VELA - La seconda tappa de Les Sables – Les Açores – Les Sables ha preso il via ieri sera alle 20:08 (ora italiana), un giorno in ritardo rispetto al programma iniziale.
Un ritardo voluto dal direttore di gara Denis Hugues a causa di una depressione in atto nella parte nord-ovest delle Azzorre che ha generato e sta generando un flusso occidentale particolarmente violento.
E quando le previsioni dei file grib indicano venti a 35-40 nodi (e i navigatori sanno che si tratta di previsioni sottostimate) e quando all'uscita del porto ci sono 4 metri di onda e si sa che il mare resterà particolarmente agitato tutta la prima notte di regata, lo sport si trasforma in inutile pericolo ed è giusto che entri in gioco la prudenza.
Per questo motivo il direttore di gara ha deciso non solo di spostare la partenza di un giorno, ma anche di imporre alla flotta di passare tra le isole di Pico e Sao Jeorge lasciando Terceira a nord: per lasciare passare il fronte di vento più violento.
Le condizioni in partenza sono comunque state molto difficili, con mare assai agitato e 20/24 nodi di sud-ovest, ma un ulteriore rinvio della partenza non avrebbe migliorato la situazione: per il fine settimana è prevista un'altra depressione tropicale sull'arcipelago e, come scrivono dall'organizzazione "è importante che la flotta non cada sotto la sua influenza".
Indossando la sua tuta stagna e partendo con una mano di terzaroli, Giancarlo ha lasciato il pontile insieme agli altri skipper ieri intorno alle 17.30, a poco tempo di distanza rispetto alla partenza.
Al fine di preservare l'imbarcazione da eventuali danni (spingere senza rompere è il primo dovere per chi vuole ottenere il miglior risultato possibile), Giancarlo ha optato per una partenza in sicurezza, ed ha risalito il canale senza utilizzare lo spi, sfruttando comunque la spinta del vento che ha raggiunto raffiche di 35 nodi.
Al primo rilevamento, aveva già recuperato la terza posizione, che continua a mantenere anche all'uscita dell'arcipelgo.
L'apertura della rotta verso il largo ha subito messo gli skipper dei prototipi difronte ad una scelta: strambare immediatamente verso nord andando subito a caccia della dorsale, consapevoli di dover attraversare un mare particolarmente mosso e pericoloso, oppure allungarsi verso est guadagnando sulla rotta per strambare successivamente.
Quest'ultima è l'opzione giocata da Giancarlo che prima della partenza aveva valutato che le due strade fossero pressoché equivalenti (considerando soprattutto l'anticiclone che dovrebbe attendere i navigatori nel Golfo di Biscaglia) e ha deciso di andare alla ricerca del mare più adatto ad esaltare le performance della sua imbarcazione.
Si tratta ora, per gli skipper, di trovare il giusto compromesso tra una strada a nord, più vicina alle correnti della bassa pressione ma più lunga, e una strada vicina al percorso diretto, più breve ma forse meno veloce.
Ciascuno dovrà considerare le caratteristiche delle proprie imbarcazioni e ricordare le classifiche della prima tappa.La quarta giornata del Mondiale ha confermato ancora una volta il copione di questa edizione: vento leggero tra gli 8 e i 9 nodi, campo di regata estremamente tecnico e distacchi minimi a rendere ogni errore potenzialmente decisivo
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