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AMERICA'S CUP

Vasco Vascotto: "So chi vincerà la Coppa America"

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redazione

Direttamente da www.Vsail.info riportiamo l'intervista rilasciata ieri da Vasco Vascotto a Pierre Orphanidis.

E' un Vasco Vascotto in piena quello che parla ai microfoni di VSail.info, nuova creatura digitale di Pierre Orphanidis. Il campione triestino non usa certo il guanto di velluto nei confronti dell'America's Cup voluta da Oracle Racing che, secondo lui, nel delineare il nuovo format della manifestazione non si è mosso con l'atteggiamento di chi pensa al bene della vela.

Vasco cosa vuoi raccontarci? Perché sei critico nei confronti della nuova Coppa America?
Più che arrabbiato, sono deluso. Deluso perché sembra che chi ha vinto in maniera legittima l'ultima Coppa America non abbia pensato a fare il bene della vela.

La Coppa America è sempre stata così. Il Defender fa quello che vuole...
Che il Defender faccia quello che vuole va benissimo, ma il Defender deve anche aspettarsi delle critiche da parte dell'ambiente. Credo che il mio sia un pensiero condiviso dal novantotto per cento dei velisti. Forse il due per cento sarà felice di questo nuovo cambiamento, ma il novantotto per cento dei velisti è assolutamente contrario e penso che lo sia anche l'ottanta per cento dei giornalisti con i quali ho parlato. Che poi non si espongano per paura di ritorsioni o di rimanere fuori da un giro è un altro discorso. Ma in banchina, dopo quarant'anni di vela, posso dire che non c'è mai stato tanto mal contento come quello che si è creato in seguito alla decisione di fare la Coppa America con i catamarani.

Dici questo perché al momento sei fuori dai giochi? Sei mosso da un sentimento personale?
Guarda, personalmente non ho mai avuto tanto lavoro come adesso. Sono estremamente contento di quello che sto facendo. Sto semplicemente dicendo quello che gli altri non dicono o hanno paura di dire. Noto che tutti hanno paura di riportare quello che si dice normalmente a margine delle regate. La Coppa America con i catamarani è un evento di pochi, almeno per adesso; non è una Coppa America che costerà poco, com'è stato propagandato; non è una Coppa America fair, perché già sappiamo chi sarà il vincitore della prossima edizione, questo appare abbastanza evidente. Di conseguenza, nell'ultima edizione gli americani si sono battuti per una Coppa equa e competitiva, ma non mi sembra si stiano comportando altrettanto bene. Non mi sembra ci siano grandi trattative tra loro e il Challenge of Record, almeno questo è quello che ho sentito da amici interni al team. Il tutto mi fa pensare che la prossima Coppa America non sarà un grande successo e comunque, per adesso, non lo è stato. Mi sembra infatti che si voleva svegliare l'attenzione verso una Coppa America diversa e nuova si sia mancato il bersaglio. Tutta questa attenzione non c'è. C'erano molti più iscritti per la Coppa di Valencia sui 90 piedi che non per la Coppa pensata da Oracle Racing. La crisi c'era già nel 2008-2009, anzi, adesso ne stiamo uscendo. Dovrebbe esserci più entusiasmo. Nel 2007 a Valencia c'erano mille persone coinvolte, tra velisti e addetti ai lavori. La prossima sarà una Coppa che impegnerà cinquanta, ottanta, cento persone. Se questo è lo show. Se è questo che si intende quando si dice di voler fare il bene della vela, mi sembra che siamo fuori strada. E' un opinione personale, non voglio smontare la prossima Coppa America, cui auguro il più grande successo, ma stiamo andando dalla parer sbagliata. Il disappunto dei velisti si è visto a Key West al momento delle premiazioni, quando qualcuno è salito sul palco ed è stato fischiato.

Proprio oggi (ieri n.d.r) hanno presentato il sesto sfidante, a Parigi. Si parla inoltre di potenziali challenge provenienti da Cina e Corea. Potrebbe il futuro non essere così nero come lo dipingi tu? Già sei iscritti non sono pochissimi...
Non guardo il nero, ma sicuramente quello che stiamo vedendo non è ne verde, ne rosa, ne azzurrino. Qualora ci sia qualcuno che mi vuole smentire, beh è qualcuno che fa come gli struzzi e nasconde la testa sotto la sabbia. Il fatto che, solo pochi giorni fa, il Challenger of Record abbia dichiarato che non riesce a trovare i soldi vuol dire che quello che stanno facendo non attrae gli investitori. Se lo fosse stato, un team come Mascalzone Latino, che nelle ultime edizioni ha sempre trovato i fondi necessari per partecipare, non si sarebbe ritrovato in questa situazione.

