Vela, America's Cup - Ha vinto la figlia di Groupama 3, una signorina studiata non per fare il giro del mondo con ogni tempo ed ogni mare, ma per correre veloce a poche miglia dalla costa. USA 17, uscita dalla mente di quel gruppo di lavoro che ruota intorno a Franck Cammas, consulente di Oracle fin dalla prima ora, ha nel DNA l’esperienza della progenitrice ed oggi ha dimostrato sull’acqua quanto conti lo “jus sanguinis”, anche se per il Dead of Gift varrebbe esclusivamente lo “jus soli”
“Avevo pronosticato un due a zero per Oracle, ma non pensavo che la superiorità fosse così netta – ha commentato Cino Ricci – non c’è mai stata storia in nessun momento ed in nessuna condizione. Dopo una sconfitta così è difficile capire cosa potranno fare. Mi chiedo cosa si diranno al debriefing e cosa potranno mai fare per ribaltare la situazione. Mettere le alette curve? Rivedere l’utilizzo dei Ballast? Tecnicamente penso ci sia poco da fare per poter ribaltare la situazione. Oggi il divario è sembrato davvero immenso, con l’ala rigida che ha fatto la differenza. Ma nella vela non c’è mai niente di scontato e sicuramente Alinghi lotterà, com’è giusto, fino alla fine”.
A margine della conferenza stampa di presentazione del Big Blu caratterizzata dall’assenza di molte figure istituzionali (sindaco, presidente della provincia) evidentemente impegnati nell’emergenza neve, sull’argomento avevamo anche raccolto il parere, profetico, di Matteo Miceli:” Sono barche supertecnologiche fatte per andare veloce. Vincerà chi saprà correre di più e Oracle mi sembra la più attrezzata soprattutto per l’ala rigida che le darà un vantaggio straordinario di bolina. Comunque da buon solitario fatemi dire che questo tipo di competizioni, seppur affascinanti, non mi appassionano più di tanto perché non so quanto siano ancora importanti gli uomini rispetto alla tecnologia”.
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