Arca SGR di Furio Benussi è il nome del primo vincitore, nella classifica a compenso IRC, dell’edizione inaugurale della Trieste Venezia – Two Cities One Sea Regatta.
La regata ideata dallo Yacht Club Adriaco e organizzata in collaborazione con il Salone Nautico Venezia e lo Yacht Club Venezia ha visto al via cinque maxi yachts che, sin dai primi metri della regata partita davanti alla cuore della città di Trieste, hanno spinto sull’acceleratore puntando la prua verso Venezia.
Pendragon di Carlo Alberini e Anywave Safilens di Alberto Leghissa sotto le raffiche di bora ad oltre 25 nodi sono i migliori a scattare dalla linea di partenza issando immediatamente senza esitazione i propri gennaker. Progressivamente emerge però la potenza dei due scafi più grandi il 100 piedi Arca SGR di Furio Benussi e il 90 piedi Portopiccolo Prosecco Doc di Claudio Demartis, mentre Anemos il Farr 80 di Marco Bono opta per una scelta tattica diversa con una rotta più sottocosta.
La regata sembra delinearsi tutta a favore di Arca SGR ma Anywave, terzo in reale fino all’altezza di Jesolo, conta di potersi giocare ancora le carte migliori nel calcolo dei compensi perché non distante dai due scafi più grandi.
A poche miglia dal traguardo il vento si assenta dal campo di regata e da questo momento inizia una nuova sfida, ancor più tattica contro gli avversari, il cronometro (avvicinandosi il tempo limite delle 17.30) e una corrente contraria impetuosa generata dall’apertura nel primo pomeriggio del Mose, a poche centinaia di metri dalla linea di arrivo.
Arca SGR lottando in ogni modo contro una corrente contraria nettamente superiore alla velocità del vento riesce a “bordeggiare” di lasco e a tagliare il traguardo fissando in 6 ore, 8 minuti e 25 secondi il primo tempo di percorrenza e riferimento quale record per le edizioni future. A quel punto cominciano i calcoli sui tempi del primo degli inseguitori, Portopiccolo Prosecco Doc che riesce a tagliare il traguardo a pochi minuti dallo scadere del tempo massimo e nella classifica generale risulta secondo con un distacco di 1 ora e 21 minuti da Arca SGR. Gli altri team non completano la regata nel tempo limite data la totale assenza di vento.
Arca SGR con questa prestazione si aggiudica tutti i Trofei della prima edizione della Trieste Venezia – Two Cities One Sea. Il Trofeo per la line honours (offerto da Massimiliano Schiavon Art Team), il Trofeo Challenge Salone Nautico Venezia per il vincitore della regata con classifica IRC e le cinque sterline d’ore messe in palio quale “jackpot” per il vincitore della regata in IRC. Allo Yacht Club Adriaco, per i cui colori regata Arca SGR del socio Furio Benussi, va il premio speciale Armare Ropes per il miglior tempo stabilito.
Furio Benussi timoniere di Arca SGR– “Siamo molto contenti di aver firmato con una vittoria questa nuovissima regata a cui tenevamo molto anche perché rappresentava per noi il primo confronto con gli avversari con la formula IRC, avversari tutti molto competitivi e che, più di noi, sono stati penalizzati dal calo di vento nel finale. Devo dire che la barca si è dimostrata velocissima. Un grande grazie al mio team che ha lavorato alla grande nei mesi scorsi per tirare fuori il meglio dal nostro maxi e un plauso sincero agli organizzatori di questo evento che con coraggio hanno saputo creare una nuova regata che, sono certo, diventerà un punto fermo in breve tempo nel calendario dei maxi yachts”.
Piero Fornasaro Presidente Yacht Club Adriaco – “Grazie a tutti i team e agli amici dello Yacht Club Venezia e del Salone Nautico Venezia che hanno creduto da subito in questa regata che per tutti noi ha assunto un significato speciale. La Trieste Venezia è nata anche con un messaggio parallelo a quello sportivo ossia quello di sensibilizzare tutti sull’importanza di comportamenti consapevoli verso il pianeta e il mare. Meno di un anno fa Venezia e anche lo Yacht Club Adriaco sono letteralmente finiti sott’acqua a livelli record con danni incalcolabili . Oggi abbiamo celebrato un momento di sport e di amore per il mare con uno forte sguardo al futuro e l’arrivo della regata a pochi metri dal Mose, che oggi per la seconda volta ha protetto una città simbolo come Venezia, ha assunto un significato particolare in questa prima edizione della Trieste Venezia che in partenza è stata battezzata dalla bora.”
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