Non si può paragonare la situazione economica del 2003-2004 con quella attuale. A quel tempo, in Italia e in Spagna, c'era euforia, oggi c'è una forte crisi economica...
Cinque anni fa si. Ma due anni fa, quando c'erano venti iscritti per la Coppa sui 90 piedi che hanno versato soldi per iscriversi, la crisi già si sentiva. Questa nuova formula, che dove a portare entusiasmo, ti pare abbia portato entusiasmo?

Posso dirti che almeno si vede l'ingresso di paesi nuovi, come l'Australia, due team francesi...
Ma sei sicuro che ci saranno? Sarei felice se tutto andasse per il meglio. Lascia perdere l'interesse personale. Sto esprimendo il pensiero del novantotto per cento dei velisti. Di questo sono non certo: sono certissimo. E, come dicevo, dell'ottanta per cento dei velisti. Tutti si chiedono perché non si è fatta la Coppa con i monoscafi. Un evento tradizionale, che avrebbe dato lavoro a tutti. Erano tutti pronti a partire. Team Origin era pronto a partire. Team New Zealand stesso esprime ancora dei forti dubbi. E' vero, ci saranno probabilmente dei team nuovi, speriamo che portino una nuova ventata. Io ancora non li ho visti, non sono sicuro ci siano. E poi ci sono i francesi. Oggi Team Energy ha dichiarato un budget di 70 milioni. Alla faccia del risparmio. Alla faccia del fatto che, siamo a febbraio, e ancora non si sa dove saranno le prossime regate. Io non vedo tutta questa programmazione. Vedo della gente che sta lavorando, mi auguro con entusiasmo. Però già oggi posso dirti chi vincerà la prossima Coppa America. Ricordati che l'ultima Coppa è stata bloccata perché non era fair. Allora dico: se loro erano Cappuccetto Rosso e Alinghi il lupo cattivo, voglio capire chi è Cappuccetto Rosso questa volta, perché intorno vedo solo lupi cattivi.

Al momento, però, non c'è alternativa. Il passaggio ai catamarani non potrebbe essere positivo? Non potrebbe essere come passare dalla bicicletta alla moto?
Dire che si passa dalla bicicletta alla moto è come dire che si passa da una cosa antica a una più moderna. Innanzi tutto lasciami dire che il catamarano esiste da cinquanta, settant'anni. O anche più. Non c'era bisogno di vincere la Coppa America per fare la rivoluzione. I catamarani esistevano già. Se per tanti anni la Coppa è esistita in un certo modo, vuol dire che un motivo c'era. La Coppa del 2007 è stata la più bella in assoluto. Non mi pare di ricordare un solo momento di crisi. Zero assoluto. Se si vuole cambiare la Coppa più bella di sempre con qualcosa di diverso, devi puntare su qualcosa di certo. Ora faccio io una domanda a tutti: vi sembra che la rivoluzione proposta ha portato con sé dei benefici? La risposta mi sembra assolutamente chiara. E poi, non sono così convinto che una gara in moto sia più entusiasmante di una gara in bicicletta. Sempre che entrambe siano eque e sane... Alla prossima Coppa America parteciperanno team con undici velisti, mentre prima in barca si andava in diciassette o trentaquattro a seconda di quante barche si mettevano in acqua...

