La Superyacht Cup Palma Richard Mille taglia il traguardo delle trenta edizioni nel modo più convincente possibile: con il tutto esaurito e una flotta che non si vedeva da quasi vent’anni. Ventiquattro yacht già confermati, lista d’attesa aperta e un’atmosfera che promette di essere quella delle grandi occasioni per l’appuntamento in programma dal 24 al 27 giugno nelle acque della baia di Palma di Maiorca.
«Poter celebrare sia il nostro 30° anniversario sia una delle flotte più numerose di sempre è una vera testimonianza del fascino duraturo delle regate armatoriali negli ultimi tre decenni», ha dichiarato Kate Branagh, armatrice e direttrice dell’evento.
«Mantenere e rafforzare la qualità e la diversità della flotta è sempre stato al centro del nostro lavoro, insieme all’offerta di regate di alto livello nella Baia di Palma e a un’atmosfera a terra unica, divertente e riservata.»
Non è solo una questione di numeri, anche se quelli raccontano molto. Il fatto che la più longeva regata europea dedicata ai superyacht riesca ancora ad attrarre armatori e barche di questo livello dice molto sulla formula dell’evento: una miscela riuscita di competizione vera e spirito conviviale, dove al centro resta sempre la figura dell’armatore al timone. È proprio questa dimensione “owner-driver” a distinguere Palma da molte altre regate del circuito, creando un equilibrio raro tra agonismo e piacere di navigare.
L’edizione 2026, però, va oltre la celebrazione. La flotta si presenta particolarmente varia e interessante, segno di una manifestazione capace di evolversi senza perdere identità. Accanto alle classi tradizionali, tornano protagonisti anche gli eleganti J Class, mentre debutta una divisione Multihull che intercetta una delle tendenze più evidenti della vela di alto livello. Una scelta che dimostra apertura e capacità di leggere il cambiamento.
Tra le novità più significative spicca anche la presenza di una flotta compatta di YYachts, ben otto unità che regateranno in una classe dedicata. Un segnale forte non solo per il cantiere, ma per tutto il movimento: quando un brand riesce a portare così tante barche dello stesso tipo in regata, significa che esiste una comunità solida, con una visione condivisa della vela performante ma accessibile agli armatori.
Chi conosce bene Palma sa che il campo di regata è uno dei suoi punti di forza. Condizioni affidabili, brezze termiche regolari e un layout che favorisce regate tecniche e ravvicinate: ingredienti ideali per barche progettate per esprimere il massimo delle prestazioni. Non sorprende quindi che molti veterani del circuito continuino a considerarla una tappa imprescindibile.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi all’aspetto sportivo. A terra, la Superyacht Cup mantiene quell’atmosfera raccolta e quasi “privata” che negli anni è diventata parte integrante del suo fascino. Il Race Village al Club de Mar–Mallorca torna a essere il cuore pulsante dell’evento, luogo di incontro tra armatori, equipaggi e addetti ai lavori, lontano dalle dinamiche più patinate di altri eventi.
Guardando l’elenco degli iscritti — da nomi ormai familiari come Svea e Win Win fino a nuove presenze pronte a mettersi in luce — è facile immaginare un’edizione combattuta e spettacolare. Ma, soprattutto, una festa della vela che celebra trent’anni di storia senza dare l’impressione di guardare al passato.
Se c’è un messaggio che arriva forte da questa trentesima edizione, è che la Superyacht Cup Palma Richard Mille non è solo sopravvissuta al tempo: è rimasta rilevante. E in un mondo della vela in continua trasformazione, non è un risultato scontato.
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