Stanotte Giancarlo ha attraversato l'arcipelago delle Azzorre, tra Terceira e Sao Miguel, ed ora sta facendo rotta nord e gli mancano meno di 1.200 miglia, circa tre giorni di mare, all’arrivo a Les Sables d'Olonne. Giancarlo non può rilassarsi o pensare al suo arrivo, ma come racconta sta cercando solo di restare molto concentrato. Non fa nemmeno pronostici sulla sua posizione finale in classifica, anche se lo scenario meteo, ancora molto incerto, apre il campo a nuove possibilità.
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Ormai il traguardo è vicino per i leader del Vendée Globe. Secondo gli ETA forniti dall’organizzazione, i primi otto concorrenti sono attesi al largo di Sables d'Olonne tra mercoledì e giovedì. Alcuni skipper iniziano già ad immaginare l’entrata nel canale di Port Olona e altri sognano di gustare una buona bistecca arrivati a terra, già proiettandosi in banchina, Giancarlo invece preferisce restare concentrato nel momento presente, sulla sua regata, senza bruciare le tappe.
« Tutto a suo tempo. Non penso al traguardo né al risultato. È stata la mia filosofia dall'inizio di questo giro del mondo e non la cambierò ora. Mi piace vivere il momento presente e ricordo che la classifica non dipende totalmente da noi. Non siamo a terra a giocare a ping-pong. Siamo in mare a giocare con un elemento che è sempre più forte di noi ed è lui che decide. Lo tengo sempre a mente », racconta Giancarlo.
L'unico navigatore italiano partecipante sa che le condizioni alla fine di questo 9 ° Vendée Globe saranno incerte e dure, soprattutto le ultime miglia. « Devi rimanere lucido fino alla fine. Avremo un calo di vento poi aumenterà ... Dovremo prendere le mani di terzaroli e mettere più tela al momento giusto, dovremo regatare bene con le altre barche vicine, fare le scelte giuste, riuscire a mantenere la giusta velocità ... Bisogna ancora giocarsela! », racconta Giancarlo, ben consapevole che la stanchezza accumulata in questi due mesi e mezzo, pesa sia sugli uomini che su tutte le imbarcazioni.
Dare tutto nello sprint finale
«Nonostante tutto, vogliamo lottare in questo rush finale. Sto approfittando al massimo di questi ultimi giorni in mare prima di riconnettermi con la vita di terra. È strano da spiegare e probabilmente complicato da capire, ma a volte, durante questo giro del mondo, mi sono dimenticato di essere in mare. Ero sempre così concentrato sulle mie rotte, le manovre e la mia routine di bordo che spesso dimenticavo di guardarmi intorno.
È un peccato, ma abbiamo barche che vanno così veloci che alla fine lasciano poco tempo per la contemplazione, anche se mi è capitato nel Grande Sud di guardare la scia, di avere belle sensazioni e di sentire un vero contatto con la natura », racconta Giancarlo, confessando anche un po’ d’apprensione per l’arrivo sulla costa della Vandea. « Nella seconda parte del Golfo di Biscaglia dovremmo avere vento molto sostenuto, niente al confronto di ciò che abbiamo visto nel Grande Sud. Dovremo fare molta attenzione nell’avvicinamento a Les Sables d'Olonne. È un'area in cui ci sono molti pescatori e molte barche che non sempre hanno l’AIS che ci indica la loro presenza. Quindi dovremo risparmiare molte energie per questo momento, soprattutto se arriviamo come previsto in condizioni toste ». In breve: « No, rilassarsi proprio no ».
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