Il confinamento è sicuramente un'esperienza nuova per la maggior parte delle persone. Trovarsi a vivere in uno spazio ridotto, seppur il proprio, con una limitazione della propria libertà, in balia delle preoccupazioni... per se stessi, per la propria salute, per la propria economia, per i propri cari. È una situazione a cui le persone non sono abituate, che ha e che avrà delle conseguenze che scopriremo tutti insieme.
« In questo momento denso di comunicazioni e riflessioni, forse vale la pena fermarsi e osservare. Osservare le proprie reazioni, emozioni, pensieri. Per conoscersi meglio e imparare qualcosa di più su noi stessi e su chi vive insieme a noi", riflette Giancarlo Pedote. "Nel mio caso il confinamento significa soprattutto dover imparare a continuare la preparazione per il Vendée Globe in presenza costante dei bambini. Non è semplice mantenere costante il livello di produttività e nello stesso tempo essere a disposizione dei bambini che, giustamente, hanno bisogno dei genitori ».
Prepararsi per il Vendée Globe implica anche tanto lavoro alla scrivania: lo studio della meteo, dei software di navigazione e delle istruzioni e dei percorsi di regata; il lavoro di organizzazione (dei file di verifica dei pezzi, dei file operazionali e di pianificazione...). Questi studi possono essere fatti anche a casa.
C'è poi tutto il lavoro di "preparazione del quotidiano": l’alimentazione a bordo, per il quale è necessario prepararsi con largo anticipo; la preparazione dell’abbigliamento, anch’esso da sperimentare... una serie di temi sui quali è possibile continuare a lavorare, temi che spesso, purtroppo, rischiano di essere accantonati per privilegiare le priorità legate all’imbarcazione.
Altri lavori, invece, possono essere adattati per continuare ad essere fatti anche da casa: l’allenamento fisico, ad esempio, sicuramente va adattato. Le sessioni di allenamento in piscina e corsa di gruppo lasciano spazio ad allenamenti di rafforzamento muscolare in garage o nel salotto di casa, o sessioni di cardio e HIIT studiate per essere fatte sul posto o quasi.
Anche le riunioni con il team, gli sponsor e i collaboratori, possono essere mantenute, ma diventano virtuali...
« L’altra sera ho fatto una riunione aperitivo in video call con il mio preparatore mentale e il mio chinesiologo, con i quali sono anche amico. Abbiamo parlato di questa pandemia, della necessità di proteggere se stessi e gli altri con rispetto, buon senso, sistemi semplici e naturali per stimolare le proprie difese immunitarie. Soprattutto abbiamo parlato dell'importanza di mantenere un pensiero positivo, di combattere sia l‘indifferenza sia il panico.In questo momento di confinamento, il nostro stato d’animo non cambierà la realtà delle cose, non influenzerà il decorso della pandemia. L’unica cosa che possiamo fare è cercare di essere tutti di aiuto e mantenere le nostre menti positive. A casa abbiamo fatto un cartello di divieto di entrare, e lo abbiamo messo nella porta di uscita, con uno smily perché non è un divieto cattivo: è un divieto che fa bene a noi stessi e al mondo. Un divieto 4PEOPLE », racconta Giancarlo Pedote.
« Aspettiamo che questa situazione si risolva, reagendo per quanto possiamo in maniera propositiva; cerchiamo di aiutare medici, infermieri, farmacisti rispettando le regole e mantenendoci sempre positivi, tutti uniti come un team, così che quando usciremo dal sistema depressionario, potremo ritornare a navigare più forti e sereni di prima. Che sia per il Vendée Globe 2020 o per il Vendée Globe che è la vita di ognuno di noi. Intanto Io resto a casa e mi preparo ».
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