La vela si ferma completamente, almeno in Italia e nel Mediterraneo. E non solo. In redazione arrivano continuamente in posta comunicazioni che annunciano l’annullamento di regate. Che vengano recuperate o no, poco importa. E’ la desolazione e l’angoscia che queste notizie lasciano in noi in questo momento quello che conta. Si fermano la Roma per 2, la Ottanta di Caorle, tutta la vela del Garda Trentino, i GC 32 in Oman, il Trofeo Princesa Sofia a Palma e molte altre regate. Non li pubblichiamo tutti per non intristirci ed intristirvi più di quanto lo siate già. E la FIV ha sospeso tutta l’attività fino al 3 aprile, ma è molto probabile che non basterà. Ci Rimane Azzurra, che avrà la seconda tappa delle 52 Super Series ancora a Cape Towm, e Giancarlo Pedote, che gareggerà da New York per una regata Imoca propedeutica al Vendée Globe. Sarà difficile scrivere di vela nelle prossime settimane e, sinceramente, non intendiamo entrare nelle discussioni sul se, come, quando si possa andare in barca. Il decreto è semplice. Basta leggerlo per capire che non è possibile farlo, a meno che tu in barca non ci viva. Superati i 1000 morti c’è poco da disquisire sull'argomento. Lo sport è fatto proprio per stare insieme, per condividere, per gioire con gli amici. Ed è questo che oggi ci è negato. La vela, come il calcio e tutti gli altri sport, si fermerà a tempo indeterminato. Speriamo che l’orizzonte temporale sia breve, ma mettiamola al giusto posto, dopo la salute, la famiglia, gli amici, il lavoro e, soprattutto, la vita.
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Capitale Europea dello Sport 2026, la città ha il tempo per trasformare rischi in trionfo, bilanciando spettacolo, economia e comunità – un banco di prova unico per dimostrare che la Coppa America può rigenerare senza dividere
Sodebo Ultim 3 di Thomas Coville e The Famous Project CIC di Alexia Barrier e Dee Caffari, stanno scrivendo pagine indelebili nella corsa al Jules Verne Trophy con entrambi i maxi-trimarani lanciati a tutta velocità nei Mari del Sud
L'equipaggio del maxi-tri The Famous Project CIC si dirige verso Capo Horn in un mare fortemente agitato. Alexia Barrier: "Capo Horn non si conquista attaccando di petto, ma con costanza”