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VOLVO OCEAN RACE

VOR: opportunità e rischi in vista

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redazione

Per ora i segnali parlano di un attraversamento delle calme equatoriali poco tradizionale e più agevole. Ma, come spesso accade, il passaggio all’emisfero sud offre anche chance di recuperare e rischi di perdere terreno.
Chi sembra essere a rischio è l’equipaggio di Sun Hung Kai Scallywag, sempre quello posizionato più a ovest, che nelle ultime 24 ore ha continuato a perdere miglia, passando dal secondo al quinto posto, una cinquantina di miglia alle spalle dei leader di team AkzoNobel.
Anche al rilevamento delle 14 di giovedì, Scallywag ha accumulato distacco, mentre tutti gli altri si sotto fatti solo ad AkzoNobel, che sta entrando per primo nella transizione, e naviga con un vento appena inferiore ai 5 nodi. “Dipende tutto da dove siamo posizionati rispetto alla flotta e ai Doldrum.” Ha spiegato lo skipper di Scallywag, David Witt. “Sarà interessante vedere se qualcuno cercherà di essere più alto o più basso per cercare di cambiare posto.”
In seconda piazza, a poco meno di 24 miglia, ci sono gli spagnoli di MAPFRE, in terza gli olandesi di team Brunel e in quarta Dongfeng Race Team, anche loro entro le 30 miglia dai battistrada.
“E’ un compromesso fra perdita e guadagno.” Ha detto l’olandese Simeon Tienpont, skipper di AkzoNobel. “Per noi è una bella sfida (visto che siamo davanti). Facciamo delle scelte e quelli dietro possono vedere se funzionano o meno. I modelli meteo non tengono però conto delle situazioni locali, e dunque siamo in una posizione di vulnerabilità.”
L’obiettivo è, come sempre, essere la prima barca a entrare nei Doldrum e la prima a uscirne e a navigare nell’emisfero meridionale con il venti di aliseo che potrebbero condurre fino in Nuova Zelanda.
Ci sono opinioni differenti circa le condizioni delle ultime 24 ore. Secondo la skipper di Turn the Tide on Plastic Dee Caffari, si tratta di essere veloci: “Abbiamo condizioni ottime al momento, stiamo spingendo al massimo, c’è acqua dappertutto. E’ come fare il bagno ogni due minuti, però è acqua di mare e non bagnoschiuma!” In effetti la barca guidata dalla britannica, su cui naviga anche la triestina Francesca Clapcich, è stata quella che ha guadagnato maggiormente, con un recupero di ben 32 miglia sui primi. 
Su Team Brunel, dove c’è l’altro italiano Alberto Bolzan, Kyle Langford dice invece che la velocità si paga, le condizioni a bordo sono molto dure: “E’ abbastanza orrendo stare sottocoperta. Si balla e si fa fatica a dormire. La temperatura dell’acqua è di circa 30 gradi, per cui sotto fa caldo.” Spiega Langford. “Si fa fatica a restare freschi e in più la barca salta con 30 nodi di vento. Molto scomodo. Fuori si sta meglio, ma non molto. La cosa peggiore è l’acqua salata, che brucia gli occhi. Indossiamo tutti delle maschere da sci. La cosa positiva è che facciamo tanta strada, malgrado le condizioni dure. Non vedo l’ora che arrivino i Doldrum. Sono tutto bagnato, ho voglia di far asciugare i vestiti, farmi qualche ora di buon sonno quando sarà calmo, e di ricaricare le batterie.”
Con la poca distanza che separa le sei barche dall’equatore e dalle calme, il suo desiderio sarà presto esaudito.
Le posizioni delle barche, aggiornate ogni sei ore, sono disponibili alla pagina della cartografia elettronica. 


15/02/2018 17:22:00 © riproduzione riservata






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