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AMERICA'S CUP

America's Cup: Luna Rossa sfida "’o maluocchio" e ne vince tre su tre

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redazione

Dopo tanto chiacchierare questa mattina a proposito delle previsioni, alle 14:00 il Golfo di Napoli ha dato il meglio di sé con 10-12 nodi di splendida brezza di mare proveniente da 210 gradi, che ha spinto gli AC40 a velocità ben superiori ai 30 nodi, sia di bolina che di poppa.

Le regate di prova nella vela sono piene di superstizioni e molti velisti fanno di tutto per non vincerle. Tuttavia, il team principale di Luna Rossa non ha seguito il copione superstizioso e ha lasciato il segno fin dall’inizio, dominando la flotta con margini enormi – anche fino a 500 metri – e vincendo tutte e tre le regate.

È stata semplicemente una lezione magistrale di velocità, precisione e pazienza da parte del rinnovato team Luna Rossa guidato da Peter Burling nel pod di destra, con il co-timoniere Marco Gradoni e i trimmer Maria Giubilei e Gigi Ugolini. In tutte e tre le partenze hanno adottato un approccio prudente rispetto ai loro standard, ma sono riusciti a farsi strada tra la flotta, a conquistare il comando e a sfrecciare via lontano. Luna Rossa ha interpretato il vento alla perfezione e ha navigato prevalentemente sul lato destro del percorso (guardando verso il vento), sfruttando la layline di dritta e interpretando i cambi di vento nella parte alta del percorso, in condizioni di vento da sud, che sono virate a sud-ovest nel corso del pomeriggio.

L'allenatore di Luna Rossa, Simone Salva, si è detto soddisfatto della prestazione offerta oggi da entrambe le sue squadre, e ha affermato: “Senza dubbio, entrambi i team hanno gestito molto bene la giornata. Penso sia stato fantastico vedere nella seconda regata un primo e un secondo posto, ed è stato straordinario il modo in cui Margherita e Max sono riusciti a districarsi da un paio di situazioni difficili, sia alla partenza che lungo il percorso”.

Il resto della flotta di AC40 ha opposto poca resistenza, anche se diversi team hanno mostrato sprazzi di velocità che hanno permesso loro di conquistare posizioni sul podio. La prestazione più notevole della giornata è stata quella dell’ARC Team USA, che ha dimostrato di aver trovato il proprio ritmo dopo gli allenamenti a Pensacola, in Florida, e a Napoli nelle ultime settimane. Harry Melges IV e Lucas Calabrese hanno mostrato fluidità nelle virate e nelle strambate – rendendo persino semplice una doppia strambata al cancello di poppa nella seconda regata – e hanno concluso al secondo posto nella classifica generale dopo le regate di prova, che non contano ai fini della classifica generale della regata.

Lucas Calabrese, co-timoniere insieme a Harry Melges IV, si è detto soddisfatto della giornata, ma ha mantenuto i piedi per terra affermando: “Siamo tutti piuttosto contenti di come è andata la giornata. Ovviamente, ci illuderemmo se pensassimo che sia già tutto fatto, giusto? La regata non è ancora iniziata e la strada per la Coppa del prossimo anno è ancora lunga. Ci stiamo concentrando semplicemente sul dare il meglio di noi stessi, cercando di essere buoni compagni di squadra, aiutandoci a vicenda, imparando a lavorare insieme, e oggi abbiamo visto che finora sta funzionando piuttosto bene. Quindi dobbiamo solo continuare su questa strada.”

Per il resto è stata una giornata difficile, in particolare per Emirates Team New Zealand, con Nathan Outteridge e Seb Menzies alle prese con alcuni problemi sulla linea di partenza che li hanno costretti a lottare per sfilarsi dal gruppo. Una buona regata nella seconda parte del pomeriggio ha dato un po’ di incoraggiamento al team, che farà un attento debrief. Con un piazzamento al terzo posto assoluto a fine giornata, Iain Jensen, trimmer di Emirates Team New Zealand e uno dei velisti top nel mondo, ha commentato la regata dicendo: “Un paio di volte abbiamo fatto delle partenze scadenti, e quando questo accade sei un po’ in balia degli eventi. Quindi cerchi di imboccare il bordo buono, cerchi di portarti a dritta, ma le tue opzioni sono comunque molto limitate. Per questo, quando trovi una buona occasione per rientrare in gara è un po’ come trovare una miniera d’oro, e sei sempre alla ricerca di quell’occasione”.

L’Emirates Team New Zealand è andato vicinissimo a fare la mossa del giorno con una partenza mure a sinistra nella seconda regata, dove saggiamente sono riusciti a sfilarsi all’ultimo momento. Jensen ha descritto quel momento dicendo: “Ci siamo andati molto vicini, ma forse non è una cosa che si tenta durante la regata di prova. Penso che sarebbero comunque entrati nel nostro ‘diamante’ (il confine virtuale attorno alle imbarcazioni AC40), quindi credo che il cambio di rotta sia stata la scelta giusta, ma ci abbiamo sicuramente pensato per un attimo!”

Il team Luna Rossa Women & Youth, con Margherita Porro al timone e Max Antoniazzi come co-timoniere, ha visto le sua performance migliorare nel corso del pomeriggio, mantenendosi regolarmente in testa alla flotta e mettendo sotto pressione il team principale. Alla terza regata della giornata il team appariva già affiatato e composto e sarà una forza da non sottovalutare per le prossime regate.

