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RORC NELSON CUP SERIES

Antigua: pronti per la Nelson Cup

antigua pronti per la nelson cup
redazione

Con il ritorno della RORC Nelson’s Cup Series ad Antigua dal 17 febbraio 2026, i Caraibi tornano a essere il centro della vela d’altura internazionale. Considerata l’ultimo grande banco di prova prima della partenza della RORC Caribbean 600 del 23 febbraio, la serie unisce regate costiere brevi e ad alta intensità a uno dei percorsi più iconici della regione: l’Antigua 360, la circumnavigazione completa dell’isola.

In due giorni di prove tecniche sottocosta, seguiti dalla lunga regata attorno all’isola, la Nelson’s Cup si conferma un appuntamento chiave per i team che puntano alla Caribbean 600. È l’occasione per confrontarsi in condizioni reali, contro avversari di primo livello e sugli stessi campi di regata che metteranno alla prova uomini e mezzi pochi giorni dopo in oceano aperto. La serie è inoltre aperta anche a team non iscritti alla 600, dai maxi yacht ai protagonisti locali.

Maxi yacht: tecnologia estrema e margini minimi

La classe IRC Maxi schiera una flotta di altissimo profilo. I 100 piedi Leopard 3 (Farr 100) di Joost Schuijff, Galateia (RP100) di Chris Flowers e V (Mills 100) di Karel Komárek formano un trio di giganti pronti a darsi battaglia. A completare il gruppo, il Botin 85 Deep Blue di Wendy Schmidt e il Mills 72 Balthasar di Louis Balcaen. Per i maxi è previsto anche un giorno supplementare di regate.

A bordo di V, il tattico americano Ken Read, uno dei velisti più titolati al mondo, sottolinea come la classe maxi rappresenti oggi un concentrato di eccellenza: armatori esigenti, barche raffinatissime e margini di errore ridottissimi. Nelle condizioni impegnative di Antigua — vento sostenuto e onda formata — la Nelson’s Cup diventa un vero esame di precisione e gestione del rischio, dove la velocità pura deve convivere con la necessità di preservare l’integrità dell’imbarcazione.

Anche Bouwe Bekking, veterano di otto giri del mondo e membro dell’equipaggio di Balthasar, evidenzia il valore del campo di regata caraibico. Rispetto al circuito mediterraneo, le sollecitazioni su scafo e attrezzature sono maggiori: onde più grandi e carichi più elevati impongono barche robuste e decisioni attente. In una flotta sempre più equilibrata, la differenza si gioca sulla qualità delle manovre e sull’attenzione ai dettagli.

IRC Zero: la precisione di Rán

Nella combattuta classe IRC Zero torna protagonista il Carkeek 52 Rán di Niklas Zennström, con Steve Hayles alla navigazione. Per Hayles, la Nelson’s Cup rappresenta una forma evoluta di preparazione: le regate inshore, ricche di angoli e situazioni diverse, permettono di affinare polari, scelte di vele e coordinamento dell’equipaggio.

Rán affronta avversari diretti come Daguet 5 di Frédéric Puzin e Ino Noir di James Neville, anch’essi firmati Carkeek. Imbarcazioni concettualmente simili ma differenti per dimensioni e rating, che nelle regate costiere mettono in evidenza anche le più piccole variazioni di angolo e velocità del vento. La combinazione con l’Antigua 360 aggiunge poi una dimensione offshore, dove entrano in gioco strategie su lunghe planate e gestione dei crossover di vele.

Dee Caffari: dal giro del mondo ai Caraibi

Reduce da una circumnavigazione del globo in meno di 58 giorni con un equipaggio interamente femminile, Dee Caffari sarà ad Antigua a bordo dello Swan 58 WaveWalker di Woody Cullen. Il passaggio dalle latitudini estreme dei grandi oceani al caldo caraibico è netto, ma tutt’altro che una vacanza.

Secondo Caffari, il formato della Nelson’s Cup accelera l’apprendimento: le regate brevi consentono debriefing immediati e correzioni rapide, un lusso impossibile nelle lunghe traversate offshore. Per equipaggi internazionali, inoltre, adattarsi a caldo, stato del mare e fatica fisica prima della Caribbean 600 rappresenta un vantaggio strategico fondamentale.

Lo spirito Class40 e la sfida dell’IRC

Un elemento di originalità nella flotta è il Class40 Scowling Dragon di Mike Hennessey, che corre in IRC contro barche progettate specificamente per la stazza. Hennessey affronta la sfida con spirito sportivo: più giorni di regata significano massimizzare l’esperienza caraibica e permettere all’equipaggio di ritrovare sintonia con la barca. Il muso scow del Class40 promette prestazioni brillanti nelle giuste condizioni, offrendo un interessante banco di prova contro la concorrenza europea.

Orgoglio gallese: rivalità e passione

La Nelson’s Cup mantiene una forte componente corinzia, con una vivace rappresentanza del Pwllheli Sailing Club. Il J/122 Mojito di Vic Cox e Peter Dunlop ritrova i rivali storici: il J/125 Jackknife di Andrew e Sam Hall e il First 36 Faenol di Steve Goddard. Jackknife arriva da risultati di rilievo nella RORC Transatlantic Race e schiera un equipaggio giovane e inclusivo, in maggioranza under 30 e con una significativa presenza femminile.

Questa mescolanza di programmi professionali e team amatoriali è uno dei punti di forza dell’evento. Tutti affrontano lo stesso percorso e le stesse condizioni, e non esistono garanzie di successo: la qualità delle decisioni in mare resta l’elemento decisivo.

Antigua, capitale della vela caraibica

Con partenza il 17 febbraio lungo la costa sud di Antigua, la RORC Nelson’s Cup Series promette spettacolo e competizione ai massimi livelli. In un contesto naturale tra i più affascinanti del mondo, la regata si conferma come uno dei momenti centrali della stagione caraibica, capace di unire tecnologia, talento e pura passione per la vela.

Mentre i team affinano gli ultimi dettagli in vista della Caribbean 600, Antigua si prepara ancora una volta a diventare il palcoscenico di una delle sfide più emozionanti della vela oceanica contemporanea.


12/02/2026 11:55:00 © riproduzione riservata






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