Confitarma da sempre segue con grande attenzione la difficile situazione nel Golfo di Aden e nelle acque antistanti le coste somale, ove la navigazione mercantile è messa sempre più in pericolo dai numerosi attacchi di pirateria.
“Desidero esprimere il massimo apprezzamento per i comandanti delle nostre navi e per l’azione delle forze militari che sono stati in grado di neutralizzare i recenti attacchi alle nostre unità mercantili in quell’area – afferma Paolo d’Amico Presidente di Confitarma.
“Nonostante la situazione sia ogni giorno più gravosa – prosegue il Presidente della Confederazione Italiana Armatori - confermo che al momento la posizione di Confitarma, conforme alle indicazioni delle principali associazioni internazionali (IMO, Intertanko, Intercargo e BIMCO) e d’intesa con la Marina Militare e la Guardia Costiera, è in linea di principio contraria all’uso delle armi e di personale armato a bordo delle navi mercantili di bandiera, fatte salve alcune fattispecie particolari, come viaggi in zone sensibili di unità da crociera, unità particolarmente vulnerabili o pescherecci d’altura”.
“E’ stata già avviata una verifica al nostro interno – conclude Paolo d’Amico – con il coinvolgimento delle principali aziende associate le cui navi operano in tale area, in ordine all’iniziativa parlamentare dei senatori Amato e Cantoni che hanno presentato il disegno di legge n. 2050, con il quale si consentirebbe la possibilità di dotare le unità mercantili italiane di personale privato armato al fine di prevenire e reprimere attacchi di pirateria.
Sulla stessa problematica, di recente si sono aggiunte altre iniziative parlamentari, quella del Sen. Enrico Musso (n. 2092) e, alla Camera, dell’On. Scandroglio (n. C. 3321), disegni di legge che verranno altresì approfonditi da Confitarma per le conseguenti opportune valutazioni”.
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