Da qualche parte dovevo pur ricominciare dopo la Dakar Guadalupa e quindi perché non dalla regata dei cetacei, antitesi dello stress e della competitività (almeno in teoria). Diciamo subito che di cetacei non se ne sono visti. Neanche l'ombra! In compenso poco vento e tanto freddo, con circa 70 barche alla partenza, con 4 Class 40 e la stupefacente Kuka Light, il monoscafo dello svizzero Franco Niggeler , che fila come un catamarano. E guardando lo svizzero…. ho rimpianto le incredibili emozioni che ci dava il nostro catamarano. Chissà dove sarà adesso!
La prima cosa da dire è che è stata dura riabituarsi al freddo e alle barche "normali", anche perché a bordo avevo poco da fare. Ho fatto il terzo incomodo su Courrier de l’Odet, il Pogo 40 con cui Andrea Fantini e il mitico Massimo Juris faranno la Roma per 2. Per loro era l’ultimo allenamento serio e quindi non mi hanno fatto toccare palla. Il mio compito principale è stato quello di fare foto e panini.
Comunque è stato un bell’andare e ogni volta che salgo su barche di questo tipo rimango stupito dalla facilita con cui, in equipaggio ridotto, si riesce farle andare veloci. Non potevo fare a meno di guardare i numerosi e agguerriti equipaggi su barche più normali affannarsi per poi restarti dietro.
La regata era iniziata malino, con me che alla partenza tagliavo una cima finita nell'elica. Ma la bonaccia incombente non ha fatto andare molto avanti i nostri avversari , e appena è entrato un po' di vento i Class 40 sono subito scattati all'inseguimento della leggera e tecnologica Kuka Light per contendersi comunque solo gli altri gradini del podio. Per il primo non c’era partita. La classifica ha poi subito qualche rimescolamento nelle bonacce vicino alla Gorgona, in cui impotenti abbiamo visto sfilare via il Class 40 con a bordo un Tommaso Stella in grande forma e Susy Bayer.
Ci siamo dovuti accontentare di arrivare alle spalle di un imprendibile Kuka Light e di Medigest. È stata comunque una regata piacevole, in cui si respira la gioia di fare una competizione senza avere il coltello tra i denti e la piacevole impressione di giocare con gli amici. Di cetacei, come detto, non ne abbiamo visto neanche un pezzettino, ma abbiamo fatto scorta nella nostra memoria di nuvole incredibili dipinte su cieli incredibili. Neanche fossimo in Oceano! Forse meglio…
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