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Il progetto M.A.R.E. a Napoli: al Circolo Savoia scienza e ricerca per proteggere il Mediterraneo

Il Reale Yacht Club Canottieri Savoia ha ospitato l’evento divulgativo di M.A.R.E. – Marine Adventure for Research & Education, progetto di citizen science nato su iniziativa della Fondazione Centro Velico Caprera, con la collaborazione scientifica di One Ocean Foundation, per contribuire alla mappatura dello stato di salute del Mar Mediterraneo e promuoverne la protezione.

Giunto alla quinta edizione, M.A.R.E. si conferma una piattaforma scientifica itinerante, aperta alla collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali, università, studenti e ricercatori. Il progetto punta a raccogliere dati sul Mediterraneo e sulla sua biodiversità, affiancando alla ricerca un’intensa attività di divulgazione e sensibilizzazione.

La missione 2026 segna il ritorno del catamarano Caprera nel Mar Tirreno e punta a consolidare le ricerche sviluppate nel quadriennio 2022-2025: dall’inquinamento chimico alla biodiversità marina, fino all’inquinamento acustico. La continuità delle rilevazioni consentirà di confrontare i dati raccolti nel corso degli anni e valutare l’evoluzione degli ecosistemi marini.

Il nuovo ciclo di ricerca 2026-2029 prevede inoltre un ampliamento del protocollo scientifico, con lo studio delle microplastiche lungo la rete trofica, l’analisi dei fenomeni di eutrofizzazione e la raccolta di dati oceanografici utili a comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici.

Sabato 27 giugno il catamarano è approdato a Napoli, dove il Circolo Savoia ha accolto soci, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori e cittadini. L’incontro ha permesso al pubblico di conoscere le attività scientifiche svolte a bordo e di approfondire le principali pressioni che minacciano il Mediterraneo, uno dei bacini marini più ricchi di biodiversità al mondo, ma anche tra i più vulnerabili.

L’equipaggio e il team scientifico hanno illustrato lo stato di avanzamento della missione 2026, che interesserà il Tirreno dalla Sardegna alla Sicilia fino alla Liguria, i risultati delle precedenti edizioni e le nuove linee di ricerca previste per i prossimi quattro anni. Biologi e ricercatori hanno inoltre dialogato con il pubblico, spiegando come la ricerca applicata e la citizen science possano contribuire concretamente alla tutela del mare.

Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli investimenti e Ambassador del progetto, ha sottolineato il valore scientifico ed economico del progetto: “M.A.R.E. consente di monitorare con continuità l’ingresso nel Mediterraneo di nuove specie e la scomparsa di quelle che fanno parte del nostro patrimonio marino, anche attraverso le analisi del Dna. I dati prodotti dalle ricerche saranno utili anche per lo sviluppo della blue economy, che dovrà diventare sempre più competitiva ma, allo stesso tempo, sostenibile. In una fase nella quale la sostenibilità rischia di essere messa in secondo piano dagli avvenimenti geopolitici, dobbiamo ricordare che la temperatura del mare e il livello delle acque continuano a crescere. Progetti come questo ci aiutano a preparare per tempo gli interventi e gli investimenti necessari. La competitività del nostro sistema produttivo dipenderà da quanto saremo capaci di innovare calcolando rischi ed impatti ambientali e sociali”.

“Noi viviamo sul mare e viviamo il mare - ha dichiarato Fabrizio Cattaneo della Volta, presidente del Reale Yacht Club Canottieri Savoia -. La nostra storia nasce con il canottaggio e con la navigazione, ma il mare deve essere conosciuto, rispettato e conservato a tutto tondo. È sottoposto ogni giorno a numerose minacce e abbiamo il dovere di proteggerlo. Questa iniziativa va esattamente in tale direzione: il catamarano Caprera attraversa il Mediterraneo, raccoglie dati scientifici e ci offre indicazioni preziose per migliorare le azioni a tutela dell’ambiente marino”.


29/06/2026 19:31:00 © riproduzione riservata






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