In un mondo che sembra impazzito, la classe Finn riporta un po' di equilibrio. Dopo un decennio di speranze e anni di pianificazione, il circus Finn piomba a Brisbane, in Australia, per tre settimane epiche dal 7 al 27 febbraio. Potrebbe sembrare una follia timonare un Finn – con il suo trapezio estremo, le derive profonde e le raffiche imprevedibili – ma questa barca livella il campo: qui contano solo abilità pura, tattica e resistenza fisica.
La Royal Queensland Yacht Squadron ospita tre campionati consecutivi sulle acque insidiose di Moreton Bay e Waterloo Bay: il Campionato Australiano, la Finn Gold Cup e la Finn World Masters. I velisti scelgono il loro livello di "pazzia": uno, due o tutti e tre gli eventi. Condizioni variabili, correnti forti e venti da 15-25 nodi promettono spectacle puro.
Campionato Australiano (7-10 febbraio)
80 iscritti – il record assoluto – per sei prove nella protetta Waterloo Bay. La flotta aussie di 52 barche accoglie oltre 25 ospiti internazionali, attratti dal test pre-mondiali. Indicatore di forma? Campioni del passato come Rob McMillan, John Condie, Rafa Trujillo, Anthony Nossiter e Brendan Casey (ex olimpionico) sono al via. Per gli italiani, occhio a come si comportano gli aussie contro i visitor.
Finn Gold Cup (12-19 febbraio)
Pausa per riposo e controlli attrezzature, poi 66 timonieri (20 australiani contro 46 stranieri) si sfidano nella più esposta Moreton Bay, fuori Green Island. Contenitori arrivano da Nuova Zelanda, Danimarca, Portogallo e Olanda. Inclusa la Silver Cup U29. Brisbane ospitò l’edizione 1976: vinse Chris Law (GBR) davanti a Jonty Farmer (NZL) e John Bertrand (AUS).
Tra i returning winners, lo spagnolo Rafa Trujillo e il tedesco Thomas Schmid. Il n.1 mondiale Laurent Hay (FRA, 8° nel 2025) insegue la prima Gold Cup dopo vari podi; l’ex n.1 Alessandro Marega (ITA, 4° 2025) vuole riscatto. Assenti i top-3 di Cascais, ma il campo è feroce: campione europeo Valerian Lebrun (FRA), l’aussie Rob McMillan, Nick Craig (GBR, fresco del Mondiale OK Dinghy qui nel 2024), Anders Pedersen (NOR, olimpico uscente), Rodion Mazin (USA), Lawrence Crispin (GBR), Peter Peet (NED), Fabian Lemmel (GER) e il nostro Marko Kolic (ITA). Dark horse? Diversi outsider potrebbero sorprendere nelle brezze termiche di Moreton.
Finn World Masters (20-27 febbraio)
Prima edizione nell’emisfero Sud (solo terza extra-Europa), con 107 iscritti: 48 aussie e un boost di masters per cui è l’evento clou. Waterloo Bay di nuovo teatro, con velisti over-35 che mescolano esperienza e foga giovanile.
Mentre Nationals e Masters restano al riparo, la Gold Cup sposta l’azione in mare aperto per condizioni da Mundiali. Presentano Porsche Centre Brisbane: sponsor perfetto per la "ultimate sailing challenge", come la loro guida sportiva.
Un trittico imperdibile per monitorare dal vivo o via tracking. Per l’Italia, Marega e Kolic porteranno il tricolore in lotta: chissà se Brisbane regalerà podi azzurri dopo anni di dominio nord-europeo. Stay tuned – la Finn resta il banco di prova definitivo della vela olimpica.
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