Lo scorso mercoledì, dopo 10 giorni di regata, il team Mexedia formato dalla trentina Cecilia Zorzi e la spagnola Aina Bauza, è stato il secondo a tagliare l’arrivo del Giro d’Italia non stop.
“Durante la risalita del Tirreno abbiamo incontrato condizioni veramente impegnative. La coda di una depressione passata e l’arrivo di una nuova hanno messo noi e l’attrezzatura a dura prova. Riuscire ad arrivare a Genova, per di più conquistando il secondo posto, è una soddisfazione incredibile”.
Queste le parole della skipper Cecilia Zorzi, portacolori del Circolo Vela Arco, all’arrivo del Nastro Rosa Veloce, competizione partita a Venezia il 7 novembre e conclusasi una dozzina di giorni dopo a Genova. Il percorso prevedeva la circumnavigazione dell’Italia, lasciando anche la Sicilia a destra e passando obbligatoriamente attraverso sette “gate”, posti davanti ad Ancona, Vieste, Brindisi, Crotone, Marina di Licata, Capri e Gorgona.
La flotta composta da otto Figaro 3 del cantiere Beneteau, ha tagliato la linea di partenza in una suggestiva location davanti a Piazza San Marco, in condizioni di vento leggero e instabile. Vicine ai leader dopo un’ottima partenza, Cecilia Zorzi e Aina Bauza, unico team femminile in gara, hanno conquistato la testa della flotta durante la seconda notte di regata grazie a una scelta strategica che le ha portate vicino alla costa croata. Le due skipper hanno guidato il gruppo durante le giornate successive, accumulando un vantaggio sul secondo di più di 15 miglia.
Una calma di vento davanti alla città di Crotone ha però fermato l’avanzata di Team Mexedia, che è rimasto bloccato 10 ore nell’assenza di vento. Da dietro la flotta ha sfruttato i flussi ancora presenti colmando tutto il distacco (fino a 80 miglia).
“La bolla di vento era enorme e non c’è stato modo di evitarla” - racconta Cecilia - “È stato veramente difficile non perdere la calma in quel momento, psicologicamente sono state le ore più dure di tutto il giro. Quando finalmente è rientrato il vento eravamo di nuovo tutti vicini, bisognava ricostruire tutto da capo”.
La flotta è rimasta molto compatta fino al superamento dell’Isola di Ustica, quando è stata investita da svariati groppi temporaleschi che con la loro violenza hanno creato dello scompiglio. In uno di questi Cecilia e Aina hanno rotto Fiocco e Code 0 (due vele di prua) e sono state costrette a rallentare per riparare per quanto possibile i danni. Hanno raggiunto il gate di Capri in quinta posizione ma non si sono date per vinte e hanno continuato ad attaccare nonostante le condizioni impegnative.
Durante l’ultima notte di regata hanno conquistato la seconda posizione, mantenendola fino all’arrivo e concludendo il periplo dopo 10 giorni, 4 ore e 27 minuti.
Con grande soddisfazione Aina Bauza ha dichiarato: “È stata la regata più lunga e impegnativa che abbia mai affrontato. Abbiamo fatto qualche errore ma abbiamo sempre trovato il modo di rimediare e tornare all’attacco. L’affiatamento con Cecilia è stato fondamentale, ci siamo spronate a vicenda senza mai mollare. Quando si passa così tanto tempo in mare è fondamentale avere un buon feeling.”
La vittoria è andata all’equipaggio formato da Pietro D’Alì e Matteo Sericano (9 giorni, 20 ore e 23 minuti). Conclude il podio la coppia scozzese Maggie Adamson e Finlayson Calanach (10 giorni, 7 ore e 55 minuti).
Potranno iscriversi gli Yacht in legno o in metallo antecedenti il 1950 (Yacht d’Epoca) e al 1975 (Yacht Classici), gli Spirit of Tradition, i Classic IOR (varo compreso tra il 1970 e il 1984) e le repliche di yacht in possesso di certificato CIM
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