Vela, Biondina nera - Tanta gente ieri notte al Terminal 3 dell’aeroporto di Roma Fiumicino ad attendere Matteo Miceli e Tullio Picciolini che rientravano a Roma dopo il naufragio di Biondina Nera in pieno Atlantico, mentre erano in corsa per battere il record di traversata atlantica da Dakar a Guadalupa su un catamarano non abitabile di 6 metri.
“Ci dispiace davvero per il record – ha commentato Tullio Picciolini – perché chi ci seguiva da terra ci ha detto che eravamo davanti ai francesi di un giorno intero, ma va bene così perché ce la siamo vista brutta. Con il mare non si scherza e noi non stavamo scherzando. E’ finito tutto bene proprio perché eravamo estremamente preparati sia noi sia il team di sicurezza”
La scuffia è stata violenta e in piena notte, proprio quando i due si accingevano a ridurre ulteriormente la velatura per navigare ancor più in sicurezza avendo notato dei groppi che li seguivano.
“L’albero si è rotto per la botta sull’acqua, proprio all’altezza dell’attaccatura delle sartie, in basso – dice Matteo Miceli – e a tutto avrei pensato tranne che potessimo avere questo tipo di rottura. Abbiamo provato in tutti i modi a raddrizzarla, metter su un albero di fortuna e portare in salvo anche Biondina nera, ma non ce l’abbiamo fatta. E’ stato doloroso ammetterlo e chiamare i soccorsi ma non c’era proprio nulla da fare”.
Matteo Miceli ha una mano gonfia, la sinistra, non riesce a piegarla e non muove bene le ultime due dita.
“E’ una conseguenza della scuffia, ma non quella che ci ha fatto naufragare – dice Matteo – Questo incidente mi è capitato durante la prima scuffia, quando sono rimasto impigliato con la mano nelle sartie e sono volato a prua. Quindi sono 12 giorni che sto così, ma non è stato mai un problema”
Sulle ore passate sullo scafo rovesciato prima del salvataggio da parte della motonave Delia raccontano:” Le abbiamo passate a recuperare tutto quello che potevamo. A dir la verità abbiamo recuperato tutto quello che c’era a bordo, la nostra roba, i soldi, i documenti e tutta l’elettronica. Quello che è stato difficile è stata la scalata della nave con questo fardello addosso. Di botte sulla fiancata ne abbiamo date parecchie”.
Intorno a loro tanti amici, i genitori e un paio di bandiere della Lega Navale di Ostia che sventolano. I due figli di Tullio Picciolini sono incollati al papà mentre la moglie Francesca li accarezza e gli sussurra:”Ora incolliamo papà al divano con le catene”.
Alla domanda di un giornalista che gli chiedeva quando ci riproveranno rispondeva Tullio:”Questo non lo so, è un po’ complicato decidere ora”. Il primo strattone della catena era già arrivato.
La barca francese ha completato le 3.000 miglia da Lanzarote ad Antigua in 8 giorni, 5 ore, 55 minuti e 50 secondi, un tempo imbattibile per gli altri concorrenti ancora in mare
L'America's Cup l'abbiamo sempre sognata tutti, come velisti, come appassionati; oggi c'è in Italia, parte da oggi da Napoli, ed è una grande occasione che non possiamo non sfruttare. E per i giovani queste sono occasioni imperdibili di crescita
L'equipaggio di Thomas Coville al suo quarto tentativo fa il record in 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi, vale a dire 12 ore, 44 minuti e 40 secondi in meno rispetto al tempo di Francis Joyon del 2017
L'equipaggio tutto al femminile condotto da Alexia Barrier e Dee Caffari ha realizzato un'impresa eccezionale terminando il 57 giorni, 21 ore e 20 minuti il giro del mondo a vela in equipaggio, Ecco tutte le tappe del loro percorso
La stagione 2026 apre un nuovo capitolo per Allagrande Mapei Racing: quello della piena autonomia e dell’impegno in solitario verso l’obiettivo Vendée Globe 2028
Si è chiuso il Mondiale ILCA U21 con l’Italia che festeggia con i tre Ori di Ginevra Caracciolo di Brienza (LNI Napoli), Antonio Pascali (Fraglia Vela Riva) e Alessandro Cirinei (Fraglia Vela Riva)
L'equipaggio tutto al femminile di The Famous Project CIC taglierà il traguardo domani nel primo pomeriggio dopo l'ultima prova da superare, un Golfo di Biscaglia in tempesta
Team Francesca Clapcich presenta il calendario delle regate 2026 e sceglie Alberto Bona come co-skipper e Sailing Performance Manager
Nella storica sede ai piedi di Castel dell'Ovo si respira già aria di America's Cup
Il territorio si racconta attraverso un progetto identitario che ne valorizza l’essenza in chiave contemporanea e autentica