Primi risultati del monitoraggio trasfrontaliero 2015 sui rifiuti galleggianti nel Mar Adriatico e Mar Ionico.
A causa della forma del bacino e l'elevata pressione demografica dei paesi circostanti, il Mar Adriatico e' considerato a rischio per la quantità di rifiuti marini che entra nelle sue acque sia da terra che da attività svolte in mare.
Per questo motivo,MIO-ECSDE e Accademia del Leviatano, hanno avviato un monitoraggio sull'abbondanza, composizione e distribuzione del macrolitter (oggetti superiori a 20 cm) che galleggia al largo nel Mar Adriatico e nel Mar Ionico della durata di una anno. Il tutto sarà finanziato dal progetto DeFishGear che si trova all'interno del programma di ricerca europeo IPA_Adriatic.
Secondo il Dottor Thomas Vlachogianni,responsabile del programma MIO-ECSDE, "il progetto fornirà un riferimento importante sulla quantità di macrolitter presente in Adriatico. Il monitoraggio sistematico nei prossimi anni consentirà di valutare se i programmi di misure intraprese dai paesi dell'Adriatico avranno successo nel ridurre i rifiuti che finiscono a mare".
Il macrolitter può frammentarsi in parti più piccole, diventando microlitter, può essere ingerito da una grande varietà di organismi, con potenziali effetti negativi che possono variare da danni fisici al loro apparato digerente a effetti tossici dovuti a liscivazione o a inquinanti esterni che aderiscono alle microplastiche.
Il macrolitter può avere un effetto sulla vita marina, tra cui cetacei e tartarughe marine in quanto questi animali possono rimanere impigliati o ingerire la plastica galleggiante.
Il Dottor Luca Marini, uno dei ricercatori coinvolti nel progetto, ha dichiarato che "il monitoraggio congiunto sulla distribuzione di plastiche galleggianti e specie marine può aiutare a identificare aree dove l'impatto potrebbe essere più alto. Le tartarughe marine e i cetacei presenti nella regione sono protetti dalla Direttiva Habitat ed è per questo che oltre al loro habitat e alla stima di popolazione e' importante sapere quali sono le possibili minacce”.
Il monitoraggio è stato eseguito da traghetti che permettono ai ricercatori di monitorare in aree di alto mare, solitamente difficile da raggiungere con animali natanti da ricerca.
Il protocollo di monitoraggio del litter da traghetti, lungo un transetto campionato ripetutamente, e' stato specificamente sviluppato da un network internazionale che monitora cetacei in associazione alle loro minacce nel Mar Mediterraneo (FLT Med Monitoring Network coordinato da ISPRA), mentre le categorie degli oggetti del litter sono state concordate in base al protocollo di monitoraggio sul litter galleggiante realizzato dal progetto DeFishGear.
I risultati invernali basati su 2800 km monitorati, mostrano che nell'area investigata il numero di oggetti galleggianti per km2 e' di 3,8 nel Mar Adriatico e 2,5 nel Mar Ionio.
L' 87% degli oggetti rilevati e' costituito da plastica.
Le categorie più comuni di litter sono buste di plastica, bottiglie, teli e cassette di polistirolo, quest'ultime , presumibilmente provenienti da imbarcazioni da pesca o comunque legate alle attività economiche alimentari; anche reti fantasma e lenze, sono state rilevate più volte. Il monitoraggio dei rifiuti marini galleggianti, con la stessa metodologia, ed all’interno del Network di monitoraggio, viene realizzato anche nelle isole Toscane (in collaborazione con l’Università di Pisa), nel Mediterraneo Occidentale tra Civitavecchia e Barcellona (in collaborazione con l’Università della Tuscia) e tra la Sicilia e la Tunisia (in collaborazione con l’associazione Ketos ed università siciliane). L’analisi simultanea dei dati raccolti permetterà di incrementare le conoscenze sulla presenza delle plastiche nel Mediterraneo indirizzando meglio le misure per la riduzione dei rifiuti finalizzati alla protezione dell’ambiente marino.
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