Nella maestosa sala del Palazzo Reale di Napoli, l’avvio ufficiale della Louis Vuitton 38ª America’s Cup ha preso il via anche con un rito maori carico di simbolismo, guidato da Ngāti Whātua Ōrākei, la tribù indigena di Auckland legata al Defender Emirates Team New Zealand. Questa cerimonia tradizionale ha celebrato la nascita dell’America’s Cup, dando il benvenuto ai team fondatori con la donazione di “Pounamu Taonga”, preziosi tesori in giada verde neozelandese, simbolo di forza ereditaria, rispetto per le sfide passate e augurio di un futuro vincente. Il mana (energia magica intrinseca ndr) di questi oggetti, trasmesso per generazioni, infonde protezione spirituale proprio come i riti maori invocano gli antenati prima delle grandi imprese veliche. E tutto questo, anche con battute stimolate dai conduttori, fa “scopa” con Napoli, in un grande abbraccio scaramantico tra due culture agli antipodi, ma incredibilmente vicine. Oltre alla pietra verde che i Maori hanno messo al collo dei rappresentanti dei Team, sarebbe stato appropriato anche un bel cornetto rosso, “tosto, vacante e cu ’a ponta”, contro il malocchio, cosa che non guasterebbe per questa America’s Cup in salsa napoletana che di problemi ne ha parecchi. Ma oggi è un giorno di festa, che nemmeno una manifestazione di protesta, con le forze dell’ordine in tenuta antisommossa schierate a guardia del Palazzo Reale, ha scalfito.
Quindi la cronaca della giornata, con la presentazione dei cinque team fondatori dell’ACP, Emirates Team New Zealand (NZL), GB1 (GBR), Luna Rossa Prada Pirelli (ITA), Tudor Team Alinghi (SUI) e K-Challenge (FRA), che non solo entreranno nella partnership ma si contenderanno il trofeo più antico dello sport mondiale. Louis Vuitton ha confermato il ruolo di sponsor principale, con la “Auld Mug” rivelata dal suo baule personalizzato. Le date del Match sono fissate: due regate inaugurali il 10 luglio 2027, conclusione nei weekend del 17-18 luglio, nel Golfo di Napoli.
Le Dichiarazioni dei CEO e Team Principal
Grant Dalton, CEO di Emirates Team New Zealand, ha espresso gratitudine e visione: «Siamo immensamente grati al Governo italiano per aver reso la Louis Vuitton 38ª America’s Cup la più attesa in 175 anni di storia. Realizzare questo evento in Italia rappresenta per noi un onore e siamo pienamente consapevoli di ciò che ci attende in termini di passione e colore che i tifosi italiani sapranno esprimere. La Partnership rappresenta un vero punto di svolta per l’America’s Cup, perché inaugura una governance condivisa e una nuova direzione per il futuro dell’evento; il rinnovato impegno di Louis Vuitton ne è la testimonianza più concreta. Si tratta di un cambiamento fondamentale nel lungo periodo, ma già nel breve termine l’ACP garantirà regate tra le più combattute di sempre e una competizione senza precedenti.»
Sir Ben Ainslie, Team Principal di GB1 (Challenger of Record), ha enfatizzato la governance: «La giornata di oggi segna un momento decisivo per l’America’s Cup. I team si sono uniti per tracciare una linea chiara e avviare una nuova era di solida governance e gestione neutrale, con l’ambizione di far crescere la fanbase e l’attrattività commerciale dell’evento. GB1 sta già vedendo questa visione prendere vita grazie alla forza delle nostre partnership, inclusa l’acquisizione di un investimento significativo da Oakley Capital e l’avvio di conversazioni entusiasmanti con importanti brand globali. L’America’s Cup è un evento iconico e questo nuovo capitolo potrebbe elevarla al livello più alto dello sport mondiale.»
Max Sirena, CEO di Luna Rossa Prada Pirelli, ha parlato di responsabilità nazionale: «Siamo molto lieti che le prime Preliminary Regattas si svolgeranno a Cagliari, una splendida città che conosciamo bene, avendola scelta come nostra base già nel 2014. Sarà il primo assaggio della Louis Vuitton 38ª America’s Cup e il nostro obiettivo, come sempre, è dare il massimo. Quanto a Napoli, siamo certi che sarà memorabile. Il Golfo di Napoli è ampiamente considerato uno dei luoghi più belli al mondo per la vela e offrirà certamente uno scenario unico per l’evento. Naturalmente sentiamo la responsabilità di gareggiare nel nostro Paese davanti a migliaia di tifosi, ma allo stesso tempo questo ci darà una spinta ulteriore per affrontare la sfida nel miglior modo possibile. Dalla fine della 37ª America’s Cup a Barcellona, non abbiamo mai smesso di lavorare per essere il più preparati possibile per l’evento del 2027, con un obiettivo chiaro in mente: cercare di diventare il primo team italiano a vincere l’America’s Cup.»
David Endean, Team Director Technical & Sailing di Tudor Team Alinghi, ha richiamato la storia: «Alinghi occupa un posto emotivamente unico nella storia dell’America’s Cup: un team di riferimento, profondamente radicato nella storia di questo sport come unico Challenger europeo ad aver mai vinto il trofeo. È stato naturale per noi unirci ai membri fondatori di questa Partnership. Siamo entusiasti della nuova mentalità che porterà al trofeo sportivo più antico del mondo. Con team forti e la splendida cornice di Napoli, le regate promettono di essere memorabili per tutti i soggetti coinvolti.»
Stephan Kandler, co-CEO di K-Challenge, ha chiuso con ottimismo francese: «La Francia è un Paese storico per la vela e per l’America’s Cup. K-Challenge è coinvolta dal 2001 in diverse campagne francesi; è quindi diventata una missione essere parte del futuro dell’America’s Cup come uno dei membri fondatori della nuova Partnership, accanto a team leggendari come Emirates Team New Zealand, GB1, Luna Rossa e Tudor Team Alinghi. Questo rafforzerà la visibilità e l’immagine dell’America’s Cup. Questa è un’opportunità fantastica per l’evento e per i team di crescere al livello delle altre principali realtà sportive.»
Dopo le presentazioni, i media hanno incontrato i team leader, segnando l’inizio della “Road to Naples” con regate preliminari già in vista, come quelle a Cagliari. Napoli si prepara così a ospitare la Coppa con un mix di tradizione velica, innovazione e quel pizzico di scaramanzia che unisce maori e partenopei nella caccia al trofeo.
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