Ambrogio Beccaria, a bordo del nuovissimo Class40 “Alla Grande - Pirelli”, è pronto a mollare gli ormeggi e prendere parte alla dodicesima edizione della Route du Rhum, la regina delle regate transatlantiche in solitaria. Da 44 anni ogni 4 anni la “rotta del rum”, in onore del percorso seguito dalle navi che commerciavano il famoso distillato, collega Saint-Malo, in Bretagna a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa, raggruppando sulla stessa linea di partenza la flotta oceanica più numerosa e variegata fra tutte le regate in oceano. Ancora più del solito l’edizione che partirà domenica 6 novembre alle ore 13:00, con ben 138 barche, di cui 55 Class40.
Ambrogio Beccaria, “Alla Grande - Pirelli”: “Per me è un debutto assoluto: è la mia prima volta alla Route du Rhum e non ho mai attraversato il Nord Atlantico in questa stagione. Sono elettrizzato e terrorizzato! In particolare ho avuto paura che l’ansia delle cose da fare mi avrebbe sovrastato, poi ho dato completa fiducia alla mia squadra a cui ho affidato gli ultimi lavori a bordo e ho potuto staccare e concentrarmi. Ho molta fiducia anche nella barca: nelle miglia di oceano fino a Saint-Malo sono riuscito a sentire quel controllo che desideravo per “Alla Grande - Pirelli” e sono certo che sarà una compagna eccellente per affrontare la regata”.
Una regata leggendaria
La Route du Rhum si è guadagnata la fama di regata mitica prima di tutto per l’estrema varietà delle classi e la mescolanza d’imbarcazioni diversissime fra loro. Grandi protagonisti della vela d’altura insieme ad appassionati si ritrovano sul molo di Saint Malo, l’antica città dei corsari, per intraprendere questa lunga ed emozionante sfida con l’Atlantico. Inventata nel 1978 da Michel Etevenon, è uno degli eventi di vela più spettacolari e seguiti del mondo oceanico e sin dall’inizio ha ammesso sia velisti professionisti che dilettanti con barche di qualsiasi dimensione. Tanti cambiamenti nel corso degli anni, dai 23 giorni di durata della prima edizione ai 7 dell’ultima, dall’unica classe degli inizi alle sei di oggi, ma lo spirito degli inizi è rimasto immutato.
Mai la flotta degli italiani è stata così numerosa e competitiva: oltre ad Ambrogio Beccaria che naviga su una barca disegnata e costruita totalmente in Italia, grazie anche al supporto del main e lead sponsor Pirelli, ci sono Giancarlo Pedote negli Imoca60 e Alberto Bona e Andrea Fornaro, nella stessa classe di “Alla Grande - Pirelli”. Il progetto si avvale, inoltre, della collaborazione e del sostegno di Mapei (global sponsor).
In passato la Route du Rhum ha visto la presenza di alcuni navigatori italiani tra cui Paolo Martinoni, nella prima edizione del 1978, Simone Bianchetti, nel 1998, Giovanni Soldini nel 2002, Andrea Fantini nel 2018, tuttavia in pochissimi l’hanno terminata e soltanto Andrea Mura nel 2010 è arrivato primo nella classe “Rhum”, quella delle barche amatoriali.
Il percorso
La Route du Rhum è lunga 3.542 miglia nautiche (6560 km) e la prima parte del viaggio è caratterizzata da un tratto di mare molto impegnativo. In questo periodo dell’anno, infatti, le grandi depressioni del Nord Atlantico portano forti venti contrari da Sud Ovest che possono provocare onde alte fino a sette/otto metri. Per tale ragione l’uscita della Manica e la discesa nel Golfo di Biscaglia sono notoriamente piene d’insidie. C’è poi da gestire l'Anticiclone delle Azzorre: lo skipper ha due possibilità, passarlo da Est o superarlo da Nord, cercando in tutti e due i casi di evitare le bonacce. Si conclude con il delicato atterraggio in Guadalupa che può essere fatto da Nord o da Sud, a seconda di come è posizionato l'Aliseo. “Le condizioni del meteo sono classiche”, commenta Beccaria dalla banchina di Saint Malo. “E’ la tipica situazione depressionaria che viene a Ovest con un coefficiente di marea molto alto e il vento forte di bolina che ci accoglierà all’uscita della Manica, oltre alla possibilità di correnti particolarmente intense. Come strategia di partenza tenterò di attraversare i fronti che vengono da Ovest con una rotta verso Nord, per poi, una volta attraversati, puntare verso Sud”.
Una regata, tante classi
Anticipata da un’intera settimana di festeggiamenti a Saint Malo, la Route du Rhum è una gara a cui prendono parte tutti i tipi di barche oceaniche: dai giganteschi e ipertecnologici trimarani Ultime alle imbarcazioni amatoriali della classe Rhum. Sei sono le classi veliche che partecipano: gli Ultime (i multiscafi di 60 piedi o più), i Multi50 (multiscafi di 50 piedi), gli IMOCA 60 (monoscafi di 60 piedi), i Class40 (monoscafi di 40 piedi) e le due classi amatoriali: la Rhum Multi e la Rhum Mono (rispettivamente multiscafi e monoscafi che non rientrano nelle altre categorie, con una lunghezza compresa tra i 39 e i 59 piedi). Mentre i primi impiegano circa 7 giorni per solcare l’oceano per i Class 40 la navigazione dura circa due settimane.
