La Rolex Middle Sea Race si prepara a partire con una flotta maxi da record. Sabato 17 ottobre, alle ore 11, saranno 108 le imbarcazioni a lasciare il Grand Harbour di Malta per affrontare le 606 miglia del percorso intorno alla Sicilia, con passaggi davanti a Stromboli, attraverso lo Stretto di Messina e poi verso Pantelleria e Lampedusa, prima del ritorno a La Valletta. Tra i partecipanti spiccano 22 maxi yacht, protagonisti di una sfida che promette di essere combattuta non soltanto per la vittoria in tempo reale, ma anche per la classifica IRC.
Il nome più atteso è quello di Black Jack 100, il cento piedi di Remon Vos, con Tristan Le Brun al timone, che torna per difendere la line honours conquistata nel 2025. La barca, già protagonista in passato come Alfa Romeo II ed Esimit Europa 2, ha vinto questa classifica per sei volte, un primato nella storia della regata. Sulla carta è la grande favorita, essendo l’unico cento piedi in gara, ma la preparazione è stata complicata da una serie di problemi all’elettronica, iniziati dopo una tempesta di fulmini durante la Palermo-Montecarlo. Il team ha sostituito numerosi sistemi di bordo e si presenta comunque con nuove vele North Sails ottimizzate per l’IRC, segnale di un’ambizione che va oltre il semplice arrivo davanti a tutti.
Più difficile appare la possibilità di battere il record assoluto della regata, stabilito da Comanche nel 2021 in 40 ore, 17 minuti e 50 secondi. Le previsioni indicano infatti condizioni variabili: un avvio con vento sufficiente a spingere la flotta verso la Sicilia, seguito da un possibile calo già nella mattinata di domenica. La zona a nord della Sicilia potrebbe rivelarsi particolarmente insidiosa, con vento da sud-est e condizioni difficili nella navigazione verso Pantelleria e poi Lampedusa. Da mercoledì, invece, l’arrivo di una componente settentrionale potrebbe favorire una navigazione più veloce nel tratto finale, soprattutto per le barche più lente e con potenziali conseguenze sulla classifica compensata.
Tra gli avversari più interessanti figurano le ex barche della Volvo Ocean Race, sette in totale, progettate per affrontare navigazioni oceaniche e particolarmente adatte ai tratti di bolina che potrebbero caratterizzare parte del percorso. La più accreditata è Pace, il Volvo Open 70 di Johnny Vincent, già vincitore della Round Britain Race e protagonista di una lunga serie di successi offshore sotto diverse denominazioni. In flotta ci sono anche Dinzer Doo, Ocean Breeze, Il Mostro e tre Volvo Ocean 65: Sisi, Wind Whisper e Jajo, quest’ultima con un equipaggio internazionale di grande esperienza.
La battaglia per il successo in IRC coinvolgerà anche due maxi di nuova generazione o comunque molto competitivi nel confronto tra rating e prestazioni. Django 7X, il wallyrocket 71 di Giovanni Lombardi Stronati, arriva dal titolo mondiale IMA Maxi Grand Prix conquistato nel 2025, ma affronta la sua prima grande regata offshore. Balthasar, il Maxi 72 di Louis Balcaen, torna invece da campione in carica: lo scorso anno ha vinto sia la propria classe sia la classifica overall IRC. La barca si presenta con un nuovo albero e con un equipaggio in gran parte confermato, guidato tatticamente dall’esperto Bouwe Bekking. La recente vittoria nella Coastal Race di Malta ha confermato il buon stato di forma, ma la presenza di Django 7X e la velocità di Pace nei tratti di poppa e di bolina con vento sostenuto rendono il confronto particolarmente aperto.
Scendendo tra i maxi di dimensioni inferiori, attenzione a Wild Joe, il 60 piedi dotato di foil DSS dell’ungherese Marton Józsa, già terzo assoluto in IRC nel 2022, e ad Artemis Bleu, il Botin 65 di James Neville. Quest’ultima ha subito importanti modifiche durante l’inverno, tra cui la sostituzione della chiglia basculante con una fissa, l’aggiunta di 1.400 chili di zavorra ad acqua e diversi interventi per ridurre il peso e aggiornare gli impianti. Il progetto è ambizioso, ma la Middle Sea Race sarà il suo primo vero banco di prova offshore dopo una stagione positiva nelle regate costiere.
Tra gli altri nomi da seguire ci sono Aragon, il Marten 72 con un equipaggio guidato dai velisti oceanici Carolijn Brouwer e Don Cowie, e Cippa Lippa X, il Mylius 60 di Guido Paolo Gamucci, campione europeo IMA Maxi nella divisione Maxi 3. Torna anche Hägar V, dopo il disalberamento subito nell’edizione del 2024, insieme a una flotta eterogenea che comprende yacht da regata puri e barche da crociera di grandi dimensioni.
La partenza nel porto di La Valletta, tra le fortificazioni storiche e il tradizionale colpo di cannone, sarà come sempre uno degli spettacoli più suggestivi della vela offshore. Ma saranno le condizioni meteo, la gestione delle transizioni e la capacità di interpretare le lunghe fasi di vento leggero a decidere chi riuscirà a imporsi in una delle regate più tecniche e imprevedibili del Mediterraneo.
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