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THE OCEAN RACE ATLANTIC

The Ocean Race Atlantic: giornata dura ma Clapcich è in testa

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redazione

Con la flotta distribuita su oltre 430 miglia da est a ovest, i team stanno affrontando un'ampia varietà di condizioni meteo nel quinto giorno di regata lungo il percorso transatlantico di 3.000 miglia nautiche.

Il gruppo di testa, formato da Francesca Clapcich a bordo di Team Francesca Clapcich powered by 11th Hour Racing (USA), Paul Meilhat con United by the Ocean (FRA) e Kojiro Shiraishi con DMG MORI Global One (JPN), è riuscito in qualche modo ad allungare sulla depressione che ieri li aveva martellati con raffiche oltre i 30 nodi e un mare molto formato che rendeva quasi impossibile mangiare o dormire.

«Non ricordo così tanti giorni difficili di fila su un IMOCA», ha dichiarato Clapcich. «Non era tanto una questione di vento. Avevamo vento forte, ma era soprattutto lo stato del mare a essere terribile. L'angolo delle onde — una sorta di bolina larga o traverso stretto — era davvero doloroso».

«Penso che richieda più energia mentale che fisica. Avevamo venti così forti e mare così grosso che abbiamo dovuto ridurre le vele, ma dopo la barca andava praticamente da sola. Dal punto di vista mentale è durissima: non riesci a muoverti a bordo, è difficile mangiare, è difficile bere. Per fortuna ci sono gli altri a bordo: si condivide la sofferenza».

Alle 12:00 UTC / 14:00 CEST di oggi — proprio mentre il gruppo di testa raggiungeva la boa di metà percorso in termini di miglia — Team Francesca Clapcich powered by 11th Hour Racing manteneva il comando con 22 miglia nautiche di vantaggio su United by the Ocean, seconda, e su DMG MORI Global One, terza a ulteriori 14 miglia.

«Siamo esattamente a metà Atlantico, alla stessa distanza da Lorient e da New York», ha osservato il co-skipper di United by the Ocean, Paul Meilhat. «Mancano 1.500 miglia. Dovrebbe essere più semplice rispetto alla partenza, speriamo con mare più piatto e velocità medie più alte. Sarà una navigazione veloce».

«Siamo subito dietro a 11th Hour Racing e abbiamo DMG MORI Global One a poche miglia. Magari anche Boris riuscirà a ricucire, dato che stasera andremo quasi certamente a sbattere contro una zona di bonaccia che ridurrà i distacchi. Questo significa che la regata è ancora apertissima… È facilissimo che ci ritroveremo tutti insieme all'arrivo a Lorient!».

A bordo della barca giapponese DMG MORI Global One, in terza posizione, Nicolas Lunven ha raccontato com'è stata la vita a bordo nel cuore della tempesta.

«Stiamo navigando al traverso, con un angolo di vento reale tra gli 80 e i 90 gradi e 30-35 nodi di aria», ha spiegato. «È davvero scomodo e rumoroso. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra prestazioni e comfort a bordo per evitare di rompere qualcosa. A volte lasciamo andare le scotte per assicurarci che la barca non schizzi a 35 nodi rischiando di ingavonarsi».

Anche se ormai fuori dal peggio, il terzetto di testa continua a martellare l'Atlantico a velocità comprese tra i 20 e i 30 nodi, cercando di sfruttare al massimo i 20-25 nodi di vento da sud per mantenere il passo il più a lungo possibile.

Nel frattempo, Team Malizia di Boris Herrmann occupa la quarta posizione a 115 miglia dalla testa, ancora nella morsa della depressione con venti superiori ai 25 nodi e un mare che continua a picchiare duro sullo scafo. L'obiettivo è riagganciare il gruppo di testa dopo il rallentamento di sabato per riparare i comandi del pistone del foil.

Sono state 24 ore complesse anche per l'equipaggio di Embrace the Challenge (SUI) di Oliver Heer, in quinta posizione, che ha riportato un danno significativo alla randa mentre tentava di terzarolare ieri sera con vento molto forte.

Impossibilitati a riparare la vela al buio in sicurezza, il team ha deciso di ammainarla completamente e attendere le prime luci di questa mattina per valutare il danno e preparare un piano d'azione.

Heer ha spiegato l'accaduto con questo messaggio:

«Be', non è certo la domenica mattina che speravamo, ma eccoci qui», ha detto. «Ieri sera, poco prima del tramonto, stavamo prendendo la terza mano di terzaroli quando la balumina della randa si è strappata. È uno strappo di circa due metri lungo il nastro della balumina. Le condizioni erano troppo estreme per ripararla subito, ma ora che c'è luce Liz [Wardley] è già al lavoro dentro la sacca del boma. Siamo fiduciosi: dando il massimo contiamo di tornare a spingere e puntare dritti al traguardo di Lorient entro stasera».

Secondo Liz Wardley, considerata una delle migliori esperte di riparazioni a bordo, il piano prevede prima di ricucire la balumina e poi rinforzarla con del tessuto autoadesivo ad alta resistenza.

«Per fortuna c'è una bella brezza che aiuta ad asciugare la vela», ha spiegato. «La prepareremo con dell'acetone e useremo anche il Sikaflex per incollare le toppe. Abbiamo un solo tentativo a disposizione perché il materiale basta per una sola riparazione, quindi dobbiamo assicurarci che sia tutto ben pulito per far aderire le pezze prima di cucire di nuovo. Credo proprio che passerò l'intera giornata dentro la sacca del boma!».

Anche l'equipaggio di MSIG Europe (NZL) guidato da Conrad Colman, in sesta posizione, sta soffrendo, seppur in condizioni opposte, nel tentativo di fare strada verso est sulla scia della tempesta. Con venti leggeri, un fastidioso mare lungo da ovest fa sì che la prua della barca a deriva continui a battere sulle onde con violenza, scuotendo l'intera struttura.

Per la grande frustrazione dell'equipaggio neozelandese, il meteo reale dopo il passaggio del fronte si sta rivelando molto più ostico del previsto.

«Ora che siamo usciti dal sistema, la barca sta semplicemente ondeggiando come se fosse in una lavatrice», ha raccontato oggi Colman. «Non abbiamo potenza, ci sono appena nove nodi di vento e dobbiamo fare rotta verso poppa con un mare enorme. Non solo siamo rimasti staccati dagli altri, ma non riusciamo nemmeno a muoverci come si deve».

«Sento di soffrire insieme alla mia barca. Ieri l'albero del vang ha persino strappato la rotaia dal boma per via continui strattoni. Temo molto i carichi di picco sull'attrezzatura: in condizioni simili la barca soffre molto di più che viaggiando a tutta velocità in aria stabile. Ho quasi paura di vederla andare in frantumi».

È un'ulteriore conferma di quanta resilienza serva per regatare a bordo di un IMOCA moderno, dove la classe continua a spostare in avanti i limiti della progettazione e dell'ingegneria alla ricerca della massima velocità.

Mentre il terzetto di testa va a scontrarsi con la zona di venti leggeri, per gli inseguitori si apre una concreta possibilità di ricucire lo strappo e riaprire del tutto i giochi.

La Super Sprint di domenica

Team Malizia ha conquistato il primo posto nella Super Sprint di domenica, firmando la sua terza vittoria su cinque prove sprint e prendendo il comando solitario della classifica generale della serie, staccando DMG MORI Global One, seconda di giornata e ora seconda anche nella classifica generale.

 


06/09/2026 22:31:00 © riproduzione riservata






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