Alex Thomson ha praticamente fermato il suo Imoca 60 Hugo Boss per poter effettuare le riparazioni necessarie ad una trave longitudinale posta a prua della sua barca.
E’ un’operazione assolutamente indispensabile per poter proseguire in sicurezza, perché il prossimo appuntamento, dopo il Capo di Buona Speranza, sarà un difficilissimo mese tra Indiano e Pacifico. Lo skipper britannico vorrà avere piena fiducia nelle riparazioni e quindi nella sua barca. Ma una dichiarazione rilasciata questa mattina dal suo Team conferma che Alex ha i materiali e i metodi per effettuare le riparazioni necessarie e mira a tornare in rotta il più presto possibile.
"Alex ha ora messo la barca in una posizione sicura per gestire lo stato del mare in modo da ridurre i movimenti a bordo mentre effettua la riparazione. Ha a bordo tutti i materiali necessari, un piano dettagliato da seguire e un team di ingegneri di livello mondiale che lo consiglia. Siamo quindi fiduciosi - ha detto il direttore tecnico del Racing di Alex Thomson, Ross Daniel - nella sua capacità di completare la riparazione. Il nostro obiettivo è quello di effettuare la riparazione necessaria in modo rapido ed efficace, al fine di ridurre al minimo le miglia perse e riprendere la corsa".
"Supponendo che Alex impieghi 24 ore per effettuare una riparazione e ripartire - ha suggerito Yoann Richomme, vincitore dell'ultima Route du Rhum in Class40 - si ricongiungerà al gruppo degli inseguitori con Arkéa Paprec, Initiatives Cœur e PRB. Perderà un bel po', perché questo lo farà restare indietro di 1000 miglia a Capo di Buona Speranza. Ma ho guardato anche la storia della gara e ricordo che l'ultima volta ha doppiato Capo Horn 800 miglia dietro Armel Le Cléac'h e quindi non chiamerei il game over".
Parlando dell'ultima generazione di foiler veloci, Richomme, noto come tecnico meticoloso, ha spiegato: "Queste nuove barche sono davvero difficili da navigare, sono davvero difficili da progettare e sbattono contro le onde con molta potenza, cosa che molto probabilmente è successa ad Alex. Quello che sappiamo è che nell'ultima parte hanno tolto un po' il piede dal gas per preservare le barche per i Sud, e penso che lo faranno di nuovo. Dal punto di vista dello scenario che stiamo vedendo, hanno bisogno di preservare gli scafi. Quando queste barche hanno iniziato a decollare, sbattevano gli scafi un po' più a poppa, ma ora queste barche stanno sventando completamente, ed ora sono le prue a colpire le onde davanti, da 2-3 metri di altezza a volte, e l'impatto sulle prue è enorme. Sappiamo che molte barche viste alla partenza in Francia avevano rinforzi a prua. Abbiamo visto CORUM L'Epargne a settembre rimanere per due settimane con la prua in riparazione. Stanno scoprendo nuovi problemi e speriamo che abbiano coperto la maggior parte di essi".
Oltre ad Alex, a due settimane dalla partenza da Les Sables d'Olonne ci sono state molte riparazioni, piccole e non così piccole, critiche e quasi casuali, che gli skipper hanno dovuto fare. Anche il leader, Thomas Ruyant (LinkedOut), ha dovuto scalare l'albero di 28 metri del sua IMOCA dopo che la sua drizza di riserva si è rotta. I due leader, LinkedOut e Apivia sono fianco a fianco a 10 miglia di distanza l'uno dall'altro e si lanciano in un match di strambate verso sud-est in direzione di una zona di aria instabile, descritta da Dalin come "la tana del topo" attraverso la quale devono passare per raggiungere l'Oceano del Sud e una veloce corsa verso est verso la longitudine del Capo di Buona Speranza.
Ora la flotta della Vendée Globe si estende per oltre 3000 miglia, Jérémie Beyou nel 32°, ha allungato il suo passo nel sud delle Canarie. Ascoltare gli skipper nelle chiamate quotidiane o leggere i messaggi inviati da bordo, qualunque sia l'età del battello o la sua posizione sulla scacchiera atlantica, porta ogni giorno la sua parte di problemi. Ieri Sébastien Simon, oggi un problema di lamina per Armel Tripon su L'Occitane e in settimana la riparazione alla randa del giapponese Kojiro Shiraishi. Grandi o piccoli i problemi sono presenti in tutta la flotta.
Armel Tripon, lo skipper de L'Occitane en Provence, riflette: "Le barche vogliono andare veloci, inseguono le loro velocità previste e sono costruite per questo e i team e gli architetti spingono continuamente per andare veloci. Ma ora tocca a ciascuno di noi navigare con la propria anima e la propria tranquillità".
Fabrizio Cattaneo della Volta è stato eletto presidente del Reale Yacht Club Canottieri Savoia per il biennio 2026/2028, al termine dell’Assemblea dei soci che si è riunita questa mattina
Il Circuito dopo dieci tappe nelle più belle località italiane, assegnerà i due ambiti Trofei Francesco Ciccolo e Miglior Timoniere-Armatore J24. Ad organizzare la manche d’apertura il CNM di Carrara
Martedì 21 aprile alla Tenuta Ca’ Corniani istituzioni e operatori a confronto sul progetto che punta su navigazione, ciclovie e sviluppo sostenibile del territorio
Vento da Nord-Ovest, medio leggero da 8 a 10 nodi e onda ; tre prove come da programma per le due batterie Juniores e per i Cadetti per un totale di sei prove svolte
La stagione offshore del Royal Ocean Racing Club torna nel cuore dell’Europa con uno degli appuntamenti più attesi della primavera velica: la Cervantes Trophy Race 2026
RocketNikka è uno splendido monoscafo lungo poco meno di 16 metri appartenente alla classe wallyrocket51, costruito dal cantiere Wally Yachts con l’obiettivo dichiarato di essere la barca da regata più veloce al mondo in tempo corretto
A settembre 2026 prende il via una nuova, affascinante avventura firmata The Ocean Race Atlantic: una traversata in equipaggio che promette di ridefinire gli equilibri della vela offshore
Dal 17 al 19 aprile il Circolo Vela Gargnano ospiterà la I Nazionale RS Feva 2026, primo appuntamento nazionale della stagione per una delle classi giovanili in doppio più interessanti del panorama velico
La regata, organizzata dal Circolo Vela Gargnano con Vela Club Campione, si chiude con un finale a dir poco equilibrato: tre equipaggi a pari punti, dopo otto prove. Ad imporsi, per migliori parziali , gli svizzeri Kiran e Tyc
Accanto a lei, un equipaggio internazionale di grande solidità: Alberto Bona, Elodie-Jane Mettraux e Will Harris, mentre il racconto della regata sarà affidato all’onboard reporter Meredith Rodgers