Margherita si è detta soddisfatta dei progressi, affermando: “È stata una bella giornata in mare, soprattutto per il nostro team senior. Per quanto ci riguarda, all’inizio della prima regata siamo andati bene, ma poi abbiamo avuto alcuni problemi con la barca. Abbiamo comunque fatto delle belle partenze in tutte e tre le prove e sono molto contenta di questo. Purtroppo, però, non siamo riusciti a portare a termine la prima prova perchè la nostra punta di scotta si è incastrata durante la fase di pre-partenza e la randa praticamente rifiutava di bolina a causa del cunningham; era difficile navigare, ma anche pericoloso perché le stecche rischiavano di rompersi, quindi abbiamo preferito non portare a termine la prova. Nel complesso, però, abbiamo fatto delle buone partenze e c’è stata una buona comunicazione tra me e Max (Antoniazzi). Max ha fatto un ottimo lavoro. Era il suo primo giorno di regata, quindi davvero ben fatto. Domani, credo, le condizioni saranno molto diverse e difficili, quindi vedremo.”

 

Il Challenger of Record, GB1, è rimasto in lizza per tutto il pomeriggio e ha chiuso a pari punti (non validi per la classifica) con Luna Rossa Women & Youth Team, rimpiangendo alcuni passi falsi che gli avrebbero permesso di ottenere un piazzamento migliore. Una caduta dai foil, causata da quello che sembrava un errore di comunicazione, ha rappresentato il momento più infelice, ma ci sono stati comunque molti aspetti positivi nel corso della giornata, come ha detto Dylan: “Oggi eravamo un po’ arrugginiti, penso. Si vedeva che non avevamo navigato tanto quanto alcuni degli altri team, ma per noi è stata un’occasione fantastica per vedere com’era il percorso di regata con quell’orientamento del vento. Più o meno lo stesso in cui prevediamo di regatare l’anno prossimo. È stato davvero interessante. Devo imparare a partire da sinistra! Non vedo l’ora che arrivino i prossimi giorni per continuare le regate.”

Emirates Team New Zealand Women & Youth team, guidato da Jake Pye, ha avuto una giornata altalenante, iniziata molto bene, con un secondo posto nella prima prova, per poi scivolare indietro a metà del gruppo con il susseguirsi delle regate, più a causa di errori di posizionamento che di problemi fondamentali. Una volta entrata nel gruppo di testa, la giovane squadra ha dimostrato grande compostezza. I kiwi sono veloci e lo skipper Jake Pye ha riflettuto su una giornata ricca di insegnamenti dicendo: “Abbiamo avuto davvero un ottimo inizio di giornata. Abbiamo disputato un’ottima prima prova e, continuando così per il resto della giornata, abbiamo acquisito una buona comprensione delle condizioni sul campo di regata. Ma sì, abbiamo avuto qualche intoppo e ci siamo ritrovati un po’ bloccati nelle retrovie... Sappiamo di poter dare di più, quindi cercheremo di sfruttare al massimo questo potenziale in vista di domani e del resto del weekend.”

 

Per Tudor Team Alinghi e La Roche-Posay Racing Team è stata una giornata difficile, con errori, penalità e problemi alle barche che hanno influito negativamente sui risultati dei due team.
Pietro Sibello, trimmer di Tudor Team Alinghi, ha commentato con realismo la giornata dicendo: “Di sicuro non è stata la giornata migliore per noi in acqua, ma è stato fantastico oggi poter fare un po’ di allenamento con l’intera flotta. Abbiamo fatto qualche partenza non buona. Un paio di penalità di troppo che avremmo potuto evitare e, a volte, è stato difficile mantenere la rotta rispetto alle altre imbarcazioni. Quindi c’è molto da fare in questo momento per migliorare in vista di domani".

Anche Diego Botín, co-timoniere di La Roche-Posay Racing Team, ha ritenuto che, dal punto di vista delle prestazioni, ci fosse ancora molto margine di miglioramento per il team francese, e ha affermato: “Abbiamo delle buone sensazioni su alcune cose e siamo fiduciosi di poter disputare buone regate; allo stesso tempo, però, non abbiamo navigato molto con l’AC40 perché non toccavamo la barca dall’ultima regata dell’America’s Cup a Cagliari. Quindi stiamo imparando in fretta. Oggi è stata una giornata in cui abbiamo imparato molto e, onestamente, non sappiamo dove arriveremo, ma non vediamo l’ora di scoprirlo. Siamo fiduciosi di poter disputare delle buone regate, come ho detto, e se riusciremo a trovare questa costanza nel corso del weekend, potremo lottare in cima alla classifica.”

Hannah Mills OBE, skipper di GB2, ha ribadito gli aspetti tecnici di questo campo di regata, affermando: “È stata una giornata difficile in termini di risultati, ma riguardo a ciò su cui volevamo lavorare, ovvero le partenze, è andata bene, abbiamo avuto alcune partenze davvero ottime. Siamo solo andati un po’ lenti in alcune situazioni e, onestamente, un piccolo errore alla boa di bolina, e quella boa è così stretta che se sbagli un incrocio o viri in un corridoio un po’ sfavorevole, vieni semplicemente risucchiato in fondo al gruppo.”

Domani ci sarà ancora tutto da giocare con tre regate in programma a partire dalle 14:00 e, con il meteo che si preannuncia difficile, potrebbe essere una di quelle giornate in cui non si riesce a vincere la regata, ma si riesce certamente a perderla. Il Golfo di Napoli potrebbe rivelarsi davvero insidioso.

 PH. Ian Roman


24/09/2026 21:02:00 © riproduzione riservata






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