...costruendo due barche puoi impegnare ventidue velisti...
...contro i trentaquattro-trentacinque di prima. Se i budget vengono tagliati a spese delle risorse umane mi sembra che non si stia facendo il bene della vela. La vela, per essere promossa, deve portare tanti velisti in acqua. Non sempre meno velisti in acqua. Mettiamoci dei motori, mettiamoci qualche altra cazzotta, così andremo a fare le regate virtuali, davanti al computer. E poi è tutto da dimostrare che le regate con i catamarani saranno più belle e divertenti. Spero davvero di non essere l'unico a parlare in tal senso. Io mi prendo le mie responsabilità, lo sto dicendo a te e lo dirò anche ad altri, in quanto mi sembra logico che qualche critica arrivi alle orecchie di chi sta comandando adesso. Io ho ascoltato in silenzio le critiche che sono state avanzate ad Alinghi in passato e ho ascoltato in silenzio tutti i proclami di Oracle del passato. Mi aspettavo da lui, che ha fatto tanto casino, qualcosa di meglio, un po' più di serietà. Viva il circuito MedCup, questo lo posso urlare chiaramente, e il fatto che ci siano, in un momento di crisi come questo, sei-sette barche nuove iscritte è il chiaro sintomo che la gente ha voglia di qualcosa di serio sui monoscafi, di quanto la gente voglia i monoscafi e che i team preparati vogliono i monoscafi. Questo è evidente. E la MedCup non è un circuito alla portata di tutti, specie in un periodo di crisi come questa. Eppure, evidentemente, ce n'è necessità. Quello che posso affermare è che fino all'altro ieri il team favorito per vincere la prossima Coppa America era Team New Zealand e, secondo me, queste nuove regole, sono state fatte quasi essenzialmente per penalizzare un team forte come lui. Preparato, serio, con velisti che hanno fatto la gavetta. Che hanno perso, ma hanno anche vinto la Coppa. Così facendo li hanno smembrati. Vecchi velisti, che ormai avevano creato un gruppo, sono stati smobilitati. Team New Zealand ormai è un team fatto di poche persone: sempre che vada avanti. Ha perso ormai tutta la sua forza. Per Team Origin è la stessa cosa. Era un team pronto, probabilmente, a vincere la prossima Coppa. Facendo così lo hanno smembrato, gli hanno levato il loro potere. Lo hanno reso debole, come hanno fatto con Team New Zealand. Allora, se questo è il metodo per vincere la prossima Coppa America, a me sembra una cazzata. Se non ci piace il catamarano, almeno affidiamoci all'aspetto sportivo. Nello sport della vela c'erano dei team preparatissimi, seri, che avevano fatto i passi giusti: sono stati smontati. Gli è stato detto: "Da oggi in poi si va con i catamarani. Visto che siete forti lo facciamo con catamarani in cui si va in undici, così la metà delle persone che avevate contattato resta a casa". Queste sono le strategie e le cose che fanno male alla vela.

Credi che a lungo termine la coppa con i catamarani faccia male alla vela quindi? E il fatto che magari nel 2017 o nel 2020 ci possa essere un nuovo team forte come, ad esempio, Artemis?
Nel 2017 Artemis sarà fortissimo? Son felice per loro. Io so solo che nel 2011 la Coppa America, invece di aver fatto un passo avanti, si ferma. Tutti eravamo felici quando Oracle ha vinto nel 2010 contro Alinghi. Abbiamo detto: "Inizia un nuovo mondo, una nuova era. Finalmente". Ora vi faccio una domanda io: siete ancora così felici o avete qualche dubbio in più? Io non sono colui che ha il senso della verità, ma dico che la Coppa del 2007 è stata la più bella della storia della vela. C'è qualcuno che può dire il contrario? No, non c'è nessuno e ne sono convinto. La cosa che serve alla prossima Coppa, grazie al vostro servizio di giornalisti e blogger, è la visibilità. Se adesso mi stai intervistando è perchè grazie a quella del 2007, a quel tipo di Coppa America, siamo diventati più famosi e non sono convinto che quelli che usciranno dalla prossima America's Cup avranno altrettanta visibilità. Questo per farti capire che stiamo facendo un passo indietro. E non dovrebbe esse così.

Ora parliamo un po' di te. Cosa farai in questa stagione?
Io sarò nel circuito Audi MedCup con Matador, il TP52 di Alberto Roemmers, che ad aprile presenterà il nuovo team e, diciamo così, un nuovo sponsor, ma soprattutto un nuovo yacht club molto serio...

Si, ho sentito parlare di Audi Azzurra Sailing Team, giusto?
Beh, aspettiamo l'ufficialità prima di dire qualcosa. Comunque sono molto contento, perché è una grande opportunità per me regatare nel circuito più organizzato e professionistico del momento. Poi non mancherò in altri eventi, come la Primo Cup di Montecarlo, il mondiale Farr 40 a Sydney, i Melges 32 a Miami. Insomma, le regate non mi mancano...

...dalle tue parole si deduce che non sei un velista in cassa integrazione e non dici le cose che hai detto contro la prossima Coppa America perché non riesci a trovare un team che ti assuma.
No, no, no. Guarda, gli impegni non mi mancano. Sto bene e son contento. Ma probabilmente anch'io, qualora ci fosse l'opportunità, farei la Coppa con i catamarani. Ma ripeto, per me è un grande passo indietro. Anche Team New Zealand sarà costretto a fare i catamarani, come altri team. Ma tra essere costretti ed essere contenti c'è una grossa differenza ed è tutta un'altra cosa. 
So che molta gente non sarà d'accordo con ciò che sto dicendo e ho detto, ma non mi stancherò mai di ripeterlo: l'ottanta per cento dei giornalisti e il novantotto per cento dei velisti concorda con me.


10/02/2011 10:55:00 © riproduzione riservata






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