C’è una cosa da dire in merito al naufragio della Costa Concordia. Quello che è accaduto è inaccettabile, ma è altrettanto inaccettabile il processo mediatico che si è scatenato contro il Comandante e contro i marinai della nave, da parte dei Media di mezzo mondo, senza avere la minima nozione di quello che può essere accaduto a bordo. La nostra marineria è senza dubbio tra le prime al mondo, se non la prima, e non può essere trascinata nel fango di polemiche ignobili e strumentali solo all’audience televisiva. Non so quante saranno alla fine le vittime. Anche un solo morto è troppo. Ma nessuno si rende conto che questi giganti del mare sono ingestibili nell’emergenza? Sono ridicolmente progettati per andare a fondo orizzontalmente. Come si superano i 30° di inclinazione non funziona più nulla. Ad esempio gli ascensori si bloccano e le scialuppe non vanno in acqua, proprio come è accaduto a bordo della nave della Costa. Come si può a quel punto gestire il panico di 4.000 persone? Quale equipaggio, per quanto preparato, potrà mai contrastare il terrore di persone che lottano per la propria vita? Se qualcuno a bordo ha sbagliato è bene che paghi fino infondo, ma sono convinto che la quasi totalità dei marinai della Costa Concordia hanno dato tutto quanto era nelle loro possibilità per salvare quante più vite possibili. E ci sono riusciti. I numeri sono impietosi, ma questa è la realtà. Devo dirlo con sincerità: queste grandi navi da crociera non mi sono mai piaciute. Troppo grandi, troppo alte e con troppa gente a bordo. L’emergenza in mare è una cosa che può accadere ed è difficile da gestire. Anche con equipaggi esperti e ridotti. Molti hanno fatto paragoni con il Titanic. Ma l’unica cosa titanica che è stata fatta è stata quella di tirar fuori vivi da quella bara galleggiante oltre 4000 persone. E un’altra luce, poi, va accesa sui sommozzatori che stanno operando a bordo. Nella parte sommersa fluttua di tutto, dalle lenzuola ai mobili. Ogni volta che si apre una porta fuoriescono dalle cabine allagate oggetti e suppellettili pericolosissimi per l’incolumità dei subacquei. Anche loro sono eroi silenziosi, come i marinai e gli abitanti del Giglio. Grazie.
In Abanca ORC 0, Vudu arrivava all'ultima prova con un margine di nove punti e non ha lasciato spazio alle sorprese. Il TP52 di Mauro Gestri ha chiuso secondo l'ultima regata, risultato sufficiente per mettere definitivamente le mani sulla Copa del Rey
Al Circolo Vela Arco è iniziata la grande festa internazionale dell’Optimist. Tre prove nella prima giornata con vento da sud fino a 16 nodi
C'è sempre Vudu di Mauro Gestri in testa in ORC 0 dopo una giornata estremamente regolare con due secondi posti
Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci
Valerio Pucci firma una tripletta e balza al comando tra i Cadetti. Tra gli Juniores lo sloveno Mihael Zobec resta leader, mentre l’italiana Annalie Meoni sale al quarto posto assoluto
Tre prove combattute davanti alla spiaggia di Levante con circa 12 nodi di vento. Riccardo Basso vince l’Overall e il Trofeo Challenge. Bene anche i giovani della Scuola Vela del Circolo Nautico Santa Margherita
Da Cowes è scattata la 50ª edizione della grande regata organizzata dal Royal Ocean Racing Club
In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre
Una nuova divisione dedicata alle imbarcazioni il cui primo varo della serie è antecedente al 1990. La novità entra ufficialmente nel programma della CentoMiglia del Garda 2026
Nelle ultime 24 ore Pace ha percorso circa 428 miglia, con una media prossima ai 18 nodi: un'autentica prestazione da record