Secondo molti esperti il rilascio di acqua radioattiva nell'oceano avvenuta a Fukushima potrebbe essere una vera tragedia per l'ecosistema marino dell'area, soprattutto per le mutazioni genetiche che possono colpire i pesci. “Questa - afferma il biologo marino Silvio Greco - è una vera e propria catastrofe, perché i radionuclidi agiscono sul Dna, quindi oltre alla mortalità immediata ci sono effetti a lungo termine. Quantificare il danno è molto difficile, perché gli unici studi scientifici sono stati fatti dopo i test nucleari degli anni '50, e i risultati sono segreti, ma sulla base degli effetti sull'uomo si possono ipotizzare scenari veramente tragici”.
Le capacità del mare di diluire le radiazioni, infatti, potrebbe non essere sufficiente a causa del rilascio prolungato. Per il National Geographic il contatto prolungato con le sostanze radioattive potrebbe provocare mutazioni genetiche nella fauna marina. Se la contaminazione proseguirà ci sarà un forte rischio per l’ecosistema marino. E’ la prima volta che questo problema viene affrontato. Il precedente di Chernobyl, infatti, non è di grande aiuto perché avvenuto a grande distanza dal mare. La nube che raggiunse il Mare del Nord rilasciò sostanze radioattive che vennero velocemente diluite, mentre la persistenza delle stesse fu molto maggiore nei laghi e nei fiumi contaminati nei quali furono riscontrate tracce di radioattività fino a 15 anni dopo il disastro.
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