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Il Gavitello d’Argento Challenge Trophy Bruno Calandriello 2018

il gavitello 8217 argento challenge trophy bruno calandriello 2018
redazione

Mancano poco più di 100 giorni all’inizio della quinta edizione del Trofeo Gavitello d’Argento-Challenge Trophy Bruno Calandriello, regata per squadre di club composte da tre imbarcazioni, che si disputerà dall’8 al 10 giugno nel bellissimo specchio di mare antistante la sede dello Yacht Club Punta Ala, ideatore e organizzatore dell’evento.
La quinta edizione del Trofeo Gavitello d’Argento-Challenge Trophy Bruno Calandriello è presentata sul canale youtube dello Yacht Club Punta Ala, con una video conferenza realizzata in studio alla quale hanno partecipato il presidente YCPA Alessandro Masini, il direttore sportivo YCPA Filippo Calandriello e alla quale sono intervenuti l’armatore Enrico De Crescenzo (iscritto a tutte le edizioni disputate fino a oggi, vincitore del Gavitello d’Argento nel 2016 e secondo classificato all’ultima edizione del Challenge Trophy Bruno Calandriello) e il velista Pietro Fiammenghi.
Il Trofeo Gavitello d’Argento-Challenge Trophy Bruno Calandriello riprende il formato che in passato ha dato vita alle più importanti regate internazionali di vela d’altura, prime fra tutte l’Admiral’s Cup e la Sardinia Cup. È quindi riservato a squadre in rappresentanza di un club, italiano e straniero. Ci possono essere più team che rappresentino uno stesso sodalizio. Ogni selezione dovrà schierare tre imbarcazioni, di lunghezza compresa tra 31 e 60 piedi (9,45-18,40 metri) appartenenti ai sistemi di stazza ORC e IRC, ma con l’obbligo di schierare almeno una barca appartenente a uno dei due (quindi ogni squadra potrà scegliere se presentarsi con due scafi ORC e uno IRC o, viceversa, con due IRC e uno ORC). 
Mentre il Trofeo Gavitello d’Argento sarà assegnato individualmente agli armatori delle barche vincitrici delle singole classifiche generali delle divisioni IRC e ORC, il Challenge Trophy Bruno Calandriello sarà assegnato al club che avrà realizzato il miglior risultato di squadra, dato dalla somma dei piazzamenti delle barche che lo rappresentano. Il programma prevede una serie di regate attorno alle boe su percorso a bastone, per un massimo di tre al giorno, e una regata costiera con il percorso che sarà disegnato dal Comitato di Regata in base alle condizioni meteo. Per ogni prova, tutte con lo stesso coefficiente di punteggio, i team avranno la possibilità di scartare il risultato peggiore tra quelli ottenuti dalle tre imbarcazioni.
Nell’albo d’oro del Challenge Trophy Bruno Calandriello figurano lo Yacht Club Parma (vincitore di due edizioni, nel 2014 e 2016), lo Yacht Club Costa Smeralda (2015) e il Club Nautico Marina di Carrara (2017).
Oltre al Trofeo Gavitello d’Argento e al Challenge Trophy Bruno Calandriello saranno assegnati il Trofeo Yacht Club Punta Ala, alla prima barca classificata con timoniere Corinthian (non professionista) di entrambe le divisioni (IRC e ORC) e uno speciale trofeo per la combinata Gavitello d’Argento-151 Miglia, riservato alle imbarcazioni (ORC e IRC) che la settimana prima avranno partecipato anche alla regata d’altura organizzata dallo Yacht Club Punta Ala con lo Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa e con lo Yacht Club Livorno con partenza il 31 maggio da Livorno-Marina di Pisa e arrivo proprio a Punta Ala.
Il Gavitello d’Argento-Challenge Trophy Bruno Calandriello è una regata ideata per ricordare lo storico Presidente dello Yacht Club Punta Ala, noto ortopedico italiano nonché armatore di successo. Bruno Calandriello ha fondato la nuova sede dello YCPA nel 1995, è stato artefice delle prime due campagne di Coppa America con Luna Rossa e di tante regate internazionali. Dopo la sua scomparsa, nel 2013, il figlio Filippo ha voluto creare un trofeo in cui il legame tra armatore, equipaggio e l’orgoglio di scendere in acqua per rappresentare i colori e la storia del proprio circolo fossero fortissimi. Questo era lo spirito con il quale amava regatare suo padre.
Filippo Calandriello, direttore sportivo Yacht Club Punta Ala: “Per me è sempre un momento di grande emozione quando si disputa il Gavitello d’Argento. Il Challenge Trophy Bruno Calandriello è infatti nato in ricordo di mio padre, per celebrare quella che era la sua passione più grande nel mondo della vela, ovvero le regate a squadre. Lui fece parte della compagine italiana che vinse la Sardinia Cup nel 1978 e partecipò a diverse selezioni per l’Admiral’s Cup. Mi ha trasmesso l’importanza dello spirito di squadra che caratterizzava il team italiano che cercava di vincere questi importanti appuntamenti internazionali. Con lo Yacht Club Punta Ala abbiamo voluto replicare lo spirito di quelle grandi regate, attraverso la partecipazione di squadre di club".
Alessandro Masini, presidente Yacht Club Punta Ala: “Oltre che per ricordare lo storico presidente Bruno Calandriello, grazie al quale molti di noi ancora lavorano all’attività dello Yacht Club Punta Ala, organizziamo con molto piacere il Gavitello d’Argento-Challenge Trophy Bruno Calandriello perché abbiamo ripreso in mano un formato molto affascinante, ma che nel tempo era stato abbandonato. L’Admiral’s Cup e la Sardinia Cup hanno rappresentato in passato l’espressione di una vela agonistica d’altura di massimo livello mondiale. Noi abbiamo deciso di ricreare quel tipo di regata, ma ripartendo dalla base, ovvero aprendolo a squadre di club anziché team nazionali. Il nostro obiettivo è far crescere la manifestazione nel tempo, perché una regata di questo tipo ha prima bisogno di una base molto solida. Quest’anno si disputerà la quinta edizione del Gavitello d’Argento-Challenge Trophy Bruno Calandriello e si cominciano a vedere velisti sempre più forti, su barche preparate sempre meglio”.
Enrico De Crescenzo, armatore del Grand Soleil 46 Pierservice Luduan, vincitore del Trofeo Gavitello d’Argento nel 2016 e secondo classificato per il Challenge Trophy Bruno Calandriello nel 2017 con la squadra del Circolo Nautico e della Vela Argentario: “Questa è una regata dal fascino particolare, dove emerge uno spirito di solidarietà tra i diversi equipaggi che solitamente non si respira nelle altre regate della stagione. Regati occupandoti e preoccupandoti delle prestazioni dei tuoi compagni di squadra, con i quali ci si confronta a lungo anche a terra al termine delle prove”.
Pietro Fiammenghi: “Mi piace partecipare a questa regata che è veramente unica nel calendario nazionale di vela d’altura. Il campo di regata di Punta Ala, poi, è stupendo, uno dei primi ad innamorarsene fu il Re di Spagna che lo ricordiamo sempre presente alle manifestazioni organizzate dallo Yacht Club Punta Ala con l’inseparabile Bribon. Le condizioni di vento e le correnti che si creano nel golfo di Follonica lasciano sempre aperto l’esito della regata, figuriamoci poi in una regata fra team”.


13/02/2018 19:59:00 © riproduzione riservata






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