VELA - Passata una burrasca, meteorologica, un’altra, agonistica ha imperversato ieri alla Skandia Sail for Gold: la giornata delle medal race, con tutta la sua azione e drammaticità. Con dieci classi e trenta medaglie da decidere, tutto è stato all’insegna della lotta e dell’incertezza. Dopo una settimana di tempo avverso, finalmente Weymouth ha regalato una bella giornata di sole con una brezza perfetta intorno ai 15 nodi per le prove di apertura, che poi è aumentato fino a 20/22 per le medal race del pomeriggio. L’azione si è svolta su due campi di regata, uno interno al porto e l’altro di fronte allo “stadio” Olimpico nella zona del Nothe.
Laser Tom Slingsby era l’uomo da battere, cinque punti di vantaggio sul tedesco Philipp Buhl, secondo. Ma, quando la flotta ha raggiunto la boa al vento, Slingsby aveva un solo avversario nel mirino, il britannico Paul Goodison. Quinto prima della medal race Goodison, la medaglia d’oro nei laser a Pechino, aveva un piano, partito in boa è andato subito a sinistra, spaiando le carte. Alla prima boa di bolina Slingsby girava primo, con Goodison a una lunghezza dietro. La coppia si è data battaglia per tutto il lato di poppa, lasciandosi alle spalle il resto della flota, poi nelal seconda bolina Slingsby, che non è mai stato battuto sul campo di regata che ospiterà le regate olimpiche di Londra 2012, decideva di andare in copertura, lasciando Goodison a combattere con il resto degli avversari mentre il vento ricompattava la flotta nell’ultima poppa. Sulla linea passavano quindi Slingsby, poi il connazionale . Tom Burton e Andy Maloney. Un risultato che ha regalato l’argento a Burton, doppietta australiana, e ha lasciato il bronzo al tedesco Philipp Buhl mentre Goodison ha dovuto accontentarsi del quarto posto.
470 Uomini I campioni mondiali in carica, gli australiani Belcher e Page hanno dominato la classe 470 per tutta la settimana trovando come contendenti più seri al titolo gli inglesi Luke Patience e Stuart Bithell. E, sulla linea di partenza della medal race, sono stati proprio i britannici a controllare gli australiani, un controllo che hanno mantenuto fino alla prima bolina. Tuttavia Belcher e Page sono abilmente riusciti a “infilarsi” interni in boa, e hanno poi condotto per tutto il resto della prova in maniera molto convincente. Patience e Bithell hanno mantenuto la seconda posizione, che ha dato loro l’argento mentre il bronzo è andato ai neozelandesi Paul Snow-Hansen e Jason Saunders, che hanno concluso la medal con un solido quarto posto.
Laser Radial Nel corso della settimana, questa è stata la flotta dove la battaglia è stata più accesa, con una classifica cortissima dato che le prime tre sono andate alla medal race separate da un margine esilissimo. Lijia Xu, Alison Young o Sari Multala potevano ragionevolmente puntare all’oro. E, tuttavia, la migliore partenza l’ha fatta vedere l’olandese Marit Bouwmeester che purtroppo era entrata nella medal con un inusuale sesto posto e poi ha subito una penalità alla prima boa. La cinese Lijia Xu, elader provvisoria, ha toccato la boa uscendo dalla lotta per la vittoria, facendola cadere dal quarto al nono posto nella prova decisiva. L’inglese Alison Young che aveva un solo punto di distacco dalla Xu, girava seconda la boa al vento e riusciva a mantenere la posizione fino al traguardo battuta solo dalla irlandese Annalise Murphy che con la vittoria è risalita al terzo posto overall. Terza la finlandese Sari Multala, che ah quindi strappato l’argento finale alla cinese Lijia Xu.
470 donne Le neozelandesi Jo Aleph e Olivia Powrie partivano da una posizione tranquilla, con nove punti di vantaggio sulle più immediate inseguitrici, le francesi Camille Lecointre e Mathilde Geron, e hanno potuto regatare praticamente da sole. Ma c’era ancora la battaglia per l’argento e il bronzo con soli quattro punti fra le francesi e le campionesse mondiali in carica, le inglesi Hannah Mills e Saskia Clark. Una brutta partenza per le britanniche, che rompevano una parte del timone proprio a pochi minuti dallo start, le portava a inseguire e anche la regata delle francesi non andava secondo i loro piani, tanto da far loro girare la prima boa in nona posizione. Le inglesi tuttavia riuscivano a recuperare meglio, e sembrava che la lotta fosse fra loro e le brasiliane Martine Grael e Isabel Swan – con le due coppie a pari punti alla vigilia della medal race. Nell’ultima strambata prima del traguardo, però le americane Amanda Clark e Sarah Lihan, riuscivano a passare tutte le avversarie cogliendo una vittoria che le portava all’argento lasciando Mills e Clark a battagliare con le brasiliane e cogliendo il bronzo. Nono posto per le italiane Giulia Conti e Giovanna Micol, che chiudono quindi la Skandia Sail for Gold al decimo posto overall.
49er Quando sono scensi in campo i 49er, il vento si era rinforzato andando intorno ai 19 nodi, con raffiche fino a 23. I francesi Emmanuel Dyen e Stephane Christidis hanno navigtato perfettamente, conducendo dall’inizio alla fine e chiudendo con un vantaggio di trecento metri sulla linea. Entrati in medal race al secondo posto, dietro agli australiani Nathan Outteridge e Iain Jensen, che dovevano a tutti i costi finire quarti o meglio per mantenere l’oro provvisorio. Settimi alla boa di bolina, gli australiani riuscivano a recuperare fino, appunto al quarto posto, ottenendo la vittoria e lasciando ai francesi l’argento. In lotta per il bronzo i britannici Steve Morrison e Ben Rhodes, entravano in medal con un sesto posto, ma malgrado una bella regata conclusa in seconda piazza, non riuscivano a sopravanzare i connazionali Dylan Fletcher e Alain Sign, che con un sesto coglievano il bronzo.
