a Salvador de Bahia in Brasile. Un test di cui conosce, 
specificità e difficoltà, insidie e punti chiave. Giancarlo racconta tutto, con alcuni ricordi che vengono a galla...
 
Le prime due partecipazioni
"Le mie prime due partecipazionirisalgono al 2015 e al 2017, quando la regata ancora terminava a Itajaí. Nella prima ho gareggiato in Multi50 a bordo di FenêtréA-Prysmian. Abbiamo vinto dopo poco più di 16 giorni e 22 ore, finendo terzi in classifica generale dietro agli Ultimes Macif e Sodebo. Nella seconda ho corso in IMOCA a bordo di Newrest - Brioche Pasquier, finendo al 12 ° posto. Sebbene diverse tra loro, entrambe queste esperienze mi hanno insegnato molto. "
 
I ricordi
Ricordo che nel 2015, abbiamo faticato molto per una meteo estremamente complicata. Molte barche, nelle differenti categorie in gara, furono costrette ad abbandonare a causa delle difficili condizioni metereologiche. Abbiamo fatto praticamente quasi sempre bolina fino alle Canarie! Conservo un bel ricordo di quel periodo, non solo per le vittorie, ma anche perché è stato in quell’anno che mi si è aperto l'orizzonte del multiscafo. Anche l'edizione 2017 è stata una grande esperienza per me, perché è stata la mia prima traversata atlantica in IMOCA. Ero in modalità scoperta su una barca che non era dell'ultima generazione (era l'ex Gitana Eighty varata nel 2007 per Loïck Peyron). Purtroppo, poco dopo l’inizio della regata, lo spinnaker si ruppe e questo rappresentò un grave handicap per il proseguo della gara. Ma ho imparato molto.
Le specificità di questa Transat
"Non se ne parla spesso, ma su un passaggio transatlantico così lungo (4350 miglia, ndr), ci sono minimo cinque sistemi meteorologici da superare: le depressioni occidentali, alle nostre latitudini; gli alisei nord-occidentali; il Pot-au-Noir; gli alisei sudorientali e un'area molto instabile e tempestosa verso la zona di arrivo. Sono tanti passaggi, e complicati. A mio avviso, molto si gioca all'inizio, tra l'uscita del Canale della Manica e il Golfo di Biscaglia. Superata la zona di convergenza intertropicale, che è sempre un po’ una lotteria, ciò che doveva rompersi si è rotto e i problemi tecnici che dovevano venire fuori, lo hanno fatto. Dopodiché, i primi in classifica normalmente restano tali..."
La difficoltà principale
La più grande difficoltà è l'inizio: prima di prendere il via restiamo a terra per circa dieci giorni. È necessario riuscire a entrare molto rapidamente in modalità regata, soprattutto considerando che è generalmente durante i primi giorni che si stabiliscono i gruppi di imbarcazioni e le distanze tra di essi. Non è facile perché in ottobre - novembre possono esserci importanti cambiamenti di tempo e/o temperature. Fa freddo, piove, ci sono vento e onde ... non è facile trovare subito il giusto ritmo.
L'esperienza delle due precedenti partecipazioni: una risorsa. In che misura?
"Quando partecipi a una gara per la terza volta, c'è naturalmente meno stress. Conosci il percorso, i problemi che dovrai affrontare, le insidie ​​lungo il percorso ... Tuttavia si tratta di una traversata oceanica, tutt'altro che banale. Non ce ne sono mai due uguali. Ciò che cambia per me questa volta, è che assumo il ruolo di skipper e di conseguenza, la responsabilità di molte più cose. È un altro contesto e sono particolarmente centrato a fare le cose nel modo giusto".

Foto: Martina Orsini

 

 


18/10/2019 19:34:00 © riproduzione riservata








I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

RS Aero, arriva in Italia il primo circuito di regate "RS Fun Club Contest"

Quattro tappe fra Ostia, Arco e Maccagno per la nuova deriva in singolo adatta a giovani ed adulti

Soldini e Maserati pronti per la RORC Caribbean 600

Giovanni Soldini e Maserati Multi 70 sono arrivati ad Antigua, nei Caraibi, pronti per la 12a edizione della RORC Caribbean 600, che partirà il 24 febbraio alle 11.30 ora locale

Ancora tre mondiali di vela olimpica in Australia

Questa volta è il turno dei windsurf RS:X maschili (75 concorrenti) e femminili (47 concorrenti), a Sorrento (Victoria). A Melbourne il singolo femminile Laser Radial

Giancarlo Pedote: il sogno Vendée Globe si avvicina

Questo 2020 sarà per Giancarlo Pedote sicuramente un anno impegnativo e cruciale. L’ 8 novembre prossimo partirà da Les Sables d’ Olonne il tanto anelato Vendée Globe, giro del mondo senza scalo e senza assistenza

Concluso il raduno federale Mach Race a Torre del Greco

Dal 14 al 19 febbraio si è svolto il raduno federale Match Race a Torre del Greco presso il Centro Federale Zonale del Comitato V Zona FIV a bordo delle imbarcazioni RS 21, simili a quelle che saranno utilizzate al mondiale giovanile

Invernale Argentario: guida sempre Iemanja di Piero De Pirro

Sole e vento leggero (6 nodi) da Ovest hanno caratterizzato questa domenica di febbraio nella quale è stata disputata una sola prova

Mondiale RSX: Mattia Camboni parte bene

Ottimo avvio per l'azzurro Mattia Camboni (Fiamme Azzurre), primo nella ranking mondiale stagionale e campione europeo 2018, che dopo le prime tre prove nelle quali è stato molto regolare, è al 5° posto (4-4-5 di giornata)

Fine settimana con cinque prove al Campionato invernale di Anzio e Nettuno

Dopo una domenica senza regate per mancanza di vento, sabato 15 e domenica 16 febbraio il Campionato invernale di Anzio e Nettuno ha ripreso il via con cinque prove disputate per J24 e Platu 25 e due prove per l’Altura

Le chiusure autostradali sul "Tronco 1" penalizzano l'industria nautica del Nord Ovest

I gravi disagi che interessano le infrastrutture stradali del Nord Ovest del Paese stanno mettendo in ginocchio l’industria nautica e le infrastrutture del territorio ligure che ne sono il naturale sbocco al mare

Grande successo di partecipazione dei J24 alla clinic con Andrea Casale a Marina di Carrara

Con un grande successo di partecipazione si è conclusa presso le sale del Club Nautico Marina di Carrara la clinic sulla preparazione della barca pre-regata curata dal pluricampione iridato J24 Andrea Casale

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci