Secondo molti esperti il rilascio di acqua radioattiva nell'oceano avvenuta a Fukushima potrebbe essere una vera tragedia per l'ecosistema marino dell'area, soprattutto per le mutazioni genetiche che possono colpire i pesci. “Questa - afferma il biologo marino Silvio Greco - è una vera e propria catastrofe, perché i radionuclidi agiscono sul Dna, quindi oltre alla mortalità immediata ci sono effetti a lungo termine. Quantificare il danno è molto difficile, perché gli unici studi scientifici sono stati fatti dopo i test nucleari degli anni '50, e i risultati sono segreti, ma sulla base degli effetti sull'uomo si possono ipotizzare scenari veramente tragici”.
Le capacità del mare di diluire le radiazioni, infatti, potrebbe non essere sufficiente a causa del rilascio prolungato. Per il National Geographic il contatto prolungato con le sostanze radioattive potrebbe provocare mutazioni genetiche nella fauna marina. Se la contaminazione proseguirà ci sarà un forte rischio per l’ecosistema marino. E’ la prima volta che questo problema viene affrontato. Il precedente di Chernobyl, infatti, non è di grande aiuto perché avvenuto a grande distanza dal mare. La nube che raggiunse il Mare del Nord rilasciò sostanze radioattive che vennero velocemente diluite, mentre la persistenza delle stesse fu molto maggiore nei laghi e nei fiumi contaminati nei quali furono riscontrate tracce di radioattività fino a 15 anni dopo il disastro.
Ci sono vittorie che nascono dal dominio e altre che prendono forma nella resistenza. Quella di Ambrogio Beccaria alla Vendée Arctique – Les Sables d'Olonne 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria
Se la clamorosa rimonta di Ambrogio Beccaria resterà negli annali della classe IMOCA, la storia di Élodie Bonafous è quella di una regata brillante trasformata in una dolorosa lezione dal regolamento
La 73ª Loro Piana Giraglia ha preso il via nelle condizioni che ogni velista sogna quando pensa al Mediterraneo: sole, brezza regolare e il Golfo di Saint-Tropez come palcoscenico per una delle classiche più prestigiose della stagione internazionale
Dopo il botta e risposta delle prime due giornate, questa volta è stato Django a prendersi la rivincita, conquistando la vittoria in IRC e il Line Honours sul percorso di 14 miglia con il tempo di 1h 26'22"
Il Rolex TP52 World Championship '26 ha ufficialmente preso il via nelle acque di Porto Cervo, dove una flotta da record di 15 TP52 provenienti da 11 nazioni si è ritrovata per uno degli appuntamenti più prestigiosi della vela agonistica internazionale
La quarta giornata del Mondiale ha confermato ancora una volta il copione di questa edizione: vento leggero tra gli 8 e i 9 nodi, campo di regata estremamente tecnico e distacchi minimi a rendere ogni errore potenzialmente decisivo
La velista oceanica italo-americana Francesca Clapcich, a bordo di 11th Hour Racing, ha concluso la Vendée Arctique-Les Sables d'Olonne al quinto posto, dopo 8 giorni, 20 ore, 31 minuti e 11 secondi di navigazione
Solidarietà e territorio: lo Yacht Club Santo Stefano sostiene la Croce Rossa Costa d’Argento per il progetto "Giannutri SiCura"
Dopo quattro giorni di confronti nel Golfo di Saint-Tropez e nella Baia di Pampelonne, la flotta guarda alla partenza della storica offshore di 241 miglia verso Genova, il tratto di mare che da oltre settant'anni costruisce la leggenda della Giraglia
Dopo quasi otto giorni di navigazione in solitario, la skipper di 11th Hour Racing naviga a poco più di 250 miglia dall'arrivo, mantenendo la quinta posizione e affrontando un finale che potrebbe ancora riservare sorprese