Lo yacht polacco Copernicus, l’imbarcazione più piccola a prendere parte alla prima edizione della Whitbread Round the World Race (antesignana della Volvo Ocean Race) nella 1973-74 sarà presente insieme a Great Britain II/Whitbread Heritage alla Volvo Ocean Race Legends, la prima reunion ufficiale che si svolgerà ad Alicante e che celebrerà le prime dieci edizioni della regata e i suoi 37 anni di storia.
Copernicus, un 45’ armato a ketch, fu costruito appositamente per la prima Whitbread dal cantiere Gdanska Stocznia Jachtowa in Polonia con l’aiuto di numerosi membri dello Yacht Klub ‘Stal’ Gdynia sul mar Baltico, che da allora ne sono stati i proprietari.
La barca è il loro orgoglio e la loro gioia e il club la mantiene in buone condizioni, cercando di non alternarne le caratteristiche originali e salvaguardando la storia della sua costruzione. La partecipazione di Copernicus alla Volvo Ocean Race Legends Regatta riporterà il club sulla scena della vela offshore internazionale.
“Dobbiamo esserci” ha detto Marek ‘Goly’ Galkiewicz, project manager dello yacht club “Nel rispetto della tradizione e con un occhio al futuro” ha dichiarato confermando anche che il maggior produttore polacco di imbarcazioni a vela e a motore Delphia Yachts, sarà al fianco dello Yacht Klub Stal Gdynia e di Copernicus.
Copernicus completò il suo giro del mondo senza particolari momenti drammatici o incidenti, ad eccezion fatta forse per l’ultima tappa. Per settimane dopo la partenza da Rio de Janeiro, infatti, non si ebbero notizie dello yacht e il Comitato di regata che sospettava un possibile problema radio diramò un allarme a tutte le navi per il suo avvistamento. Un mese dopo la partenza da Rio, la piccola barca e il suo equipaggio furono avvistati in ottime condizioni e ancora in gara. Sulle quattordici barche che partecipavano, Copernicus si classificò all’undicesimo posto nella impegnativa navigazione di oltre 27.000 miglia. Il suo skipper era l’olimpionico Zygfryd ‘Zyga’ Perlicki.
Copernicus è costruita con una struttura in legno di quercia e fasciame in mogano, la coperta è in compensato coperto in teak e con i suoi 45 piedi detiene il record della barca di minori dimensioni ad aver partecipato al primo giro del mondo. Concorde, un Contessa 32 francese, infatti, benché più piccolo prese parte solo alla seconda tappa.
‘Stal’ in polacco significa acciaio e, agli albori della navigazione oceanica, erano proprio uomini d’acciaio quelli necessari ad organizzare una campagna di livello. L’equipaggio polacco era formato un gruppo di sognatori, che vivevano al di là della cortina di ferro e avevano modeste tradizioni marittime.
A conclusione della regata nel 1974, Copernicus fu utilizzato come barca scuola, per crociere e spedizioni e ancor oggi naviga regolarmente nel Baltico e nel Mare del Nord. Nel 2006 ha ottenuto il prestigioso Trofeo The Cruise of the Year in Polonia per la circumnavigazione dell’Islanda. Molte persone che vi hanno lavorato nel corso degli anni hanno avuto l’opportunità di essere a bordo e di godere dei frutti del loro impegno.
I tempi sono certamente cambiati da quando Copernicus navigò intorno al pianeta e anche i polacchi sono persone diverse e tuttavia, malgrado oggi esistano budget diversi, materiali innovativi, molta elettronica e una copertura media mondiale, la Volvo Ocean Race rimane ancora la più difficile e dura regata in equipaggio intorno al mondo.
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