RS:X donne Una delle atlete più continue questa settimana alla Skandia Sail for Gold Regatta è senza dubbio stata la polacca Zofia Noceti-Klepacka, che ha messo in fila una serie di primi e secondi posti davvero impressionante, tanto da avere un vantaggio di 17 punti sulla seconda, la spagnola Marina Alabau che a sua volta, prima della medal, aveva 15 punti sulla terza. La Noceti-Klepacka ha concluso in bellezza, ottenendo l’ennesimo primo mentre Marina Alabau con un ottavo posto riusciva pure a salire sul secondo gradino del podio. Alle spalle del duo di testa, un gruppetto molto compatto con soli due punti fra la ucraina Olga Maslivets terza e la quinta, l’italiana Alessandra Sensini. Al termine di una regata molto combattuta, l’ultimo posto disponibile sul podio è andato Lee Korzits grazie a un secondo nella medal. Settima Alessandra Sensini, che ha dunque chiuso al quinto posto overall.
RS:X uomini Il francese Julian Bontemps si è presentato sul campo di regata con un vantaggio do otto punti sull’olandese Dorian van Rijsselberge. In una regata a bastone, molto veloce con i windusrfer che toccavano i 25 nodi di velocità, è stato quest ultimo a prendere il controllo, vincendo la medal race, mentre Bontemps finiv solo quinto. I due si ritrovavano a pari punti, ma l’oro andava a Dorian van Rijsselberge per la vittoria nella prova decisiva. Argento al francese quindi e bronzo all’inglese Nick Dempsey, terzo anche nella medal.
Finn Giles Scott, il giovane avversario del campionissimo Ben Ainslie si è trovato perfettamente a suo agio nelle condizioni di vento teso di questa settimana sul campo di gara di Weymouth e Portland. Unica macchia di uno score quasi pulito un ventunesimo posto nel primo giorno, ma Scott si è comunque presentato con un vantaggio di 12 punti sulla linea della medal. Anslie è partito meglio, ma Scott ha optato per un bordeggio migliore, lasciando il rivale a combattere per ritornare nelle prime posizioni. Mentre Scott volava fino alla seconda posizione, Ansie ha fatto un errore del tutto strano per lui, scuffiando al cancello. Scott, libero, ha vinto la medal race, ottenendo quindi anche il successo overall mentre la lotta per le posizioni di rincalzo era tutta fra l’americano Zach Railey e l’olandese Pieter Jan Postma, che dovevano mettere cinque posti fra di loro e Ansie per privare il campione olimpico inglese dell’argento. Postma finiva quinto, non abbastanza per salire sul secondo gradino del podio che andava a Ainslie per un solo punto
Star Nella classe dei “pesi massimi” i campioni mondiali in carica, Iain Percy e Andrew Simpson si presentavano alla medal con un solo punto di vantaggio sui rivali di sempre, i brasiliani Robert Scheidt e Bruno Prada, con irlandesi e canadesi distanziati di soli due punti. In partenza i britannici optavano per la sinistra, ma era il lato destro del campo a pagare, un incrocio mura a destra/sinistra nella prima bolina costringeva i brasiliani a una penalità, facendoli cadere in fondo alla flotta. Erano dunque gli irlandesi O’Leary e Burrows, secondi al cancello di poppa, a occupare la pole position per l’oro, lasciando i britannici e i brasiliani a contendersi argento e bronzo. Nella seconda bolina Scheidt sceglieva ancora la destra e Percy la sinistra e sulla boa al vento i brasiliani erano sesti, con gli inglesi ottavi. Intanto il vento era salito fino a 20/23 nodi, condizioni qualsi al limite per i sottili alberi delle Star, ma Scheidt e Prada riuscivano comunque a tornare quarti, gli irlandesi scendevano in terza piazza ma un piazzamento comunque sufficiente per ottenere l’oro. Alle spalle di O’Leary e Burrows, Scheidt e Prada si aggiudicavano l’argento e Iain Percy e Andrew Simpson il bronzo.
Match Racing Le atlete del Match Racing sono state costrette a una partenza anticipata per poter disputare i quarti, le semifinali e le finali, cominciando alle 8 del mattino e dando vita a una giornata molto intensa. Nei quarti le russe Ekaterina Skudina, Elena Oblova e Elena Siuzeva battevano le spagnole Tamara Echegoyen, Angela Pumariega e Sofia Toro due a zero; le francesi Clarie Leroy, Elodie Bertrand e Marie Riou avevano la meglio con lo stesso punteggio sulle neozelandesi Stephanie Hazard, Jenna Hansen e Susannah Pyatt, mentre le americane Anna Tunnicliffe, Molly Vendemoer e Debbie Capozzi battevano le finlandesi Silja Lehtinen, Silja Kanerva, e Mikaela Wulff e quindi le australiane Olivia Price beat Lucy MacGregor due a uno. Nelle semifinali, combattutissime, la skipper australiana Olivia Price vinceva sulla russa Skudina due a zero mentre la transalpina Claire Leroy sull’americana Anna Tunnicliffe, sempre per due a zero. E’ stata quindi una finale Francia contro Australia con la Price a conquistare la vittoria sulla Leroy, la piccola finale e il bronzo sono andate alla Tunnicliffe.
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