In questa dodicesima edizione, la Class40 è la classe velica più numerosa con 55 barche (di cui circa la metà con prua “scow” di ultima generazione). Nata nel 2004 la Class40 è una classe di barche da 40 piedi (12,91 metri) che ha registrato, grazie al buon compromesso tra costi e performance, un successo crescente tra i velisti e progettisti, fino a diventare oggi una categoria sempre più guardata dai professionisti.
È importante notare che sia per i monoscafi della Class40 sia per gli Imoca l’accesso alle informazioni meteo esterne è vietato dal regolamento della regata (a differenza dei giganti della classe Ultime, dei Multi 50 e della classe Rhum per i quali è possibile l’assistenza esterna).
La Class40 vede anche schierati i più forti navigatori oceanici della nuova generazione: Yoann Richomme, vincitore della scorsa edizione della Route du Rhum in Class40, Ian Lipisnki, che detiene il record assoluto di velocità sulle 24 ore in questa classe, ma anche Antoine Carpentier e Corentin Douget, che quest’anno ha vinto quasi tutte le regate della classe. “Douget e Richomme li temo in particolar modo nella fase iniziale della corsa perché le loro barche – Lift V2 - di bolina vanno fortissimo. Quanto a me quest’anno ho vinto la Normady Channel Race in doppio con Ian Lipinski e questo mi ha dato sicuramente molta determinazione: il fatto di aver già battuto delle leggende come Douget e Richomme mi ha aperto più possibilità mentali. Credo, infatti, che la vittoria sia soprattutto una condizione mentale: se ho vinto la Mini-Transat nel 2019, è anche perché pensavo di poterla vincere”, conclude Beccaria.“Non sono mai partito per una regata per arrivare secondo. Sono consapevole che sarà molto difficile, ma non impossibile”.
La cambusa e il sonno
Una parte importante dell’impresa di Ambrogio è costituita dalla scelta dell’alimentazione: Ambrogio avrà una cambusa divisa per giorni: 3 pasti liofilizzati al giorno per 16 giorni di navigazione, a cui si aggiungono barrette energetiche e proteiche così come altri cibi calorici quali formaggio e carne secca. Per un totale di 3000 calorie al giorno. “Porto con me in oceano anche una pentola a pressione, oltre a pasta, riso, olio d’oliva e parmigiano, così da poter fare ogni tanto un pasto ‘vero’. Niente caffè e alcol. Berrò solo tè e 20 litri di acqua minerale, ma ho anche l’acqua prodotta dal dissalatore”. La dieta di Beccaria, corredata di integratori di Omega3 e vitamine, è stata studiata in collaborazione con il Centro Ricerche Mapei Sport, che ha seguito anche la preparazione atletica di Ambrogio e l’assistenza medico-sportiva. Il sonno a bordo di “Alla Grande - Pirelli” sarà particolarmente frammentario: “riposini” di massimo 20 minuti l’uno per un totale di minimo 4 ore al giorno, a secondo della stabilità del meteo. A supportare Ambrogio Beccaria anche il professor Fabio Volonté, collaboratore del Centro Mapei Sport, medico sportivo, anestesista e rianimatore, che gli ha insegnato le principali tecniche di automedicazione e, grazie a un collegamento da remoto, gli garantirà assistenza medica sanitaria per tutta la durata della regata.
More Miles Less Plastic
Beccaria, che è Ambassador di One Ocean Foundation, realtà, dedicata alla tutela ambientale e da sempre vicina al mondo della vela e della navigazione, partecipa a un’iniziativa promossa dalla fondazione: per ogni miglio percorso da Ambrogio, One Ocean Foundation si è impegnata a raccogliere un chilo di plastica dalle coste, plastica che poi verrà reimmessa nel ciclo di recupero. Saranno dunque oltre 3500 i chilogrammi di rifiuti plastici che One Ocean Foundation raccoglierà attraverso la partecipazione di Beccaria all’iniziativa More Miles Less Plastic. “Con OOF abbiamo scelto di promuovere e sostenere l’iniziativa MoreMilesLessPlastic, per sensibilizzare e dare un contributo concreto al problema della plastica nell’oceano, per ogni miglio che percorrerò durante la Route du Rhum, con OOF supporteremo la raccolta di 1 kg di plastica dalle coste, evitando che finisca in mare. L’iniziativa verrà attuata nei paesi in via di sviluppo, è stata pensata per avere un impatto concreto, misurabile e tracciato. La plastica raccolta sarà reimmessa nella catena di riciclo e riutilizzo e le popolazioni costiere impegnate nella raccolta riceveranno una retribuzione”.
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