Il settore della nautica da diporto in Italia potrebbe essere vicino a una svolta significativa. Il Senato ha infatti approvato in prima lettura il disegno di legge “Valorizzazione della risorsa mare”, un provvedimento ampio che tocca diversi ambiti legati all’economia del mare e che ora passa all’esame della Camera.
Fortemente voluto dal ministro Nello Musumeci e sostenuto da un ampio coordinamento tra dicasteri, il disegno di legge dedica un intero capitolo alla nautica da diporto. Qui si concentrano alcune delle misure più attese dal settore, che da tempo chiede meno burocrazia, regole più moderne e maggiore competitività rispetto agli altri Paesi europei.
Secondo Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, si tratta del più importante intervento normativo dopo le riforme del Codice della nautica tra il 2018 e il 2020. Un giudizio che riflette il lavoro svolto negli ultimi anni dalle associazioni di categoria, che hanno contribuito in modo diretto alla definizione delle nuove norme.
Il cuore della riforma è rappresentato dalle semplificazioni amministrative. Tra le novità più concrete c’è il dimezzamento dei tempi per il rinnovo delle licenze di navigazione, che passano da 60 a 30 giorni, e la possibilità di utilizzare la ricevuta rilasciata dallo sportello telematico come documento valido per navigare per un periodo fino a 90 giorni. Un cambiamento che punta a rendere più snelle operazioni spesso percepite come lente e complesse, come la compravendita di imbarcazioni usate.
Accanto alla semplificazione, il provvedimento introduce anche nuove opportunità economiche. Una delle più rilevanti riguarda la possibilità, per chi acquista un’unità da diporto, di affidarla a società di charter o noleggio per determinati periodi. Una misura che mira a incentivare gli investimenti e a rendere più sostenibile il possesso di una barca. In questa direzione va anche l’introduzione di nuovi modelli contrattuali, come la locazione con comandante e il noleggio con itinerario concordato, pensati per allineare il mercato italiano a quello degli altri Paesi europei.
Un altro asse fondamentale è quello della digitalizzazione. Il disegno di legge prevede infatti la progressiva trasformazione in formato digitale di registri, certificati e documenti di bordo, in linea con gli standard internazionali. Un passaggio che dovrebbe semplificare ulteriormente la gestione amministrativa e migliorare l’efficienza dei controlli.
Non manca poi un rafforzamento degli aspetti legati alla sicurezza e alla legalità. Vengono introdotte verifiche più stringenti per alcune tipologie di imbarcazioni, come quelle estere fino a 24 metri di proprietà di cittadini italiani, e per le attività di noleggio occasionale. Inoltre, sul modello di quanto già avviene per le automobili, viene chiarita la responsabilità diretta del conducente in caso di sanzioni amministrative.
Il provvedimento si inserisce in un contesto non semplice per il comparto. Le stime indicano infatti una contrazione del mercato per le unità sotto i 24 metri e una crescente tendenza a registrare le imbarcazioni all’estero, fenomeno noto come “fuga dalla bandiera italiana”. Proprio per questo, le nuove misure puntano a rendere il sistema nazionale più attrattivo e competitivo.
Ora l’attenzione si sposta alla Camera, chiamata a esaminare e approvare il testo in via definitiva. L’obiettivo dichiarato dagli operatori del settore è arrivare rapidamente al via libera finale, possibilmente in tempo per incidere già sulla prossima stagione nautica. Parallelamente, si attende anche l’adozione di un nuovo decreto sulla sicurezza delle navi da diporto, che dovrebbe completare il quadro delle riforme.
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