Domenica 6 settembre parte la McIntyre Golden Globe Race 2026. Sedici skipper affronteranno 30.000 miglia in solitario, senza GPS né strumenti elettronici di navigazione. Otto mesi davanti a loro e una sfida che, nelle tre precedenti edizioni, ha visto arrivare al traguardo soltanto nove dei 43 partenti.
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A cinque giorni dal via, a Les Sables-d’Olonne l’atmosfera è quella tipica delle grandi partenze oceaniche: barche ancora circondate da tecnici e attrezzature, cambusa da completare, ultime verifiche e, sul pontile, famiglie e amici arrivati per salutare gli skipper prima di una separazione che potrebbe durare otto mesi.
La McIntyre Golden Globe Race 2026 è ormai pronta a entrare nella sua dimensione più autentica. Sedici navigatori saranno chiamati ad affrontare una circumnavigazione del mondo in solitario, senza assistenza e senza le moderne tecnologie che normalmente accompagnano oggi la navigazione oceanica. Niente GPS e niente strumenti elettronici di navigazione: la rotta sarà affidata a sestante, bussola e carte nautiche.
Trentamila miglia di oceano, dunque, in una gara che recupera lo spirito della prima Golden Globe del 1968 e che continua a rappresentare una delle prove più radicali della vela d'altura. I numeri delle precedenti edizioni raccontano meglio di qualsiasi presentazione la durezza della sfida: su 43 navigatori partiti complessivamente nelle prime tre edizioni, soltanto nove hanno concluso la circumnavigazione.
Le prime Green Card
Intanto, a Les Sables-d’Olonne sono cominciate le ultime verifiche ufficiali. Le prime Green Card sono state assegnate a Daniel Pinsky, israeliano, e all’irlandese Pat Lawless. La Green Card rappresenta il via libera definitivo dell’organizzazione: certifica che skipper e imbarcazione hanno completato i controlli di sicurezza, amministrativi e regolamentari necessari per poter prendere il mare.
Le ispezioni di sicurezza sono state completate per 13 dei 16 concorrenti. Per gli ultimi tre restano alcune questioni legate all’equipaggiamento; l’organizzazione prevede di completare le verifiche entro 48 ore, una volta arrivato e controllato il materiale ancora mancante. Sono già terminati anche i briefing principali dedicati a sicurezza, procedure mediche, gestione delle crisi e aspetti operativi della regata.
Resta un ultimo incontro venerdì, quando agli skipper verranno fornite le informazioni definitive per la partenza da Les Sables-d’Olonne.
La cambusa per otto mesi
In banchina, intanto, la preparazione assume una dimensione quasi domestica. A bordo arrivano viveri freschi e provviste, con ogni skipper costretto a immaginare e pianificare la propria vita alimentare per una navigazione che potrebbe durare circa otto mesi.
Le immagini dal porto raccontano bene la particolarità di questa regata: non si tratta soltanto di preparare una barca per una competizione, ma di organizzare un piccolo mondo destinato a funzionare per mesi lontano da qualsiasi assistenza.
E mentre le provviste salgono a bordo, arrivano anche familiari e amici. La vigilia della Golden Globe ha così due facce: da una parte la festa e l'attesa per una delle più grandi avventure della vela oceanica, dall'altra la consapevolezza che, dopo il via, il rapporto con la terraferma cambierà radicalmente.
La storia torna in banchina
Giovedì 3 settembre sarà anche il momento della conferenza stampa ufficiale di vigilia, alla quale sono attesi tutti i 16 concorrenti. Accanto a loro ci saranno due figure che rappresentano due capitoli fondamentali della storia della Golden Globe: Sir Robin Knox-Johnston, vincitore della prima edizione del 1968, e Jean-Luc Van Den Heede, vincitore della Golden Globe del 2018.
Knox-Johnston avrebbe voluto raggiungere Les Sables-d’Olonne a bordo di Suhaili, la storica imbarcazione con cui vinse la prima Golden Globe. I venti contrari persistenti gli hanno però impedito di arrivare in tempo. La barca è stata messa in sicurezza e il suo skipper raggiungerà comunque Les Sables-d’Olonne via terra.
La presenza di Suhaili non sarà quindi fisica in marina, ma la sua storia sarà comunque uno dei fili conduttori della settimana che precede la partenza.
E la storia della regata sarà letteralmente ricostruita in porto grazie ai grandi modelli radiocomandati di Suhaili, Joshua e Teignmouth Electron, tre barche entrate nell’immaginario della Golden Globe originale e che nei prossimi giorni navigheranno all’interno della marina.
Anche la tecnologia racconta il passato
La contraddizione apparente della Golden Globe 2026 è che una regata nata per riportare la vela all'essenziale utilizza comunque alcuni strumenti contemporanei per raccontarsi al pubblico.
È operativo GGR Window Live, che da giovedì 3 settembre permetterà di seguire le preparazioni dalla marina e, durante la regata, di ricevere video in diretta e alcuni dati selezionati dalle imbarcazioni. Il sistema sarà però a senso unico: gli skipper potranno essere osservati, ma non potranno ricevere informazioni dall'esterno.
Ancora più particolare è il progetto di documentazione audio. Ogni skipper è stato dotato di un registratore a cassette con cui raccoglierà pensieri, emozioni e suoni della propria vita in mare. Il materiale dovrebbe diventare una serie audio di sei-otto episodi, quasi un ritorno alla dimensione intima delle grandi navigazioni raccontate un tempo soltanto attraverso la voce del marinaio.
Domenica si parte
Il conto alla rovescia terminerà domenica 6 settembre.
Alle 14:00 CEST inizierà la Parade of Sail e dalle 14:30 le 16 imbarcazioni lasceranno la Vendée Globe Marina a intervalli di due minuti.
Da quel momento tutto ciò che appartiene alla vigilia resterà a terra: famiglie, fotografi, controlli, conferenze, pontili affollati e celebrazioni. Rimarranno sedici uomini e donne, sedici barche e 30.000 miglia di oceano da percorrere.
Una rotta intorno al mondo nella quale il tempo tornerà a essere misurato con il vento, le stelle, la bussola e il sestante.
E, soprattutto, senza nessuno a bordo a cui chiedere aiuto.
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